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Ci vediamo per…  Bestie selvagge

“È possibile che tutto possa essere descritto scientificamente, ma non avrebbe senso, sarebbe come se descrivessimo una sinfonia di Beethoven come una variazione nelle pressioni di onde”.

Con queste parole Albert Einstein descriveva quei limiti naturali che dovrebbero guidare la scienza. Ci sono delle cose inerenti questo campo, così incredibilmente importante della nostra esistenza, che spesso ci fanno chiedere se razionalmente valga la pena investire tanti soldi che potrebbero essere usati invece per fini più elevati. Ogni anno spendiamo milioni di dollari per la ricerca scientifica in campo militare o per inviare razzi o navicelle in giro per l’universo. È di ieri sera la notizia che alle ore 21,00, la sonda americana Insight, dopo avere percorso 480 milioni di chilometri nello spazio, per la prima volta nella storia dell’umanità è entrata nell’atmosfera del Pianeta rosso. Dopo appena sette minuti e poi atterrata su Marte ed ha inviato la sua prima foto. Considerato il costo dell’operazione che teoricamente ha il compito scientifico di rilevare la presenza di acqua su Marte, verrebbe da chiedersi se quei soldi non sarebbe stato meglio spenderli per andare a ricercare o portare l’acqua in tutti quei posti del mondo dove le persone ancora muoiono o si ammalano per la mancanza di questo elemento naturale fondamentale per la vita. Ognuno ha chiaramente poi la sua idea e le sue convinzioni e certamente non vogliano essere noi quelli che cercano di convincere gli altri sulla necessità o meno di spostare i fondi per la ricerca spaziale in cose più tangibili. La scienza è una cosa talmente al di sopra della nostra misera preparazione didattica, che mai ci permetteremmo di poter criticare chi invece la studia e la elabora.

Siamo totalmente convinti di questo o quanto meno lo eravamo fino a ieri sera, quando un servizio del telegiornale, ci ha raccontato una news scientifica, che ha sconvolto le nostre più basilari convinzioni sulla libertà di scelta in campo scientifico. (cliccate sul il video sotto per vedere questa notizia).

Quello che è stato fatto in Cina, crediamo debba scatenare un dibattito scientifico approfondito, sui limiti che deve avere la scienza. Facciamo parte di un progetto che ha alla base l’Etica che dovrebbe rappresentare in primis il rispetto totale per la vita e per l’Essere Umano. Come possiamo accettare che qualcuno intervenga sul genoma per modificare chissà cosa e soprattutto rischiando di scatenare chissà quali cambiamenti spontanei,poi di quegli stessi genomi, magari creando tante piccole Dolly. La Scienza si è sempre proposta di dare le risposte ai motivi della vita e questo è comprensibile, nel contesto di quella ricerca della conoscenza, che da sempre ha spinto l’Uomo verso la sua evoluzione. Oggi ci rendiamo conto sempre di più, che quella stessa scienza, soprattutto se consegnata nelle mani di esseri senza scrupoli, rischia di diventare il modo per sostituire quel divino o quella natura, che sono gli unici in grado di stabilire la vita. Noi siamo convinti che la Scienza buona sia anche quella che utilizza le proprie conoscenze per andare a vincere quelle malattie, patologie o deficit funzionali, che possano emergere durante la gravidanza, ma siamo terrorizzati da quegli Scienziati, che invece ritengono di poter modificare il DNA umano, per creare esseri umani con determinate caratteristiche prestabilite. Magari chissà inserendo una cellula di sottomissione.

Se ancora qualcuno si chiede perché sia fondamentale portare a realizzazione l’idea di Coemm, ovvero quella di un progetto di nuovo umanesimo, basato sulla centralità dell’Uomo, attraverso un’Etica che ristabilisca la dignità di tutti gli esseri umani e soprattutto di quelli non ancora concepiti, credo che proprio nelle notizie come quella arrivata ieri dalla Cina, possa trovare tanti stimoli e motivazioni per contribuire a realizzarla. Temiamo che in questi scienziati che non hanno freni morali, possiamo alla fine ritrovare quelle “Bestie Selvagge”, profetizzate da Albert Camus.

“Un uomo senza etica è una bestia selvaggia che vaga libera in questo mondo”. (Albert Camus)

Daniele Lama Trubiano 2018©

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