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Cronaca

CINQUE DOMANDE A: Luigi Montano

 

 

“Ma ad oggi, realmente Coemm cosa ti ha dato?”. Quante volte vi è stata posta questa domanda alla quale, qualcuno magari non ha saputo rispondere, altri hanno spiegato quello che ci darà in futuro, mentre quelli che hanno seguito davvero le cose del movimento, informandosi, partecipando alle conferenze o anche solo semplicemente seguendo le pagine facebook di Coemm prima e dei Blog oggi, hanno potuto serenamente fornire decine di risposte. La più banale che mi viene in mente è che Coemm, mi ha permesso di conoscere ed entrare in contatto, con decine di migliaia di persone su tutto il territorio nazionale, creando una rete di “amicizie”, con le quali interagire ed aiutarsi vicendevolmente, soprattutto come supporto logistico sul territorio. Oggi chiunque debba venire a Pisa, per motivi di studio, medici o anche solo turistici, sa che può fare affidamento su me e sui tanti Clemm della mia provincia, come io sono consapevole, che se devo spostarmi in Italia, posso tranquillamente contattare le tantissime persone, con le quali grazie a questa idea meravigliosa di Maurizio Sarlo, sono venuto in contatto.

Le persone che invece hanno voluto veramente “crescere” grazie al movimento, sfruttando a pieno quell’euro che viene donato ogni mese, per conoscere, informarsi e soprattutto dare un senso alla loro presenza nel movimento, avranno risposto invece che, grazie a Coemm ed ai Clemm, ha conosciuto delle realtà delle quali non sapeva praticamente nulla, grazie ad alcune “Eccellenze” che si sono avvicinate al movimento mettendo a disposizione la loro ricchezza interiore per l’idea di Maurizio Sarlo. Sono “Eccellenze” variegate che spaziano in moltissimi settori dall’Agricoltura, all’ingegneria, dall’economia fino alla medicina. Proprio in questo ultimo settore abbiamo conosciuto dei medici, che con le conferenze organizzate da Coemm o dai Clemm, ci hanno aperto gli occhi sulla indispensabilità di modificare urgentemente il nostro stile di vita, in ambito sanitario, alimentare e soprattutto per quanto attiene il rispetto che dobbiamo portare a questa terra, agli altri esseri umani e soprattutto a noi stessi. Proprio questi concetti, sono alla base di un progetto portato avanti da un medico che con la sua semplicità esplicativa e la sua delicatezza, ci ha fatto entrare in un mondo che non conoscevamo. Questa “Eccellenza” ci ha spiegato semplicemente ma in modo chiaro e scientifico, quali e quanti danni stiamo facendo al nostro organismo e soprattutto a quello dei nostri figli, non facendo nulla per porre un freno all’inquinamento che sta annientando l’umanità. Perché noi se non cambiamo radicalmente il paradigma della società attuale, è bene ricordarlo, a differenza di quello che dice qualcuno che ci vuole terrorizzare con ipotetiche guerre mondiali nucleari, alla fine moriremo tutti, semplicemente avvelenati dall’immondizia. E allora ben vengano le persone come quella che abbiamo incontrato oggi, che è una delle eccellenze che hanno aderito a Coemm. Abbiamo incontrato il dottor Luigi Montano.

 

  1. Chi è il dottor Luigi Montano?

<<Sono un medico ospedaliero, lavoro come UroAndrologo nell’ASL di Salerno, attualmente ricopro l’incarico di Presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana e sono responsabile del primo ambulatorio Pubblico di Andrologia che circa 7 anni fa avviai presso l’Ospedale di Oliveto Citra nella splendida Valle del Sele per tutta la provincia di Salerno, abito però ad Acerra in provincia di Napoli, un’antica città di origini osco-etrusche cuore di Campania e per chi non lo sapesse patria del mito della Maschera di Pulcinella, dove esiste l’unico museo al mondo ad essa dedicato presso il Castello Baronale. Sono sempre stato molto attivo sul mio territorio nel mondo dell’associazionismo in particolare sui temi ambientali molto avvertiti nella mia area, in relazione all’impatto sulla salute generale della popolazione. A tal proposito, occupandomi di patologia ambientale negli ultimi anni ho concentrato il mio impegno sulla ricerca dei più fini meccanismi del rapporto Ambiente-Salute ed ho ideato il progetto di ricerca EcoFoodFertility che coordino attualmente e che oggi prende gran parte del mio tempo essendo un progetto interdisciplinare e multicentrico.>>

 

2) Lei è una delle eccellenze dell’andrologia italiana e sta portando avanti moltissime progettualità contro quell’ “Ecocidio”, che ogni giorno viene posto in essere, a causa di una speculazione senza controllo, oramai intrisa in questa società, che di fatto si sta suicidando con le sue mani. Le tematiche che lei affronta, soprattutto con il progetto “EcoFoodFertility”, che delinea un nuovo modello di valutazione dell’impatto ambientale sulla salute umana e nuove prospettive per la prevenzione primaria, dovrebbero trovare un forte appeal in chi gestisce la ricerca pubblica; temiamo purtroppo che non sia sempre così e allora le chiediamo: cosa ha trovato nel progetto Coemm, che l’ha convinta ad aderire a questo progetto, che potrebbe rappresentare un plusvalore per le sue ricerche?

<<Il tema del rapporto Ambiente, Alimentazione, Fertilità, che identifica il progetto di ricerca che sto portando avanti credo che rappresenti uno dei fondamentali pilastri del progetto Coemm dal momento che mai come oggi si stanno evidenziando in maniera così prorompente le conseguenze della cattiva gestione del territorio, dell’ambiente e dell’economia sull’uomo, sempre più povero e  sempre più malato, al quale il progetto Mondo Migliore cerca di dare, educando con le manifestazione nelle varie parti d’Italia e, soprattutto con il modello dei salotti e dei temi mensili, quelle conoscenze necessarie affinchè la gente possa prendere piena consapevolezza dello stato dei fatti e reagire con ragionevolezza per migliorarlo. Vorrei precisare che quando faccio riferimento alla fertilità, indico una problematica che non è solo riferita alla salute riproduttiva, che nei paesi occidentali ed in particolare in Italia è in caduta libera (il tasso medio di natalità in italia è 1,35, fra i più bassi al mondo), ma di salute generale ed ambientale. Infatti la Fertilità è un indicatore estremamente sensibile, tanto che il calo netto registratosi nei maschi occidentali della quantità degli spermatozoi negli ultimi 40 anni di ben il 59,3%, rappresenta lo specchio più fedele di quanto l’inquinamento ambientale, le modifiche degli stili di vita e alimentari hanno inciso sulla qualità della salute dell’uomo ed il progetto EcoFoodFertility che fonda tutto il suo impianto sulla duplice funzione del liquido seminale quale Sentinella di Salute Generale ed Ambientale in quest’ottica intende proprio proporre un nuovo modello per la valutazione dell’impatto ambientale sulla salute umana a sostegno di un nuovo approccio alla prevenzione primaria. Per quanto riguarda la mia adesione al progetto Coemm, mi sento di dire che raramente ho avuto l’occasione ed il piacere di conoscere un uomo così aperto, pacato nei modi e toni e così assolutamente determinato come Maurizio Sarlo a cambiare questa condizione che, a buona ragione, si può dire di schiavitù umana. Vedere poi che quest’uomo ha messo insieme un esercito di persone “belle” cariche di passione civile ed anche attratto personalità che esprimono il meglio dell’innovazione che l’Italia può offrire in ogni campo del sapere è veramente una gioia e mi fa capire che insieme è possibile veramente creare un mondo migliore e questo ovviamente mi fa ben sperare in una collaborazione e sostegno importante al progetto per poterlo realizzare in tempi ragionevoli.  Approfitto dell’occasione per segnalare che il Coemm ha recentemente sostenuto spese della polizza assicurativa per i ragazzi della sperimentazione del progetto finanziato dal Ministero della Salute in tre aree ambientali critiche d’Italia (attraverso una donazione all’Associazione EcoFoodFertility che sostiene il progetto omonimo), richieste dal Comitato etico Campania Sud, che non erano contemplate nel piano economico del progetto Ministeriale. Ho infatti inviato una lettera ufficiale di ringraziamento al Coemm e a tutti gli aderenti ai Clemm alcuni giorni fa.>>

 

3) In una intervista lei ha affermato che prima di bonificare l’ambiente, bisogna bonificare l’Uomo. Potrebbe spiegare meglio questo concetto?

<<Beh, questa è la seconda fase del progetto EcoFoodFertility,  per chiarire questo aspetto, apro una parentesi sulla sua prima fase che, in estrema sintesi, è quella analitica, volta a qualificare e quantificare la presenza di contaminanti ambientali e a misurare i biomarcatori di effetto (le modificazioni molecolari indotte dai contaminanti) nei fluidi biologici, in particolare, nel liquido seminale, fra campioni sani ed omogenei di popolazione residenti in aree a differente indice di pressione ambientale al fine di dare una misura individuale del potenziale rischio biologico, che può essere diverso a seconda della pressione ambientale, cosa che in effetti nei nostri studi pubblicati abbiamo rilevato essere maggiore nel campione residente nell’area a maggiore pressione ambientale (nello specifico nell’area a Nord di Napoli, epicentro della cosiddetta Terra dei Fuochi). La seconda fase del progetto parte dal fatto che proprio per le popolazioni che presentano un rischio biologico maggiore per una più alta esposizione ambientale ed in linea ad un indirizzo di prevenzione primaria insito nel progetto stesso, in attesa dei tempi lunghi della bonifica e/o meglio dell’arresto dell’inquinamento, che sarebbe ovviamente la prima vera opera di prevenzione primaria, si comincia ad essere operativi dando non solo quelle conoscenze di base sui diversi agenti chimici e fisici che impattano negativamente la salute ed informazioni utili per ridurre il rischio espositivo, ma anche  di  compensazione del danno partendo dalla considerazione che lo stile di vita e l’alimentazione, in particolare, con determinati regimi nutrizionali può mitigare l’effetto dell’inquinamento ambientale ed aiutare a potenziare le difese antiossidanti e detossificanti  dell’organismo. In definitiva, per proteggere le popolazioni che vivono in aree ambientali più compromesse, bisognerebbe applicare una serie di presidi nutrizionali, anche di tipo nutraceutico, quando necessari, per “Bonificare l’uomo delle terre dei fuochi d’Italia e d’Europa”. Il modello ecofoodfertility, infatti, proprio per il portato innovativo della proposta di prevenzione a tutela della salute non solo riproduttiva, è stato in una piccola parte (perché tante sono le analisi previste e le linee di ricerca attivabili nel protocollo scientifico) di recente finanziato dal Ministero della Salute su alcune aree ambientali critiche d’Italia, come l’area di Brescia-Caffaro, Val di Sacco nel frosinate, terra dei fuochi. Inoltre lo stesso, grazie ai risultati ottenuti dalla ricerca in Campania con dati recentemente pubblicati e, grazie alle tante collaborazioni di medici e ricercatori di enti pubblici importanti come il CNR, l’Istituto Superiore di Sanità, diverse Università e ospedali che fanno parte della Rete Nazionale EcoFoodFertility, in modo autonomo ed indipendente sta per partire a Taranto e Sassuolo. Abbiamo disponibilità anche per Gela e/o Priolo, Piombino, Terni e Vicenza ed anche in alcune aree d’Europa (Croazia, partirà nel 2018, poi ancora in Grecia, Spagna, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania).>>

4) Crediamo che qualsiasi progettualità dovrebbe coinvolgere i giovani, proprio per il fatto che il futuro appartiene soprattutto a loro. Lei ha da sempre mostrato una forte sensibilità ambientale, conosciamo che è da oltre 20 anni un animatore di iniziative per la difesa del suo territorio e della salute della sua popolazione. L’inquinamento causa della tanta infertilità giovanile, come sta emergendo in questi ultimi anni, minaccia le nuove generazione. Cosa pensa del fatto che ad oggi non esistono politiche culturali atte a portare a conoscenza, in ambito scolastico, non solo le argomentazioni inerenti la sfera sessuale delle persone, ma soprattutto in merito alla prevenzione della sterilità e dell’infertilità?

 <<In effetti, il nostro principale interlocutore è il giovane, in particolare nell’età della maturazione degli organi genitali, che corrisponde a quella adolescenziale, una importante finestra espositiva, estremamente vulnerabile agli insulti ambientali, età, peraltro, dove più facilmente si acquisiscono comportamenti e stili di vita errati che possono compromettere la salute futura complessiva, terreno fertile per lo sviluppo delle patologie cronico-degenerative nell’adulto. D’altronde è proprio questa l’età più critica dal punto di vista della prevenzione, in quanto dopo i 10 anni d’età, viene drasticamente ridotto l’intervento del pediatra, che per motivi culturali è più evidente per i maschi che, a differenza delle femmine, difficilmente si sottopongono a visita generale e soprattutto uro-andrologica. In più la scomparsa in Italia della visita di leva, che prima costituiva l’unica forma di screening su larga scala, ha rappresentato un ulteriore riduzione del livello di prevenzione già particolarmente carente in Italia e difatti anche questa mancanza ha contribuito all’ incremento dei tassi di infertilità maschile. Sta di fatto che insegnare corretti stili di vita e alimentari e far conoscere anche semplicemente i rischi da sostanze chimiche disperse nell’ambiente, presenti nei cibi (pesticidi), negli oggetti utilizzati nell’uso quotidiano, così come le nuove forme di inquinamento elettromagnetico (cellulari, wifi, antenne di trasmis-sione, ecc.) purtroppo non mi pare che rappresenti una priorità nei piani culturali ed educativi scolastici o comunque sono affrontati in modo molto superficiale. Ritengo in sostanza che questa carenza educativa strutturale sia grave, soprattutto in una fase dove l’inquinamento ambientale assume un peso così rilevante e oramai certificato sulla salute umana e dove ancora nonostante le evidenze ancora si rimanda e non si agisce con misure efficaci e rapide per arrestare la distruzione del pianeta.>>

 

5) Lei è anche componente di un Clemm. Cosa rappresenta per lei il salotto solidale e soprattutto, come potrebbe questo luogo di incontro, agevolare la sua battaglia contro l’infertilità?

<<Si, appena poco dopo aver conosciuto il mondo migliore, esattamente un anno fa ad un incontro che si tenne a Fiuggi, dove per caso tramite Giuseppe Altieri sono stato invitato, ho visto e riconosciuto delle splendide persone e quindi ho aderito nella consapevolezza che l’unione di persone che hanno visione e forza d’animo oltre che cultura e conoscenza può veramente fare molto per cambiare questo mondo e renderlo, appunto, migliore. L’idea del salotto, quella di riunirsi in un clima familiare e discutere di temi mensili, dove lo sforzo e l’attenzione è mirata, credo sia efficace ed educativa e di certo questo luogo aiuta a conoscere meglio le ragioni dell’azione dell’uomo in generale per il bene della collettività.  In riferimento a quella che lei chiama “battaglia” contro l’infertilità, devo dire che di fronte ai molteplici e sempre più aggressivi insulti ambientali  a cui queste “cellule con la coda…gli spermatozoi” sono esposti e stando ai dati sempre più preoccupanti per noi tutti operatori della salute riproduttiva il nostro lavoro sta diventando quasi una battaglia per la sopravvivenza della specie umana, di cui non mi pare che vi sia ancora piena consapevolezza da parte delle istituzioni a tutti i livelli.   Il futuro, insomma, della buona salute o, se vogliamo, di aspettativa di vita sana non solo delle attuali generazioni, ma anche e soprattutto di quelle future (quest’ultimo aspetto comincia ad essere evidente negli ultimi anni grazie alla ricerca sull’impatto transgenerazionale che hanno i contaminanti ambientali ed i cattivi stili di vita sui gameti), è a mio giudizio fortemente legato al binomio che mi piace sempre mettere in evidenza: Salute Ambientale = Salute Riproduttiva!>>

 

Ringraziamo il Dottor Luigi Montano per questa bellissima intervista, ed anche per tutto l’impegno che mette per cercare di modificare questo sistema sbagliato di cose, andando contro sicuramente anche a tante lobby di potere. Lui è una di quelle persone che veramente può permettersi di dire, a noi che ci lamentiamo ma che poi alla fine non facciamo mai nulla, che: “Se un uomo non combatte per le sue idee, o queste valgono poco, o vale poco lui” (E. Pound).  

Daniele Lama Trubiano 2017©

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