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Cronaca

Fatti non foste a viver senza Ananke

“Che tutto avvenga per determinazione del fato, la ragione ci costringe ad ammetterlo”. (Marco Tullio Cicerone)

È il 15 febbraio e Giulia Ammannati, nella sua dimora di Pisa, mette alla luce un bambino, per il quale sia lei che suo marito Vincenzo hanno grandi progetti. Sono una famiglia della bassa borghesia ed il loro sogno sarebbe che il loro maschietto, ripercorra le orme dello zio Bonaiuti, affermato medico fiorentino. Vincenzo è un musicista decaduto che da Santa Maria in provincia di Pisa, si è dovuto spostare a Pisa per intraprendere anche l’attività di commercio. Sogna per il figlio una carriera medica affinché possa almeno lui, non debba stare a fare compromessi per potere tirare avanti. Essere medici vuole dire, da sempre, fare una bella vita senza pensieri e con tali propositi Giulia abbraccia e bacia il suo batuffolo rosa, mentre Vincenzo li guarda soddisfatto.  Nessuno dei due sa che invece Ananke, la dea greca che guida il fato, ha in serbo per il loro cucciolo ben altro nella vita.

Vincenzo comunque porta avanti il suo sogno di avere un figlio medico, tentando, inutilmente, di fare inserire il figlio tra i quaranta studenti toscani che vengono accolti gratuitamente all’Università di Pisa. Così il giovane si iscrive all’università di Firenze. Il giovane studente, nonostante si impegni a fondo per accontentare i genitori, non è per niente attratto dall’arte di Ippocrate, mentre è affascinato dalla matematica, per la quale segue di nascosto ai genitori le lezioni fiorentine del grande matematico Ostilio Ricci, famoso per l’impostazione che dava all’insegnamento della matematica: descritta non come una scienza astratta, ma come una disciplina atta a risolvere i problemi pratici legati alla meccanica e alle tecniche ingegneristiche. Proprio nel corso di una delle sue lezioni, il nostro giovane studente, sentirà parlare la prima volta del fisico pisano Francesco Bonamici, senza sapere che quest’uomo avrebbe segnato definitivamente il solco, che lo avrebbe poi condotto verso quello che Ananke avevo previsto per lui.

Il padre Vincenzo riesce alla fine a farlo tornare a Pisa, grazie al contributo dell’amico di famiglia Muzio Tebaldi, che lo ospita gratuitamente nella sua dimora e gli paga anche la retta universitaria, nell’ateneo della Torre pendente. Un pomeriggio, mentre ritorna da una lezione, si ferma davanti ad un’aula dove rimane incantato ad ascoltare un retore, che sta tenendo una lezione di fisica. <<Chi è quel relatore?>> chiede ad un altro studente. <<È Messere Francesco Bonamici, un luminare della fisica>>. È stato come se fosse scoccata la scintilla del destino e di lì a poco il nostro giovane studente, avrebbe lasciato la facoltà di medicina per dedicarsi completamente alla matematica ed alla fisica.

Pochi anni dopo nel duomo di Pisa, grazie ai suoi studi, mentre osservava le oscillazioni di una lampada affissa nella basilica, gli sarebbe balenata in mente l’idea che “Eppur si muove”, che lo avrebbe portato a scoprire la teoria dell’isocronismo delle piccole oscillazioni del pendolo; Grazie ad Ananke, che ha fatto incontrare al giovane figlio di Vincenzo e Giulia quel matematico fiorentino, che ha stimolato la conoscenza del giovane studente pisano verso la matematica e la fisica, oggi possiamo ricordare quello che sarebbe poi divenuto un grandissimo fisico, astronomo, filosofo, matematico e accademico italiano.

Il 15 febbraio 1564, nasceva a Pisa Galileo Galilei, considerato, a tutti gli effetti, il padre della scienza moderna.

Perciò tanti auguri di buon compleanno Messer Galileo e che la storia di questo immenso personaggio, denigrato e condannato per secoli dalla Chiesa per le sue teorie astronomiche, fino a quando nel 1992 Papa Giovanni Paolo II lo ha riabilitato a pieno, sia d’esempio per tutti coloro che stanno seguendo il progetto per un Mondo Migliore, affinché rafforzi in loro la consapevolezza che la strada che li condurrà verso il futuro è già scritta; sta a loro crederci ed impegnarsi a fondo per realizzarla, in attesa che poi Ananke ci metta lo zampino; il resto verrà tutto da sé.

Vogliamo ricordare Galileo Galilei attraverso le parole che gli ha dedicato Ugo Foscolo.

«Vide, sotto l’etereo padiglion rotarsi, più mondi, e il Sole irradïarli immoto, onde all’Anglo che tanta ala vi stese, sgombrò primo le vie del firmamento.»  

Daniele Lama Trubiano 2019©

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