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Cronaca

Elezionando: Occhio per occhio

Oggi iniziamo una nuova rubrica nella quale affronteremo i temi inerenti le prossime elezioni politiche.

Oggi vi voglio parlare di una ridente cittadina piemontese di cui i primi insediamenti risalgono al 1152, in un atto dell’imperatore Federico I Barbarossa, con il quale confermava al conte Guido di Biandrate, il dominio su questa località. A quell’epoca questa cittadina costituiva un centro importante grazie alla presenza di un importante castello, i cui feudatari fornivano ricchezza a tutta la zona. Si tratta di Riva presso Chieri, salita tristemente alle cronache nazionali in questi giorni, per una vicenda che conferma l’assurdità del mercato del lavoro nel nostro paese. Considerato che oggi lavora circa il trenta per cento della popolazione, Riva con i suoi 4000 abitanti, ha una forza lavorativa di circa 1300 soggetti. Queste persone garantiscono oltre che il reddito delle proprie famiglie, anche la copertura di tutte le spese inerenti la comunità, grazie alle tasse che vengono corrisposte, tramite i loro contributi reddituali.

Provate ad immaginare che di colpo 500 persone perdano il lavoro e quale disastro possa diventare questa cosa non solo per le loro famiglie, ma anche per quella comunità. Certo mi direte che in Italia oggi è una cosa normale che un’azienda chiuda, visto le tante problematiche che hanno le imprese per poter tirare avanti e credo che se quella fosse la motivazione della chiusura, nessuno potrebbe dire nulla, se non imputarne la responsabilità a quella politica che in questi stessi giorni va decantando le grandezze delle opere fatte e di quelle che farà. Ma se invece questa azienda non viene chiusa per la crisi ma più semplicemente perché i titolari hanno deciso di delocalizzare la struttura, trasferendola in Slovacchia, per spendere meno nella produzione, allora la cosa credo che cambi radicalmente, soprattutto se consideriamo che stiamo parlando di un’azienda collegata ad un grande brand internazionale, che nel nostro territorio ogni giorno incassa centinaia di migliaia di euro, dalla vendita dei suoi prodotti.

Allora ripenso a questi 500 operai che di colpo si ritroveranno senza lavoro e senza nessuna possibilità di trovarne un altro e soprattutto penso sia a quelle famiglie che non avranno più un reddito ma anche a tutte quelle persone che si ritroveranno con i servizi tagliati, per la mancanza di introiti da parte del comune di Riva presso Chieri. Stiamo parlando di un terzo degli abitanti di Riva presso Chieri che smetteranno di lavorare.

Il mio percorso di vita mi ha portato ad abiurare ogni forma di violenza, sia fisica, che psicologica che verbale, però ritengo che vi siano dei casi in cui si debba considerare veramente quanto troviamo scritto nella Bibbia nel Levitico 24, 19-20: «Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro.»  Ora sicuramente io non concepisco questa scrittura relativamente agli atti materiali che incita a fare, ma credo che vi siano dei casi in cui si possa applicare quella che veniva chiamata “la legge del taglione”, nel caso di gravi mancanze morali da parte di chi commette degli atti volontari mirati solo al profitto, che si materializzano in atti morali. Io sono l’esempio che chi sbaglia poi deve comunque pagare, come però dovrebbe pagare chi ha un’azienda che crea profitto e poi per guadagnare di più, non ci pensa due volte a mettere a casa quelle stesse persone, che per anni gli ha garantito immense forme di guadagno. Credo che invece di fare gestire queste vicende alla politica o ai sindacati, con i grami risultati che vengono ottenuti sempre, sarebbe molto più semplice boicottare tutti i prodotti venduti da quelle aziende. Ecco che se un’azienda delocalizza, io non compro più i suoi prodotti, se un’azienda approfitta dei fondi dello stato per assumere e poi non conferma quelle assunzioni, quando sono finite le agevolazioni, io boicotto i suoi articoli, se un’azienda viene scoperta a non pagare tasse, io semplicemente non acquisto più le sue merci e per tutti, se un politico ha favorito delle norme che hanno permesso tutto questo, semplicemente, deve sparire dall’arco istituzionale. Credo che sia giunto il momento di pretendere non solo un benessere diffuso, ma anche una responsabilizzazione di tutti coloro che ogni giorno approfittano del proprio potere economico, industriale e politico, con un nuovo sistema di meritocrazia che favorisca chi lavora bene ed onestamente e punisca contestualmente i “furbetti”.  Credo che il comportamento del rappresentante del ministero del lavoro ieri, che ha sbattuto la porta irritato, per la mancanza di dialogo con l’azienda interessata, sia la dimostrazione dell’ipocrisia di chi ha favorito alla fine quelle norme che permettono la delocalizzazione ed oggi fanno la parte di chi ha subito un danno. Il danno con l’inettitudine dei politici e soprattutto con la loro collusione con le grandi potenze economiche lo subisce giornalmente la povera gente.

In tutto questo, ci sono comunque poi altre 500 famiglie, che sono sicure che in ogni caso perderanno il proprio reddito e che difficilmente potranno trovarne un altro.

Daniele Lama Trubiano 2018©

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