Home>Blog>Cronaca>“Inferno di cristallo”
Cronaca

“Inferno di cristallo”

“A San Francisco è in programma l’inaugurazione dell’edificio più alto del mondo, un grattacielo completamente ricoperto di vetri, realizzato dall’imprenditore James Duncan sul progetto dell’architetto Doug Roberts, che gli rendono la caratteristica di sembrare un immenso gioiello di cristallo. Alla cerimonia di inaugurazione presenziano circa trecento vip, tra cui il sindaco Ramsay e il senatore Parker; già prima dell’inizio della cerimonia Roberts si accorge che l’impianto elettrico non risponde ad adeguati standard di sicurezza e ne accusa di ciò il genero di Duncan, Roger Simmons, il quale, da responsabile dei lavori elettrici, ha utilizzato materiali scadenti per risparmiare sui costi. I timori di Roberts si tramutano in realtà quando il surriscaldamento di alcuni cavi provoca un cortocircuito all’81º piano dell’edificio, in un magazzino nel quale è custodito materiale infiammabile”.

Vi ricordate il capolavoro del 1974 “Inferno di cristallo”? Raccontava la stupidità umana, che per avidità arrivava a costruire un mega grattacielo, senza però rispettare gli standard di sicurezza, cosa che alla fine contribuiva alla sua distruzione a seguito di un incendio. Quante volte l’uomo commette per avidità, atti scellerati che poi gli si rivoltano contro. Eppure la lezione quasi mai viene imparata.

Sono le otto di una mattina di luglio e con alcuni amici mi sto imbarcando su uno scafo che mi porterà a fare un giro turistico, intorno ad una delle costiere più belle del mondo. Si parte da un piccolo paese in provincia di Trapani, San Vito lo Capo, un luogo che non è possibile descrivere se non con un aggettivo: “Meraviglioso”.

La barca esce dalla limpida insenatura e fende le onde di un mare intavolato, che ci regala la possibilità di godere a pieno del panorama in tutta tranquillità. I faraglioni che saltano fuori dalle acque cristalline, ci avvisano che stiamo per transitare davanti ad una famosissima tonnara, la tonnara di Scopello, che poco dopo ci appare dalla riva, con le sue caratteristiche costruzioni, oramai adibite solo a ricordo di tante battaglie marine, compiute nei secoli scorsi, dai pescatori di tonno. La giornata è bellissima e come promesso la nostra barca si va a fermare in una caletta, dalla quale vediamo nitidamente il fondale posto sotto di noi, a circa dieci metri di profondità. I marinai ci permettono di fare il bagno in quel paradiso e dopo alcuni tuffi in quel mare, che sembra un cristallo variopinto e una bella nuotata in quelle acque calme e calde, circondato da miriadi di pesci, risalgo sulla barca. Mi stendo sul pontile ed ammirare la costa frastagliata davanti a me, ricoperta di una selvaggia macchia mediterranea dai mille colori. Osservando quel luogo, il più antico parco della Sicilia, realizzo veramente l’esistenza di Dio.

Nutro la mia anima di quelle rupi scoscese che arrivano fino al mare, sulle quali, oltre a piante comuni dell’area mediterranea, spicca il limonio (limonium flagellare), il perpetuino (helichrysum rupestre), il garofanino (dianthus rupicola), il fiordaliso di Sicilia (centaurea ucriae). Lo sguardo continua ad essermi rubato da piante e fiori bellissimi; vedo la brassica bivoniana e l’helichrysum pendulum. Scorgo sparuti cespugli di finocchiella (seseli boccone) e alcuni cavoli selvaggi (brassica drepanensis). E poi ancora hieracium cophanense, minuartia verna, grandiflora, lithodora rosmarinifolia, conosciuta anche come erba perla, convolvolus cneorum o vilucchio turco. Cercando attentamente sulla costiera riesco a intravedere anche un rarissimo limonio di Todaro (limonio todaroanum). Tutto intorno su quella spalliera di terra e roccia si sparge la gariga a palma nana, in alcuni tratti molto densa e prossima alla macchia, che sfiora quasi il mare.

 

Quello che vi ho descritto nel mio racconto è uno dei posti più belli che io abbia mai visto;  la Riserva dello Zingaro, in provincia di Trapani. Purtroppo la stupidità umana, l’avidità di alcuni esseri inconsapevoli in queste ultime settimane, come nel film “Inferno di Cristallo”, ha cancellato buona parte di quel paradiso terrestre, con un piccolo accendino. Al termine delle attività investigative poi potranno raccontarci qualsiasi novella, ma credo che sia indubbio ritenere che sia stata la mano dell’uomo, volontariamente, a commettere questo crimine verso l’umanità. Perché di un crimine verso l’umanità si tratta.

Credo che il nostro Mondo Migliore non possa prescindere da uno sviluppo di una cultura di rispetto per l’ambiente. Ritengo che sia fondamentale fare capire a tutti, fare comprendere alle nuove generazioni, che non si può distruggere la natura, senza distruggere noi stessi.

 

 

Per raccontare cosa voglia dire per noi essere Coemm and Clemm, acquistate “Il Salotto – Storie di Coemm”. Potete farlo contattandomi direttamente oppure cliccando sul pulsante acquista

Daniele Lama Trubiano 2017©

Condividi su: