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Cronaca

Ci vediamo per…  L’Amore

Vi erano in una città un re e una regina. Questi avevano tre bellissime figliole. Ma le due più grandi, quantunque di aspetto leggiadrissimo, pure era possibile celebrarle degnamente con parole umane; mentre la splendida bellezza della minore non si poteva descrivere, e non esistevano parole per lodarla adeguatamente”. Inizia così la leggenda che narra la storia di Amore e Psiche. Psiche era bellissima, la sua grazia e il suo splendore erano tali da attirare le invidie di Venere (Dea della bellezza) che, per vendicarsi, decise di chiedere aiuto a suo figlio Amore (Cupido). L’invidiosa dea chiese a suo figlio di colpire Psiche con una delle sue infallibili frecce e di farla innamorare dell’uomo più brutto della terra. Amore accettò ma, una volta arrivato di fronte alla fanciulla, rimase così incantato dalla sua bellezza da distrarsi al punto che una delle sue frecce lo colpì, facendolo innamorare perdutamente della splendida fanciulla”.

(Clicca sull’immagine per fare partire il video)

Il movimento questo mese ci chiede se siamo capaci di Amare e di dimostrare quell’amore. Dimostrare il proprio amore, anche se sembrerebbe una cosa semplicissima, in realtà spesso si manifesta in noi in forma contorta, negata, svilita e a volte negata. Ce lo racconta Apuleio in uno dei suoi scritti più belli, narrato nel video che vi ho voluto regalare oggi: “La favola di Amore e Psiche”.

Qualche anno fa, quando ho incrociato nel mio cammino la filosofia, rimasi molto colpito da una frase che lessi nel Simposio di Platone, quando il filosofo greco ci racconta un dialogo tra Socrate e Fedro: <<Tu stesso lo hai detto Fedro: Amore è chi ama e non chi è amato. Solo chi è amato ha bisogno di essere Bello. Chi ama, invece, ne può fare a meno e siccome il Bello può identificarsi col Bene, chi vuole il Bello desidera anche il Bene, e potrà essere felice solo quando lo avrà trovato>>.

Ecco che quel dialogo socratico, tratto dal capolavoro platonico che tratta l’Amore, dimostra chiaramente cosa sia per molti di noi oggi l’amore e cioè non un sentimento che ci porta a godere del piacere della sua esistenza, ma un modo di apparire agli altri che ci presenti come portatori di Bene. Questo perché la società in cui abbiamo vissuto fino ad oggi, ci ha inculcato che non importa quanto Bene o quanto Amore possiamo dare agli altri, bensì conta quello che riusciamo a dimostrare che potremmo dare. Purtroppo abbiamo letto sopra che Amore non è qualcosa che possiamo preventivare o razionalizzare. Amore appartiene al non Essere, a quella parte di noi non materiale, che non risponde ai sensi terreni e che quindi non può essere mercificato, valutato o pianificato. Spesso mi fate i complimenti per quello che scrivo adducendo il fatto che sono parole piene di Amore. In realtà le mie parole non sono altro che il narrare di qualcuno che ha toccato il fondo ed ha compreso che in questo nostro viaggio, l’unica traccia che possiamo lasciare, può passare solo attraverso i cuori che incrociamo. Ecco qui sta il grande cambiamento di paradigma che potrà permetterci di cambiare tutto il Mondo. Dobbiamo tornare a parlare, raccontare, fare e creare, solo guidati dal nostro Amore. Basta che ascoltiamo quello che è il Bello ed il Bene che abbiamo dentro, concentrandoci sempre sul fatto che tutto il Bello ed il Bene che tocca gli altri, regala poi felicità anche a noi. Questa è la più grande forma di Altruismo e Amore verso il prossimo. Se riusciremo a realizzare questo cambiamento, ci circonderemo solamente di Amore e la nostra vita diventerà un luogo dove quell’Amore, prolificherà e si moltiplicherà. Quando diamo da mangiare ad un bambino, lo aiutiamo a crescere insegnandogli anche quali siano gli alimenti sani e quali quelli che invece possono fargli del male. Torniamo a nutrire le anime di chi abbiamo intorno con l’Amore e vedrete che alla fine, come dicevano i latini: “Omnia Vincit Amor”.

Siamo circondati da Amore e non ce ne accorgiamo quasi più. Torniamo a guardare con gli occhi del cuore e ci scopriremo a ritrovare l’Amore in tutte le sue forme. Chi ha “sentito” l’Amore vero, ha provato qualcosa che non solo è incontrollabile nella sua grandezza, ma è anche un sentimento carico di emozioni delle quali non potrà più fare a meno e che ricercherà per tutta la sua esistenza.

Quel piacere di Amare, che chi l’ha provato non ne potrà più fare a meno, come ci racconta anche Dante nel V Canto della Divina Commedia:

<< Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona>>.

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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