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Buona Domenica a… Sarvegu, il filo d’erba

“Non v’è sentiero alcuno difeso contro la forza del destino e contro l’inclemenza del fato”. (Pedro Calderón de la Barca)

Georges è una pallina composta di tre parti: ha un rivestimento morbido, una prima parte interna elastica di gomma e un nucleo solido. È stata studiata per fare si che abbia una buona manovrabilità, permettendole comunque di arrivare a distanze notevoli. È uno degli accessori di uno degli sport più elitari che esistano e chi vi si approccia, sa benissimo che per quanto si possa impegnare, preparare, studiare ed allenare, dovrà comunque sempre tenere in considerazione, il fatto che oltre alle sue capacità ci sarà sempre un Sarvegu, che potrebbe in qualsiasi momento modificare il risultato del suo agire. 

Sarvegu è un piccolo filo di erba, circondato da milioni di altri fili di erba, in un bellissimo prato curato in modo maniacale da esseri umani, che su quel manto erboso, scaricano poi le loro pulsioni combattive. Sarvegu non ha mai incontrato questi eserciti di guerrieri, ma spesso li sente chiacchierare vicino a sé. Del resto, l’ipotesi che passino proprio sopra di lui, considerato quanti sono i suoi fratelli è abbastanza remota, anche se quel giardiniere cattivo, ha depositato il suo seme vicino ad una buca, che sembra l’oggetto del contendere di tutti quegli uomini, che puntualmente passeggiano nei suoi pressi. Già il giardiniere, quell’uomo cattivo che non ha sentito le urla di Sarvegu, nei suoi primi giorni di vita, quando non gli arrivava mai l’acqua utilizzata per bagnare i suoi fratelli, motivo per cui lui è divenuto un filo d’erba rigido e giallo, oggetto dello scherno dei suoi fratelli, dall’alto della loro verde morbidezza. Georges intanto sta correndo verso l’ultima buca della sua giornata e questo suo correre, potrebbe permettere al suo padrone, nel caso in cui finisse in quella buca, di conquistare quell’ambito trofeo che rincorre da anni. Georges è a pochi metri dal suo obiettivo e vede perfettamente che la velocità, la direzione e l’effetto che la mano del suo tutore gli ha impresso, lo andranno a depositare all’interno di quella buca. Anche l’uomo che sta osservando la pallina rotolare lentamente ma costantemente verso il suo traguardo ultimo, è cosciente che questa è la volta buona;  ci ha provato tante volte e sente che oggi questa pallina, su cui lui ha scritto il nome di suo padre, sta per regalargli quella vittoria tanto ambita. Georges arriva davanti a Sarvegu che lo guarda basito: <<Ma chi sei tu?>> Georges risponde in modo categorico: <<sono Georges, lasciami passare che ho una missione importante da compiere!>>. Sarvegu rimane impietrito: <<e cosa dovrei fare per farti passare?>>. Geroges irritato le urla: <<piegati e comportati come i tuoi fratelli!>>. Sarvegu tenta allora di abbassarsi sotto il peso di quella pallina, ma la sua rigidità glielo impedisce.  Georges improvvisamente sente crollare tutte le sue certezze e si accorge che tutte quelle alchimie che erano state create per lanciarlo in quella buchetta, vengono stravolte da quel filo d’erba rigido, che devia la sua traiettoria, la sua velocità e la sua forza.  <<Scusami, io ci ho provato, ma non posso andare contro la mia natura!>>.

Nei giorni scorsi, come faccio sempre almeno una volta al mese, mi sono ritrovato assieme a il mio amico Roberto, per parlare dei tanti temi che coinvolgono la società odierna e la nostra essenza. Mentre stavamo discutendo animatamente alla ricerca di una nostra personale conoscenza interiore, Roberto mi ha fatto l’esempio della pallina da golf e del filo d’erba. Per me è stata una bomba atomica, ed è da quel giorno che penso a quanto in realtà noi, pur essendo stati convinti da chi detiene il potere, di essere come Georges, in realtà poi siamo tutti dei piccoli Sarvegu, a disposizione di chi vorrebbe passare sopra le nostre teste, senza che possiamo avere la possibilità di rispettare comunque le nostre peculiarità e il nostro Essere.

Oggi abbiamo raggiunto la convinzione che in realtà non siamo quello che altri hanno stabilito che dovevamo essere, ma che attraverso un percorso conoscitivo e di consapevolezza, maturato in tre anni all’interno di un progetto meraviglioso, nel quale la nostra “secchezza”, la nostra “rigidità” o il nostro essere “gialli”, non ha rappresentato una deficienza rispetto alla massa, ma ha dimostrano un incremento di valore proprio di quel tutto di cui facciamo parte. Ecco che allora in considerazione degli eventi che ci porteranno a mettere in pratica le nostre reali capacità, noi oggi abbiamo il dovere di dimostrare a noi stessi ed al tutto di cui facciamo parte, che quel caso che conduce Georges ad incrociare sul suo cammino Sarvegu, il quale contribuirà a cambiare l’esistenza di entrambi, il più delle volte è in realtà la combinazione delle necessità e della volontà che dobbiamo avere la capacità di sapere applicare, anche dentro quel progetto per un Mondo Migliore che abbiamo deciso di seguire.

E allora Buona domenica a tutti voi, ma soprattutto Buona domenica a tutti coloro che si sentono un po’ Sarvegu ed hanno iniziato a capire che non si deve mai abbassare la testa per fare realizzare i sogni altrui, distruggendo di fatto la nostra essenza.

“Il caso è un sistema di intelligenti combinazioni di probabilità che ci lascia credere di essere liberi e invece ci spinge su un binario solitamente tracciato dal nostro carattere.” (Ennio Flaiano)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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