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Cronaca

Buona Domenica a… La torta di Maurizio

Di quel viaggio non ricordo più niente. Ero troppo occupato a fotografare e non ho guardato”. (Umberto Eco)

Quante volte avete guardato delle foto sui social e queste vi hanno scatenato grandi emozioni? A volte erano immagini drammatiche altre immagini di festa, ma in ogni caso quando qualcuno va a pubblicare delle immagini, sta comunque raccontando qualcosa. Spesso coloro che postano immagini anche drammaticamente crude, tendono a ritenere che in quel modo si possano smuovere le coscienze delle persone e forse per questo oggi le nostre pagine social sono piene di atti di violenza. Noi non crediamo alla forza invece della denuncia tramite esposizione della sofferenza altrui e riteniamo che non si possa assolutamente pensare di “vincere la violenza, mostrando violenza”. Siamo convinti che le immagini che colleghiamo alle parole che usiamo per raccontare qualcosa anche di negativo, devono parlare al cuore ed al cervello delle persone e non alla loro pancia.

Nella nostra esperienza di ricerca di Buona Comunicazione, spesso siamo incappati in immagini o video tremendi nei quali venivano mostrati atti di violenza gratuita commessa dagli uomini; per quanto queste ci possano poi avere provocato sdegno, sofferenza o pietà, mai ci è passato per la mente di usare quelle immagini per rafforzare un nostro scritto, per il semplice motivo che riteniamo inutile e pericoloso divulgare immagini che rappresentino con la violenza il livello di bassezza che può raggiungere l’Essere umano. Se io voglio davvero descrivere quell’infimo livello, rappresentando però una Buona Comunicazione, dovrò cercare di utilizzare un’immagine che scateni in chi la vedrà soprattutto una profonda riflessione.

William con la moglie Mary Anna, stanno tagliando una torta sotto lo sguardo compiaciuto del loro amico Frank. Quell’immagine di tre persone soddisfatte e sorridenti, potrebbe raccontare un qualsiasi anniversario di matrimonio e invece dietro quei volti compiaciuti, si nasconde proprio il limite umano fra decenza e indecenza. È un’immagine pulita, festosa, che mette chi la osserva nella condizione mentale di provare gioia per queste persone che stanno festeggiando qualcosa. Questa foto però ci fa tornare terribilmente alla mente Eraclito quando sosteneva che: “Non tutto ciò che sembra è!”.

Quest’immagine delicata che ha fatto il giro del mondo, non descrive qualcosa di festoso ed è anzi una rappresentazione che deve fare riflettere attentamente e che alla fine può scatenare più emozioni di qualsiasi altra immagine forte.

I tre soggetti immortalati dietro quella strana torta il 6 novembre 1946, sono il vice Ammiraglio della marina statunitense William Henry Purnell Blandy, sua moglie Mary Anna e il retro Ammiraglio Frank J. Lowry. I tre stanno festeggiando la conclusione dell’operazione “Crossroads” diretta da Blandy, che ha replicato con successo, i due ordigni nucleari lanciati il 6 ed il 9 agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki che hanno portato alla morte di circa 200 mila persone, con il lancio  di due ordigni nucleari identici sull’atollo di Bikini nelle isole Marshall. Su quella torta che i coniugi Blandy stanno felicemente tagliando è rappresentato proprio il fungo atomico che si è alzato dall’Atollo di Bikini ma anche e soprattutto da Hiroshima e Nagasaki. Questa foto mostra violentemente, senza violenza, a che livelli di bassezza possa arrivare l’animo umano.

Quando pubblicate una foto, un’immagine o un video, cercate di pensare non a quello che si vede in quell’immagine che state trasferendo al mondo, ma quello che le persone potrebbero vedere nella stessa.

Nel nostro viaggio dentro questo progetto ci sono tante immagini che hanno rappresentato una Buona Comunicazione e oggi vogliamo augurarvi una serena domenica con una foto di una torta che, comunque la guardiate, rappresenta solo l’Amore di un uomo verso il suo progetto e l’Amore di una donna verso il suo compagno di vita.

Buona Domenica a tutti

“Prima di raccontare, osserva. Prima di comunicare qualcosa agli altri con immagini e parole, fai in modo che quelle immagini e quelle parole ti suonino familiari. Prima di muovere la fantasia, afferra le cose che hai intorno”.  (Gianni Amelio)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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