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Cronaca Turismo

Etruria: “Ma quanto costerà mai?”

 

“Mi feci tante domande che andai a vivere sulla riva del mare e gettai in acqua le risposte per non litigare con nessuno”. (Pablo Neruda)

Sto passeggiando sul mare con Stefania e Zoe, le due bimbe con cui probabilmente invecchierò. Una è la mia compagna di vita e l’altra è la bambina pelosa che quattro anni fa abbiamo preso in un rifugio “secca come una canna”, ma dirompente come il mare in burrasca. Osservo le vecchie colonie di Calambrone, ricordo di un Italia che non c’è più e che da bambino mi ha visto ospite di estati tristi, lontano dalla famiglia, per potere rubare l’aria di mare “che ti fa tanto bene ai polmoni”.

Tutte le domeniche, fino a quando la stagione estiva non riempirà la spiaggia di lucertolosi bagnanti, come altre centinaia di persone, ci rechiamo in questa striscia di sabbia che dalla Stella Maris, corre in mezzo a dune naturali fino al canale dei Navicelli, al confine con quella Livorno oggetto di tante battaglie campanilistiche con la “mia città”, la città della Torre pendente, che oramai da quasi quaranta anni mi ha adottato e che mi ha regalato una figlia pisana. È bellissimo passeggiare ascoltando il “rumore di carta del mare”, mentre stringi la mano della tua donna, ammirando le corse impazzite di felicità del tuo cane. Osservo le tantissime altre persone che come noi, sfruttano queste belle giornate marzaiole, per fare correre i propri cuccioli pelosi sulla sabbia e quasi tutti hanno in mano, qualcosa che racconta di un livello di civiltà assunto dal popolo, che però spesso manca totalmente nelle istituzioni. Ecco che nonostante io vorrei provare ad emulare Pablo Neruda, non riesco poi a buttare in mare né le mie risposte, né le mie domande, che invece avrei voglia di urlare a coloro che si

riempiono la bocca di amore per la propria terra. A chi amministra il territorio, avrei proprio voglia di chiedere:

“Ma quando costerà mai?”.

 

Vedere tutta quella gente, che come me passeggia sulla spiaggia con in mano quel sacchettino colorato contenente gli escrementi del proprio cane, facendo chilometri sulla spiaggia per raggiungere il barettino che si trova tra le dune a ridosso del canale dei Navicelli, luogo di incontro di tante storie domenicali, se da una parte racconta il rispetto per gli altri e per la terra dei padroni dei cani, dall’altro dimostra il livello di fatiscenza di alcune delle zone più belle del litorale tirrenico.  E allora “quanto costerà mai?” mettere quattro o cinque bidoni, che il lunedì siano poi svuotati per permettere alle persone di potere compiere completamente il cerchio di una civiltà, che prevede che io raccatti gli escrementi del mio cane o gli avanzi di un panino, una bottiglia vuota o gli scarti dei pescatori e che tu, Amministrazione pubblica, mia dia la possibilità di depositarli in un bidone, permettendomi di continuare la mia passeggiata, godendomi a pieno a mani libere, lo spettacolo che mi regala il mare?

Cento euro, duecento euro a settimana? E possibile che per risparmiare al massimo ottocento euro al mese, un comune importante come Pisa, possa lasciare un’intera striscia di territorio, nel quale tante famiglie la domenica passano le domeniche pomeriggio, senza nemmeno un servizio di raccolta dei rifiuti. Io credo di no e spero che l’attuale Amministrazione Comunale, che si è riempita la bocca durante l’ultima campagna elettorale dell’amore per Pisa, abbia la delicatezza e la sensibilità, già da questo fine settimana, di fare posizionare cinque, sei o dieci bidoni della nettezza urbana, lungo la spiaggia di Tirrenia – Calambrone, dimostrando di rispettare la civiltà dei suoi stessi cittadini e dando loro la possibilità di godersi totalmente, lo spettacolo che il mare regala. I grandi risultati nascono spesso dai piccoli gesti.

 “Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento”. (Irène Némirovsky)

Daniele Lama Trubiano 2019©

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