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Cronaca

Cogito Ergo Sum? Egoiste!

“Uno è padrone di ciò che tace e schiavo di ciò di cui parla”. (Sigmund Freud)

Molti anni fa in televisione passava una pubblicità di un profumo da uomo, al quale, le donne affacciate ai terrazzi di una palazzina, urlavano “Egoiste!”

Sicuramente il promo era d’impatto e raccontava un Uomo che pensava al suo solo piacere, “indossando” un profumo che ammaliava le donne. Era l’esaltazione dell’Ego e credo che molti di noi oggi criticherebbero quella pubblicità magari riconoscendole anche una base sessista.

Questo pensiero potrebbe essere condivisibile da tutti, ma in realtà quante volte siamo proprio noi ad “indossare” quello che vorremmo combattere, per cercare consenso, ammaliare chi ci segue o semplicemente per creare provocazione? Ieri ho pubblicato un post che, giocando su una allegoria creata attorno alla figura dell’italiano e dell’extracomunitario, tentava di provocare il lettore sulle dinamiche dell’accoglienza e dell’assistenza in generale. Molte persone hanno condiviso tale post, alcune hanno completamente fuorviato la mia volontà arrivando a darmi dell’ipocrita e del fascista e un’amica che mi segue e conosce da tre anni, mi ha dato dell’Egoista.

L’essere definito ipocrita o fascista, non mi ha toccato più di tanto essendo anni luce da me tali situazioni o ideologie, ma la mia amica Anna che mi ha definito “Egoista” ha fatto breccia nel mio cuore e soprattutto nel mio cervello. Chi scrive per amore della conoscenza, è portato, pur se tenta di vestirsi di un’umiltà radicale, a convincersi di quello che dice, al punto che può commettere l’errore di non cercare più la verità ma di accettarla a prescindere. Ecco che spesso ci lasciamo guidare da un’arroganza intellettuale che ci fa trattare ogni argomento, senza valutare sempre e comunque, ogni sfaccettatura di quello che andiamo a sviscerare. Anche il dare per scontato che una provocazione venga per forza vista in tale modo è un’ulteriore riprova di quella supponenza intellettuale. Ogni persona ha una sensibilità differente e quello che noi scriviamo magari appunto per provocare, in altre persone può invece manifestarsi come una sofferenza o una violenza. Lungi da me il voler fomentare queste situazioni e debbo ammettere che le parole di Anna, per quanto dure e dirette, hanno certamente dimostrato un mio egoismo, basato sulla mancanza di rispetto verso quelle parole che invece amo tanto. Nel momento in cui, anche giocando, scherzando, o creando una allegoria, approfitto della sofferenza altrui, per esaltare il mio scritto o le mie parole, mi espongo non al mero giudizio delle persone, ma alle conseguenze del mio Egoismo. Si Anna ha pienamente ragione ed oggi le sue parole mi hanno permesso forse di crescere ancora un pochino di più verso quell’altruismo che vorrei far diventare il faro della mia esistenza. Qualcuno nei commenti di quel post ha scritto che sono “finalmente uscito allo scoperto”, giudicando la mia persona ed il mio fare, da un banale scritto e non da quello che posso avere fatto nella vita. In realtà questa persona ha detto comunque una verità e cioè che in quello scritto, io “sono venuto allo scoperto” mostrando ancora quella parte debole e fragile della mia persona, legata a quell’Egoismo intellettuale che va a cozzare terribilmente con l’altruismo che cerco di promuovere con i miei scritti.

Credo che sia proprio vero che anche dagli errori possiamo imparare e crescere e ringrazio Anna per avere avuto, da vera amica, la forza di contestarmi quelle parole e di farmi capire quanto ancora siamo limitati nella nostra conoscenza personale. Ringrazio tutti coloro che hanno capito il senso di quel post e chiedo umilmente scusa a tutti coloro che non l’hanno compreso o che hanno ricevuto sofferenza da quelle parole, perché non era questo che volevo fare.

“Per quante scoperte si siano fatte nelle regioni dell’egoismo, vi sono ancora molte terre sconosciute”. (François de La Rochefoucauld)

Daniele Lama Trubiano 2018©

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