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Lunedi sotto la Torre: Il tovagliolo

“Volere e non essere è come filare e non tessere”.

Questa frase è stata detta da uno dei personaggi pisani più famosi e ancora oggi nel cuore di tutti gli abitanti della città della torre pendente. Tutte le città hanno dei personaggi illustri che la rappresentano ma se volete conoscere chi ha fatto la storia di quelle località, difficilmente chiedendo agli “indigeni” otterrete sempre la stessa risposta. Anche a Pisa, a seconda di chi incontrate, chiedendo chi possa essere quel personaggio famoso che potrebbe rappresentare la città Alfea, vi potreste sentire risponde con i più svariati nomi. Alcuni vi indicherebbero sicuramente Antonio Pacinotti, nato a Pisa nel 1841 e morto nel 1912, inventore della dinamo elettrica, professore di fisica all’Università di Pisa. Chi è amante della musica vi indicherebbe magari Andrea Bocelli il famosissimo, cantante, produttore e cantautore di fama mondiale, che è nato a Lajatico, in provincia di Pisa. Chi mastica di scienza, non potrebbe invece fare a meno che di citarvi due pisani adottivi, entrambi premi Nobel per la fisica, che presso la Scuola Normale Superiore di Pisa hanno definito la loro preparazione didattica, ovvero Carlo Rubbia ed Enrico Fermi.

Oppure se nel vostro cammino dovreste incontrare invece un matematico, sicuramente vi dirà che il pisano per eccellenza e Leonardo Pisano nato a Pisa nel 1170 e in tutto il mondo conosciuto come il Fibonacci. Ma se parliamo di scienza, è molto probabile che verrà indicato colui che è definito come “il padre della scienza moderna” e che è stato un fisico, un matematico, un astronomo e un filosofo e che è nato a Pisa nel 1564, ovvero Galileo Galilei. Ma poi vi sono i personaggi storici tra cui sicuramente vi è quel Giorgio Brown che mori a Pisa il 10 marzo 1872, ospite della casa dell’amico Pellegrino Rosselli, ma che in realtà si chiamava Giuseppe Mazzini ed aveva fondato un moto rivoluzionario che avrebbe cambiato la nostra nazione, che si chiamava “la Giovine Italia”. Oppure qualcuno vi risponderebbe Giosuè Carducci, primo italiano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1907 o Nino Pisano nato a Pisa nel 1315 che fu scultore, orefice e architetto. Tra gli illustri che hanno legato il proprio nome a Pisa, sicuramente vi potrebbe essere indicato Keith Haring, artista statunitense che a Pisa ha dipinto il murale “TuttoMondo”, sul muro posteriore della Chiesa di S. Antonio, poco prima della sua prematura scomparsa a soli 32 anni. Direte che sono tutti uomini ed allora non poteva mancare nella lista dei personaggi famosi di Pisa anche Kinzica de’ Sismondi, un personaggio che appartiene alla storia di Pisa perché, secondo la leggenda, salvò la città da un’imboscata dei pirati saraceni.

Questa lista potrebbe essere ancora più lunga, considerate le eccellenze che hanno incrociato la loro esistenza con questa meravigliosa repubblica marinara. Ma se volessimo invece ottenere dai nostri interlocutori, un nome che infuocasse veramente gli animi, che rappresentasse a pieno la città di Pisa e l’orgoglio dell’essere pisani, forse allora otterremo davvero da tutti lo stesso nome: “Romeo”.

Si racconta che una sera del 1989, in un ristorante pisano, si trovasse il presidente del Pisa e che al suo tavolo vi fosse ospite Alessandro Calori, un giocatore dell’Arezzo. Ad un certo punto della cena, qualcuno chiese a quel giocatore, divenuto poi successivamente capitano e colonna della grande Udinese, se avrebbe avuto piacere di giocare nel Pisa e questi avrebbe risposto: “Ci verrei anche gratis”. Il presidente del Pisa non se lo fece ripetere due volte; prese un tovagliolo ed una penna e fece firmare quello strano contratto a Calori, nel quale spiccava la parola gratis e che di lì a poco avrebbe fatto sbarcare nella città pisana Calori, dove avrebbe poi staccato 37 presenze in serie B e 24 in Serie A. Quel presidente era Romeo Anconetani, ancora oggi nei cuori e nei ricordi di tutti i pisani, sia per il lustro che ha dato alla città sia per la sua capacità di vedere il calcio come qualcosa di antico basato sul rispetto, sulla parola e sulla capacità di ottenere il massimo risultato con il minimo impegno economico.

Romeo Anconetani nacque a Trieste il 27 ottobre 1922, ed è stato è stato un dirigente sportivo, giornalista e imprenditore italiano. Tra le sue tante attività, sicuramente quella che gli ha dato la fama internazionale, è stata la presidenza della società calcistica del Pisa negli anni ottanta e novanta.

Ha acquistato il Pisa per 300 milioni di lire nel 1978 ed è stato sicuramente il presidente che ha ottenuto più successi nella storia del club pisano. Proprio per questa sua passione smisurata per il calcio e per il suo Pisa, i pisani ma anche la stampa nazionale lo indicavano come il “Presidentissimo”. A causa di vicende che avevano riguardato sue precedenti attività, ha potuto assumere solo nel 1982 la presidenza del Pisa, quando, dopo la vittoria della nazionale di calcio ai mondiali di Spagna, fu erogata una grazia a tutti coloro che erano stati radiati dal calcio, che gli permise finalmente di assumere quel ruolo che desiderava tanto. Romeo Anconetani prese il Pisa in serie “C” e in sole quattro stagioni, con un badget limitatissimo, ma con un grandissimo fiuto per gli affari, riuscì a portarlo nella massima serie nel campionato 1981-1982. Da quel momento, il Pisa di Romeo, iniziò un’altalena tra serie A e serie B, che si concluse nel campionato 1990-1991, con l’ultima apparizione in serie A. Romeo riuscì a portare il Pisa anche in una semifinale di Coppa Italia e a vincere due volte la Mitropa Cup. Anconetani concluse la sua avventura come presidente del Pisa nel 1994, quando a seguito della sconfitta con l’Acireale in uno scontro salvezza per la serie B, il Pisa retrocesse in serie C, andando incontro ad una serie di eventi disastrosi, che lo portarono al fallimento dopo ottantacinque anni di storia, con una situazione debitoria di circa 27 miliardi di lire. Quella retrocessione sancì la fine nel calcio pisano di quella che era stata indicata come “l’Era Anconetani”.

Sono tantissimi gli allenatori ed i calciatori che hanno fatto il salto di qualità grazie a Romeo Anconetani tra questi ricordiamo l’allenatore Mircea Lucescu e i calciatori Berggreen, Kieft, Dunga, Calori, Piovanelli e sicuramente il “Ciolo” Simeone.  Fu uno dei primi presidenti di calcio a comprender l’importanza della televisione e la trasmissione “Parliamo con Romeo” condotta da Massimo Marini sull’emittente privata Canale 50, è stata a lungo una delle trasmissioni più seguite in Toscana. Successivamente al fallimento, Romeo cadde in uno stato di depressione e si chiuse in un silenzio mediatico, rotto solo grazie all’amico Silvio Berlusconi, che lo ingaggio come consulente riconoscendogli le sue grandi doti di osservatore di giovani talenti. Dopo questa esperienza Romeo si ritirò a vita privata e l’ultima volta che accettò di mostrarsi in pubblico, fu il 26 maggio 1999, in occasione dei festeggiamenti per i novanta anni di storia del Pisa calcio. Il 3 novembre successivo si addormentava per l’ultima volta, circondato dall’affetto dei propri familiari e dell’adorato nipote Matteo Anconetani, noto ristoratore pisano, che ancora oggi ne porta avanti orgogliosamente il ricordo.

Romeo Anconetani, al quale Pisa post mortem ha cointestato lo stadio Arena Garibaldi, ha fatto parte di una schiera di presidenti antichi e passionali, che basavano i loro rapporti solo ed esclusivamente sul rispetto e sulla parola data. Insieme al suo amico ascolano Costantino Rozzi, ha rappresentato l’immagine di quei presidenti che dal calcio sono andati oltre, diventando storia delle città che hanno amato e contribuito a rendere importanti.

<<Con Rozzi ho firmato dei contratti su tovaglioli del bar. È una questione di stile e di amore per il calcio>>. (Romeo Anconetani)

Daniele Lama Trubiano 2018©

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