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Cronaca

Buona Domenica a… l’Anno 2017

<<Siate sempre in guerra con i vostri vizi, in pace con i vostri vicini, e fate sì che ogni anno vi scopra persone migliori>>. (Benjamin Franklin)

Eh si sei arrivato alla fine, nonostante tutto, nonostante le avversità, sei giunto al capolinea. Ti ricorderò come uno degli anni più magri della mia vita, sempre a cercare di raccogliere qualcosa per aiutare la famiglia. Hai portato con te tanti lutti, tanta sofferenza e tanti problemi ma fondamentalmente non riesco ad avercela con te. Voglio provare a ricordarti con alcune immagini.

Hai aperto le tue porte regalandoci un nuovo presidente americano che non si è insediato certamente sotto i migliori auspici, ma che poi alla fine credo non sarà né meglio, nè peggio dei suoi predecessori. È il gioco delle parti, dove chi gestisce “l’intellighenzia e l’informazione”, propende per decidere chi buono e chi è cattivo. Come se tra i potenti che abbiamo conosciuto fino ad oggi, ve ne fosse stato qualcuno che abbia mai pensato a gestire gli affari pubblici, guardando all’interesse di tutti e soprattutto dei più deboli. Hanno condannato a priori il nuovo presidente americano come guerrafondaio, dimenticandosi che il suo predecessore Obama, al quale è stato dato ad inizio mandato il Nobel per la Pace, poi alla fine si è rivelato come il presidente americano che ha mandato più soldati a stelle e strisce in guerra.

Ci hai assassinato il cuore con un albergo sepolto dalla stupidità e l’avidità umana, che ricorderemo sempre in una sola parola “Rigopiano”. Ci hai dimostrato quanto piccola sia l’idea dell’Europa, come la intendono i potenti di oggi, lasciando all’Inghilterra della signora May la possibilità di uscirne, senza che siano successi più disastri di quelli che già le multinazionali e le lobbie avevano creato. Quelle stesse multinazionali e lobbie che hanno voluto fortemente l’elezione di un nuovo presidente transalpino che sicuramente non verrà ricordato per avere pacificato la Francia o per avere sconfitto le diseguaglianze sociali. Quelle diseguaglianze spesso oggetto delle storie raccontate da Paolo Villaggio che ti sei portato via come tanti parenti, amici e compagni di viaggio di questo progetto meraviglioso di cui faccio parte.

Ci hai regalato l’emozione di scoprire che potremo sopravvivere anche senza una nazionale che rappresenti l’Italia ai prossimi mondiali e la debacle azzurra credo che sia solo la rappresentazione sportiva del fallimento sociale di questa nostra nazione. Noi non siamo andati al mondiale a rappresentare l’Italia semplicemente perché in questo momento l’Italia non può essere rappresentata. Del resto cosa vogliamo andare a dire nel mondo? Che 18 milioni di italiani vivono al limite della povertà? Che 13 milioni evitano di fare analisi mediche perché non hanno i soldi per il ticket? Che ci sono persone che percepiscono dopo 40 anni di lavoro 800 euro al mese? Che lo stato non trova i soldi per aiutare la povera gente ma che poi trova decine di miliardi di euro per “aiutare le sue banche” o il gioco d’azzardo? Io credo che facciamo bene a stare a casa e a riflettere e magari quelle centinaia di milioni di euro che risparmieranno dalla trasferta russa, si potrebbero investire per creare strutture sportive gratuite per i bambini. Ma questa è sicuramente un’utopia. Utopia che nel 2017 ci hanno detto essere il “reddito di dignità” proposto da Coemm e dal suo fondatore Maurizio Sarlo, ma che poi alla fine dell’anno è divenuto il cavallo di battaglia proprio di colui che per mesi ha comandato l’assalto al gruppo del nuovo umanesimo.

Ecco allora che ti saluto sapendo bene che non ci rivedremo mai più. Sei stato Crudele, cattivo, ma anche pieno di amore che mi hai regalato attraverso le persone che amo e con quelle che ho conosciuto nel movimento di cui vado fiero di fare parte. Un movimento che mi ha permesso di farmi conoscere per quello che sono e mi ha fatto apprezzare da tanti come scrittore.

Una cosa non posso negare però; sei stato fondamentale per la mia e per la nostra crescita e ci hai accompagnato, nonostante tutto, verso il nuovo anno che, come dice Maurizio, perché il nostro leader oramai lo possiamo indicare anche solo con il nome, è un anno “11” e se guardiamo bene, l’undicesima lettera dell’alfabeto è proprio la sua “M”. Ecco credo che l’immagine che voglio portarmi via del 2017 è il volto di Maurizio il 18 settembre quando, strozzato dall’emozione, ci diceva di non potere rispettare in quel momento, la promessa che ci aveva fatto.

Allora addio 2017, forse non sei stato il miglior anno della nostra vita, ma nemmeno il peggiore e forse un giorno scopriremo che tutte le prove alle quali ci hai sottoposto, sono state necessarie per realizzare il Mondo Migliore che vediamo all’orizzonte.

Vi saluto con le parole di Lucio Dalla: <<La televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando>>.

Buona Domenica e Buon anno Nuovo a tutti e… #iostoconmauriziosarlo.

Daniele Lama Trubiano 2017©

 

 

 

 

 

 

 

 

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