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 Eticrazia…  Apparire e apparenze

“Il cambiamento è la manifestazione primaria del tempo.” (Lafayette Ronald Hubbard)


Questo mese, la presidente di Coemm Maura Luperto, ci ha proposto un tema che ritengo essere basilare, nel nostro cammino all’interno del progetto per un Mondo Migliore, che dovrebbe essere sviscerato all’interno dei salotti, nella sua concezione più elevata. Probabilmente nei commenti alle foto dei salotti di questo mese di aprile, troveremo molte dichiarazioni di appartenenza al progetto, quale esternazione del significato della parola “Manifestazione”; ma se vogliamo davvero approfondire il senso di questa affermazione, è imprescindibile che la nostra discussione mensile, sia mirata non alla dimostrazione di ciò che vorremmo “manifestare”, ma più profondamente alla realtà di quello che poi andiamo a “manifestare”.

Manifestare, deriva dal latino “Manifestatio” e tra gli altri significati vuole indicare anche un “atteggiamento”, che viene posto in essere. Molti di coloro che hanno deciso di seguire il progetto fondato da Maurizio Sarlo, ritengono erroneamente che l’avere aderito ad un Clemm, che segua volontariamente i precetti e le regole del progetto Coemm, sia automaticamente una manifestazione della loro partecipazione, alle concettualità del progetto stesso. Ascoltando le parole di queste persone, soprattutto in occasione di critiche che vengono mosse al progetto, capita di sentire indicare, quale metro di partecipazione al progetto stesso, il tempo di permanenza nel proprio Clemm, dimostrando chiaramente di confondere l’adesione con la manifestazione. Se infatti per potere affermare di avere seguito il progetto Coemm, basta essersi attenuti alle quattro regole e avere presenziato ai salotti solidali, di fatto aderendo completamente alla azione dei comitati etici locali e contribuendo quindi anche all’idealizzazione del Mondo Migliore, “Manifestare” poi la partecipazione al progetto Coemm, diventa qualcosa che non può essere limitato al pensare, alla proposizione, o ad uno spazio temporale, ma deve  evidenziare una reale “Manifestazione” della volontà di cambiamento e di partecipazione etica, da realizzare sia con l’adesione, ma soprattutto con l’azione e con l’atteggiamento.

Essere parte trainante del progetto Coemm per un Mondo Migliore, oltre al rispetto delle regole del progetto stesso, deve soprattutto “Manifestare” una “presenza consapevole”, che sia mossa realmente dal desiderio di dimostrare quel cambiamento, che poi vorremmo portare nel mondo. Credo che oggi la più alta forma di “Manifestazione” di amore verso il progetto, la otteniamo non in base a quanto siamo capaci di Manifestare verso il progetto, ma quanto il progetto riesca a manifestarsi attraverso noi. Questo vuole significare che oltre alle ammirevoli intenzioni, alle belle parole e alle grandi azioni, se vogliamo davvero vivere il progetto nel progetto e verso il progetto, risulta fondamentale che noi curiamo, oltre alla presenza ed alla volontà di cambiamento, anche tutti quegli aspetti, sia interiori, ma soprattutto esteriori, che in qualche modo vadano a descrivere la nostra “apparenza coerente” con i principi del progetto. “Sii quello che proponi”, è la base fondamentale che racchiude il rispetto verso noi stessi e verso i principi che abbiamo deciso di seguire e che oggi possiamo “manifestare”, attraverso un “Cambiamento”, con le nostre idee, con le nostre parole, con le nostre azioni, ma soprattutto, con ciò che dimostriamo di essere, rispetto a quell’etica che stiamo promuovendo, in chi ci osserva, a prescindere dalle date, dalle scadenze e soprattutto dalle nostre aspettative.

 “Essere ben vestiti dovrebbe essere anche una affermazione di impegno nel match. Se state prendendo il match seriamente, allora è logico pensare che vi siate preparati seriamente. Questo include prendersi cura delle apparenze; è una manifestazione di rispetto per voi e per il vostro avversario.” (Allen Fox)

Daniele Lama Trubiano 2019©

 

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