Home>Blog>Cronaca>Cogito Ergo Sum? Il Segno
Cronaca

Cogito Ergo Sum? Il Segno

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”. (Carl Gustav Jung)

Noé sta navigando da mesi con l’Arca cercando inutilmente la terraferma dopo il diluvio universale; Mosé è nel deserto con il popolo di Israele stanco, affamato e disilluso e non sa come fare per convincerli a proseguire; Francesco è su una roccia sul Monte della Verna, in digiuno da quaranta giorni, sofferente e piangente ad invocare il suo Dio. Questi nostri tre profeti, oltre alla fede in Dio, hanno qualcosa che li accomuna; tutti e tre stanno per chiedere qualcosa al loro Dio; non un miracolo, badate bene, loro stanno per invocare la Divinità, a cui hanno regalato la loro esistenza, per qualcosa di più importante anche di un miracolo. Il miracolo infatti rappresenta la massima fede che un essere umano può mostrare verso il divino, mentre quello di cui stiamo parlando dimostra invece proprio l’inverso, ovvero la fiducia del divino in loro. Per chi crede ai miracoli, questi appartengono a quella sfera di richieste personali, spesso collegate ad uno stato di necessità, che poi manifesta la propria grandezza nella risoluzione della problematica per la quale era stata invocata. Invece i nostri tre profeti cosa stanno per chiedere a Dio? Semplicemente un “SEGNO” della sua presenza e della sua grandezza. Noè riceverà dopo poco la visita di una colomba con un ramoscello di ulivo nel becco, che gli confermerà che da qualche parte la terra è riemersa; Mosé parlerà con Dio, davanti al suo popolo, attraverso una fiamma che “non arde” apparsa dentro un cespuglio di rovi, mentre in Francesco si manifesterà con le stigmate.

In questi giorni, guardando i telegiornali, le tribune elettorali e tutte quelle trasmissioni televisive che decine di politicanti si affannano a presenziare, mi sono chiesto spesso, se questi figuri abbiano anche minimamente un contatto con la realtà del paese. Quasi venti milioni di italiani sono alla fame, una percentuale indicibile di persone non lavora o lo sta perdendo, centinaia di migliaia di persone stanno perdendo la casa e 13 milioni di connazionali non riescono a fare le analisi diagnostiche perché non hanno i soldi per i ticket. Già solo queste problematiche dovrebbero fare in modo che chiunque si proponga come prossimo governante di questo malandato paese, si impegnasse a trovare delle intese con tutti gli altri politici, di ogni forma e razza, per varare un Governo di Unità Nazionale, che dia una netta sterzata con il passato, per ripristinare un equilibrio sociale. Invece di cosa stanno parlando da dieci giorni questi signori? Di foibe, di immigrati, di razzismo e soprattutto di Antifascismo! Siamo nel 2020 e ancora si devono vedere campagne elettorali basate su un vecchio schema politico nel quale la destra, il centro e la sinistra, rappresentano un’ideologia. Oggi parlare di ideologia politica è come andare a parlare di ferie a chi non ha lavoro.

Il fascismo come il comunismo, avevano la peculiarità di pensare esclusivamente a chi faceva parte del proprio schieramento a discapito di chi non la pensava come loro. I nuovi politicanti, sia che si ergano a paladini dell’antifascismo o dell’anticomunismo, sia che decantino invece i totalitarismi, in realtà sono peggio degli stessi fascisti e comunisti, visto che poi permettono che un terzo della popolazione, che non fa parte del loro status sociale, oggi stia sfiorando la povertà assoluta.

Ecco che allora è importante dare a questi “ominicchi” la forza di un “SEGNO”, qualcosa che rompa il loro schema e dimostri chiaramente che il “POPOLO” non li sopporta e non li vuole più. Dobbiamo impegnarci per fare capire loro che magari stavolta, porteremo anche solo un parlamentare che rappresenti la nostra idea, ma in futuro la nostra forza sarà talmente devastante che potrà arrivare a metterli davvero in condizione anche di perdere la poltrona. Oggi quel “SEGNO” che possiamo dare loro, lo possiamo tracciare, nelle regioni in cui sarà presente, sul simbolo di quel partito che ha scelto di seguire la progettualità di Coemm e soprattutto di stare con le minoranze. Ecco perché è importante impegnarci a fondo per promuovere questa idea e state tranquilli che tutto quello che ci è stato promesso, come ha anche ribadito di recente Maurizio Sarlo, prestissimo ci sarà dato, ed allora sarà l’Aire per l’esplosione di questo progetto trentennale, voluto fortemente dallo stesso Sarlo.

A noi il compito di capire e poi dimostrare quale possa essere veramente la grandezza di quel “SEGNO” che vogliamo dare a questi distruttori democratici ai quali finalmente potremmo spiegare le parole di Sandro Pertini: “Quando parliamo di democrazia siamo tutti in malafede. Democrazia significa governo del popolo, ma se governasse il popolo non governeremmo noi. Lo facciamo perché il governo è più facile dell’autogestione, più comodo”.

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

Se credete che quello che faccio ogni giorno sia una produzione utile e di qualità, sostenetemi acquistando i miei libri oppure cliccando sul pulsante  “Sostieni il mio impegno” nella mia pagina web dedicata a Coemm.

Potete acquistare “la via di Marco Polo – Storie di Coemm” e il “Il Salotto – Storie di Coemm” contattandomi in privato oppure direttamente dal link in questa pagina.

 

 

 

 

 

 

Condividi su: