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Ci vediamo per…  Donne che cambieranno gli uomini

Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità”. (Simone de Beauvoir)

Quante volte abbiamo letto storie di donne che sono arrivate al sacrificio estremo, nell’assurdo tentativo di provare a cambiare la bestia che era accanto a loro. Bestie che avevano giurato a quelle donne amore eterno e che le avrebbero protette da tutto, dimostrandosi invece poi i peggiori aguzzini, torturatori, massacratori e alla fine anche assassini dei loro corpi e delle loro anime.  Un fiore, un diamante o un bacio, non cancellano mai la violenza che un uomo ha fatto su una donna. E la cosa non cambia assolutamente se la violenza la commette un soldato in guerra o se la mette in pratica un fratello, un padre, un fidanzato o un marito. Per caso, nel mio girovagare sulla rete, ho incrociato un video che vale più di mille parole:

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza verso le donne (International Day for the Elimination of Violence against Women) e purtroppo, dobbiamo constatare che le violenze perpetrate in danno di quello che viene erroneamente considerato “il sesso debole”, è una costante di tutte le società, sia che parliamo di luoghi ove la guerra produce vittime anche sessuali, sia tra le stesse nostre mura domestiche, dove si verificano il 70% delle violenze sulle donne, anche nel nostro paese. In questi giorni a Stoccolma, è stato assegnato a Denis Mukwege e Nadia Murad, il premio Nobel per la Pace 2018 “per i loro sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati e nelle guerre”.

Noi vogliamo soffermarci su Nadia Murad una giovane venticinquenne attivista yazida, una minoranza religiosa di lingua curda, oggetto di terribili persecuzioni e violenze da parte dell’ISIS, che nell’agosto del 2014 fu rapita da alcuni miliziani dell’ISIS a Sinjar, un’area dell’Iraq abitata in prevalenza da yazidi. Murad è una delle circa tremila ragazze yazide vittime di stupri e altri abusi, compiuti dai miliziani dello Stato Islamico. La ragazza, dopo tre mesi di sequestro, è riuscita a scappare ed appena libera, ha iniziato una

battaglia contro gli abusi contro le donne, raccontando le violenze che ha subìto. Prima del Nobel, nell’ottobre del 2016, le era già stato assegnato il premio Sakharov per la libertà di pensiero, il più importante riconoscimento per i diritti umani in Europa, assegnato dal Parlamento europeo.

Certamente la storia di Murad ci colpisce al cuore, ma quante Murad ogni giorno subiscono violenze fisiche e psicologiche tra le mura delle nostre case, senza che queste vadano mai a denunciare quei mostri che invece di rispettare la promessa che hanno fatto loro, le deturpano fisicamente e moralmente per tentare di dimostrare una virilità che è solo viltà e schifo. Non esistono uomini che ti picchiano e che poi smetteranno di farlo come, non è possibile cambiare o “guarire” un uomo che non ti rispetta, anche se lo amate tremendamente. L’Amore ti rende amore e non schiaffi.

Il premio assegnato a Nadia Murad, la donna che ha denunciato i crimini dell’Isis, avrà veramente un senso quando nessuna donna più avrà timore a denunciare le violenze subite dagli uomini che invece dovrebbero solo amarle. Nel nostro progetto per un Mondo Migliore, mi auguro che qualcuno abbia voglia di creare il “CFP dedicato 25 Novembre” che si occupi di dare assistenza psicologica, legale e anche economica gratuite, a tutte quelle donne che vogliono liberarsi dal giogo di una violenza fisica e morale, da parte di soggetti indegni di essere chiamati “uomini”. Io credo che sia difficile se non impossibile cambiare un uomo violento con le donne, ma se esiste anche una possibilità che vi siano donne che possono cambiare questi uomini, sicuramente passa attraverso l’esempio di Nadia Murad.

 

“La donna è uscita dalla costola dell’uomo,

non dai piedi perché dovesse

essere pestata,

né dalla testa per essere superiore,

ma dal fianco per essere uguale…

un po’ più in basso del braccio

per essere protetta e dal lato del

cuore per essere Amata”.

(William Shakespeare)

Daniele Lama Trubiano 2018©

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