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Cronaca

CINQUE DOMANDE A… Giancarlo Cozzutto

 

 

Secondo appuntamento con le cinque domane rivolte ad una delle colonne di Coemm o dei Clemm. Oggi Abbiamo incontrato Giancarlo Cozzutto.

Giancarlo Cozzutto, 62 anni, in possesso di un diploma di ragioneria, ha interrotto gli studi dopo il terremoto che ha colpito il Friuli nel 1976, decidendo di passare direttamente alla vita lavorativa. Da mugnaio e contadino nella azienda di famiglia è passato poi al lavoro in banca, prima come impiegato e successivamente come funzionario di filiale. Alla fine degli anni ottanta, si è rimesso in discussione, andando a reinventarsi nel mondo della finanza. La prima volta che lo abbiamo incontrato, siamo rimasti interdetti dal suo “apparire” che gli regalava un’idea burbera. Quando invece abbiamo incrociato il suo sguardo e interagito con la sua voce delicata, “familiare”, abbiamo scoperto un Uomo dolce e sensibile, che mette subito a suo agio chiunque e che non disdegna mai un saluto o una parola per nessuno. Un buon viatico per il mondo migliore.

 

1)Chi è Giancarlo Cozzutto?

“Ho sempre avuto un forte impegno nel sociale, impegnato localmente ed a livello provinciale in politica e nelle amministrazioni locali sia a livello Comunale che Provinciale. Ho dovuto inventarmi anche emigrante e così ho conosciuto le tematiche e le fatiche del lavoro, lontano dal proprio paese e dalla propria gente. Sono una persona pragmatica, ma sensibile ed emozionale e comunque preferisco che siano gli altri a dire e valutare chi sia Giancarlo Cozzutto”.

 

 

2) Come ha conosciuto Maurizio Sarlo e perché ha deciso di aderire a Coemm & Clemm?

“Maurizio Sarlo mi è stato presentato dal mio carissimo amico Aldo Tumiatti alla fine di agosto del 2015 mentre mi trovavo in vacanza e mi disse che avrei dovuto incontrare questo dottor Sarlo il più presto possibile; siccome Maurizio Sarlo abitava poco distante da casa mia mi diede il suo recapito telefonico e dopo pochi giorni ci incontrammo a casa sua. Sarlo mi parlò e mi illustrò la sua idea di Mondo Migliore e ricordo come se fosse oggi, che facemmo una lunga e tranquilla chiacchierata e ancora oggi conservo i fogli degli appunti presi. Alla fine gli dissi senza indugio che la sua idea poteva funzionare, “non sarà facile” gli dissi, ma si può realizzare. Quando gli chiesi conferma delle sue convinzioni sugli eventuali partner, come risposta mi bastò la sua voce ferma e decisa: “Ti devi fidare di me!”.

È così è stato, mi sono fidato di lui allora, come mi fido di lui adesso. Quello stesso pomeriggio chiamai due carissimi amici e passai subito all’azione, con il semplice passa parola, iniziando a promuovere le informazioni che mi aveva dato Maurizio Sarlo. Inconsapevolmente ero già un capitano coraggioso e se allora eravamo “4 amici al bar che volevano cambiare il mondo”, oggi siamo ancora qua e gli amici in quel bar insieme a noi, sono diventati tantissimi.

Oggi abbiamo realizzato finalmente il sogno di quel fine di agosto di due anni fa.”

 

3) Lei e Referente dei Regionali dei Clemm; come si manifesta materialmente questo suo impegno nel progetto?

“Esatto sono il Referente del Regionali sociali. Sono qui per volontà di Maurizio Sarlo ed anche per sua scelta. Lui mi nominò Regionale del Veneto quel giorno di agosto 2015 ed a novembre mi disse che il mio compito cambiava e che avrei dovuto seguire tutti i regionali d’Italia. Così è stato ed è ancora oggi.

Credo di essere un riferimento sufficientemente discreto è riservato, ho sempre avuto il mio caratteraccio che a volte mi frega, ma con il tempo e tanta volontà, l’influenza del cambiamento, ha colpito anche me e oggi posso dire di aver cambiato tanto il mio modo di essere e continuerò a farlo fino a che sarò utile alla causa. Per il futuro sogno che il progetto si realizzi in toto e che riusciamo davvero ad eliminare completamente la povertà, restituendo la dignità ad ogni essere umano. Questo progetto mi impegna praticamente ventiquattro ore al giorno ma non mi pesa regalare il mio tempo per questo sogno.
Mi piace considerarmi “un casalingo impegnato in sogno”. Sono a disposizione di chi ha una necessità o un bisogno, oppure una insicurezza una incertezza. In realtà noi abbiamo una squadra fenomenale di Referenti Regionali e ne vado fiero, e il merito dei nostri risultati non è solo mio, ma è anche di questi miei collaboratori e della corretta applicazione del progetto di Maurizio Sarlo. Un Progetto che oggi è finalmente anche il nostro progetto.”

 

4) Con Rossella Casellato e Luca Simionato è una delle colonne del Tg Coemm, la trasmissione che va in onda il lunedì sul web. Questo programma rientra sicuramente in quella Buona Comunicazione tanto sospirata da Maurizio Sarlo. Ma per Giancarlo Cozzutto cosa vuole dire “Buona Comunicazione”?

“Grazie di questa domanda! Soprattutto perché noi tre facciamo veramente <squadra>. Siamo tre entità completamente diverse, ma che si integrano a meraviglia per la funzionalità del Progetto. Insieme, credo, diamo a tutti quella necessaria tranquillità per proseguire il percorso, anche nei momenti più difficili, ma sappiamo anche essere compagni di viaggio gioiosi e amici sinceri! Abbiamo tre modi diversi di vedere attuate ed amare il sogno “Mondo Migliore”. Anche la “web TV” è parte di questo. Tutto è iniziato quasi per gioco per poi diventare un appuntamento importante per tutti i Clemm e per la “Buona Comunicazione” tanto attesa e tanto difficile da far passare. Per me la “Buona Comunicazione” coincide con la realtà delle cose e se è veramente buona può solo migliorare quello che raggiunge. Di solito si fa con l’esempio, con il rispetto e con la semplicità e per questo una “Buona Comunicazione” deve essere semplice e comprensibile a tutti. Un esempio di buona comunicazione? Andate a rivedere i video degli eventi di Maurizio Sarlo, le sue interviste e anche le dichiarazioni della presidente di Coemm Maura Luperto. Discorsi semplici, lineari, sempre saturi di quella verità dell’essenziale! Anche l’uso della lavagna a fogli mobili, per esempio, è parte integrante di questo messaggio.”

 

5) Oltre che Referente dei Regionali, lei è anche componente di un Clemm. Cosa rappresenta per lei il “Salotto solidale” e soprattutto quale può essere l’apporto che possono portare i Clemm al progetto di Maurizio Sarlo?

“Io sono il capitano del mio Clemm ed i PO che ne fanno parte sono tutti amici carissimi. Il salotto è quindi per me un modo diverso di essere amici o un modo diverso per intrattenermi con gli amici. Ma forse il Clemm è soprattutto anche il nuovo modo di stare insieme e di contribuire con il proprio talento e con le proprie competenze, ad accrescere la consapevolezza che un Mondo nuovo e migliore sia davvero possibile realizzarlo. Certamente se assieme ci impegniamo per farlo.”

 

Daniele Lama Trubiano 2017©

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