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Cronaca

Omaggio a Giovanni di Pietro Bernardone

Oggi vorrei ricordare Giovanni figlio di Pietro Bernardone, nato alla fine del 1100 e morto poco più che quarantenne a causa di una grave malattia al fegato. Alcuni giorni prima di morire chiese di poter lasciare questa terra nel luogo che è stato per lui l’inizio di un cammino religioso dentro l’ordine monastico che aveva creato. Un ordine religioso che forse ancora oggi, è la cosa più vicina all’idea di Cristianesimo del Cristo stesso. Il 3 ottobre del 1226, sul pavimento della Porziuncola, lasciava questa vita terrena Giovanni figlio di Pietro Bernardone conosciuto ai più, con il nome di Francesco di Assisi.

Prima di morire, riuscì a dettare il “Testamento” dell’Ordine Francescano, con il quale esortava il suo movimento religioso, a non allontanarsi mai dalla regola che aveva dettato pochi anni prima. Francesco invita con questo suo ultimo scritto, i suoi seguaci ad attenersi ad un preciso rispetto di quelle regole morali e compartamentali descritte nelle tre regole “povertà, castità ed ubbidienza”.

Praticamente il Testamento di Francesco diventerà una “quarta regola” dell’ordine francescano.

Per ricordare questo meraviglioso essere umano, posso raccontare che un giorno di un novembre nevoso, in cui mi recai in visita a La Verna, sul monte che fu regalato a Francesco dal Conte Orlando, episodio che racconto nel mio giallo comico “Il Commissiario Brusco Luzzi – L’odore dei funghi” (attualmente fuori produzione), quando arrivai a scendere nella grotta dove lui implorava a Dio di rispondere alle sue preghiere, avvicinandomi alla roccia dove dormiva e sulla quale è rimasta impressa la forma della sua schiena, ho sentito la presenza di quel piccolo grande uomo che con il suo insegnamento e con il suo esempio, ha cambiato la vita di centinaia di migliaia di uomini e donne. Eppure all’inizio tutti lo avevano denigrato e qualcuno, guarda caso soprattutto quelli di bianco vestiti, lo avevano anche proposto per una scomunica. La storia però è andata diversamente e la forza dell’Amore di questo figlio di Dio, ha vinto su tutto e su tutti, regalandoci una delle storie più belle che l’uomo possa raccontare.

Sul monte La Verna era solo Francesco, solo con il suo amico Leone che ogni giorno gli portava acqua e pane, inutilmente perchè lui nei quaranta giorni in cui è stato in quella grotta, non ha mai mangiato ne bevuto.

Fino al giorno in cui gli apparve un “Serafino Crocifisso” e subito dopo le sue mani, i suoi piedi e il costato inziarono a sanguinare. In quel mio viaggio a La Verna ricordo perfettamente, in quel freddissimo novembre in mezzo alla neve, passando sul camminatoio che corre sul burrone, posto di fianco al monastero, che oggi ricorda le stigmate di San Francesco, dove Francesco fu gettato di sotto dal demonio, ma che non riusci nell’intento di ucciderlo, grazie ad un incavo nella roccia che accolse il fraticello, che è quasi all’imbrunire, quando vengo colpito da una pietra che frana dalle rocce sopra di me, facendomi cadere svenuto a terra… (La poesia Leone l’ho scritta diversi anni fa per ricordare quel mio viaggio a La Verna)

LEONE

In cima a la Verna in pellegrino ostello,

visito il masso che condusse a dio il fraticello

e il monastero di francescana gloria,

mi chiama invero senza l’umana boria.

Giunto alla pietra ove francesco diaceva,

sento nel cuore l’emozione vera,

di storia narrata in mezzo agli arricci,

da mano sapiente di Baccio Maria Bacci.

Da solo vago in sul bordo al demonio,

dove una pietra mi giunge sul cranio,

lasciandomi inerte su pietra muta,

che pure Francesco salvò da caduta.

Francesco, Francesco, sento un uomo gridare,

poi si avvicina e mi prova ad alzare,

mi volgo alla mano, Francesco venni a trovare,

son anni che cerco e non lo riesco a trovare.

Mi chiamo Leone e fui suo fratello,

e di suo messaggio mi feci fardello,

portando pel mondo sua semplice regola,

di pietas umana, che amore t’agevola.

Sono assai certo che l’uomo futuro,

del fraticello avrà mente sicuro

e sono convinto che nipoti terre,

mai più vedranno tetre umane guerre.

Anche la fame sarà debellata

e nessuna pandemia sarà mai creata,

che come lebbra i fratelli ha spianato,

per borghi e vallate in cruento passato.

Sippure la legge da uomo creata,

in uguale sorte sarà da ognun rispettata

e quei governanti da popoli eletti,

divideranno i lor doni co’ tutti i rejetti.

Sicuro quel mondo che ha da venire,

sarà un gran bel posto ove poter poi pregare,

senza dolore, abusi, trame o litigi,

vissuti nel sole senza uomini grigi.

Mio caro Leone tuo compito hai evaso,

ma il mondo futuro si fece bastaso,

e quel fraticello che tu vai cercando,

in tanti lo persero nel loro abiurando.

 

È strano pensare che circa due mila anni fa e poi mille anni fa, due piccolo uomini, carichi solo di amore verso l’uomo e di conseguenza verso Dio, con la loro parola hanno insegnato agli uomini che siamo tutti fratelli e che dobbiamo vivere in un totale altruismo. È strano vedere che questi due uomini hanno volute lasciare racchiusa in una trinità, i loro insegnamenti collegandola poi ad una buona comunicazione. “Padre, Figlio e Spirito Santo” il primo, “Povertà, Castita e Obbiendenza” il secondo”; il “Vangelo” il primo e il “Testamento” il secondo. Ed è altrettanto strano vedere che questi due uomini, in vita, sono stati abiurati e attaccati soprattutto da uomini di bianco vestiti. La cosa che ci rincuora però, è che entrambi questi immensi personaggi, hanno contribuito con le loro parole, a cambiare l’umanità e che forse oggi, nelle “Tre regole” del nostro movimento, insieme alla “buona comunicazione”, possiamo vedere una trasposizione dell’agire e dell’Essere di quei due uomini e che anche gli attacchi mediatici del nuovo Ponzio pilato, o del nuovo inquisitore, non ci impediscono di aprire gli occhi verso una prospettiva di cambiamento, che forse non è solo frutto dell’impegno trentennale di un piccolo uomo, arrivato da quel “campo che si coltiva da poco*” e che quindi è ricco di tutti quegli elementi e quei principi naturali necessari per dare benessere all’Uomo, ma fa parte anche di un disegno millenario divino, che oggi forse si sta ripetendo e che ci porterà davvero a completare il disegno per realizzare un Mondo Migliore per Uomini Nuovi.

Auguri a Tutte le Francesca ed i Francesco e buon Mondo Migliore a Tutti.

 

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Daniele Lama Trubiano 2017©

 

 

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