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Cronaca

Bambini sporcati

Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini.

(Dietrich Bonhoeffer)

È una calda sera d’estate e abbiamo appena finito di cenare. Stasera con la mia famiglia ci regaleremo uno dei tanti film che vengono riproposti continuamente nel periodo estivo. Non è tanto guardare quel film che ci muove, quanto quello di passare una serata insieme ai nostri figli. Lo stare insieme dopo cena a guardare un film, un programma televisivo o anche solo per parlare, fa parte di quella voglia di trasmettere, a chi un giorno dovrà sostituirci nella gestione di questo mondo, quei valori legati alla famiglia, alla giustizia e soprattutto alla ricerca di un benessere diffuso e condiviso. Prima che inizi il film, la nostra televisione, ci regala alcune pubblicità: una bambina ricoperta di boccoli biondi, con un curato  vestitino a fiori, si avvicina ad un parco giochi sorridente, si mette a sedere su una panchina ed estrae dalla piccola borsa che porta a tracolla, un pacchetto rosa, da cui estrae lentamente una sigaretta. L’accende fa due profonde tirate e poi rivolta alla telecamera dice: “Bad smoke è la sigaretta preferita dalla mia mamma!”; nella pubblicità seguente un bellissimo bambino sta giocando al calcio, indossando la maglietta del suo campione preferito. Dopo avere fatto un goal spettacolare, si avvicina al bar adiacente al campo ed il barman gli passa un bicchiere ghiacciato, pieno di foglie di menta. Il bambino si rivolge alla telecamera strizzando l’occhio: “Dopo una partita cosa c’è di meglio di un buon Mojito Manure Rum?”

Credo che ognuno di voi abbia provato un brivido di terrore immaginando queste due scene. Eppure cose del genere le vediamo ogni giorno in televisione però non ci facciamo caso. Ci sono infatti “Bambini Sporcati” che trasformano sogni con una bacchetta magica, bambine che incantano orsi o più semplicemente fanciulli che avranno la camera dei pirati, grazie ai debiti che accenderanno i genitori. Già perché queste pubblicità di cui vi parlo oggi e che vedono coinvolti dei bambini, servono per fare vendere soldi, a caro prezzo, ad alcune finanziarie, dietro le quali si nascondono in realtà colossi bancari nazionali e mondiali. Comprare soldi non è mai realizzare un sogno, ma fondamentalmente vuole dire sempre assumere un debito che, alla fine, potrebbe rovinare l’esistenza di chi lo accende e soprattutto quella dei loro bambini. E stiamo parlando di finanziamenti, figuriamoci se volessimo addentrarci nell’argomento carte revolving, tornate tristemente di moda in questi giorni, proprio nelle nostre pubblicità televisive.

Il micro-credito era nato per dare la possibilità di acquistare a rate al consumo a chi non poteva permettersi di comprare in contanti, ed oggi invece si è trasformato nel modo con cui tante famiglie “galleggiano” pagando bollette, affitti e spese relative alle necessità dei figli. E così le famiglie accedono a finanziamenti sempre più grandi per coprire quelli precedenti, entrando in una spirale di morte senza fine. Negli ultimi cinque anni, quasi quattromila persone si sono tolte la vita per problemi debitori o economici e nessuno non solo ne parla, ma nemmeno fa nulla per affrontare questo genocidio. Perché di questo si tratta; di un genocidio perpetrato in nome del dio danaro.

E così la gente continua a rovinarsi la vita, facendo debiti per coprire i debiti, sempre nascondendo la propria situazione debitoria ai familiari e ai conoscenti, per colpa del più grande nemico che possa incontrare l’uomo moderno: “la vergogna”. Puoi essere un grande professionista, un grande lavoratore, avere una grande cultura, essere una persona impegnata nel sociale o essere un grande padre di famiglia, ma se il tuo estratto conto presenta il segno meno davanti ai numeri, allora tutto quello di buono che hai fatto nella vita, non esiste più e assumi il titolo che è la qualifica più terribile che possa essere collegata ad un essere umano: “Fallito”.

Ci racconta Giorgio che dopo avere perso il lavoro, non riusciva a pagare le rate e numerose volte alla sua porta ha trovato dei brutti figuri che gli chiedevano soldi: “si presentavano come ufficiali giudiziari delle finanziarie con le quali avevo debiti e mi minacciavano di farmi perdere il posto di lavoro e lo stipendio, se non avessi pagato”. Francesco, un libero professionista, invece ha avuto problemi con lo stato che non gli pagava le consulenze, mettendolo alla fine in condizione di non riuscire più a pagare i finanziamenti che aveva preso, salvo poi ritrovarsi ad essere torturato dai call-center delle agenzie di recupero credito: “mi telefonavano a tutte le ore del giorno e della notte, festivi compresi. Hanno chiamato anche alcuni miei parenti e sul mio posto di lavoro”. Francesca dopo avere perso il lavoro è stata tempestata con decine di migliaia di telefonate da parte di agenzie di recupero credito senza scrupoli: “una sera una signora con accento straniero mi urlò nel telefono, che se non ce la facevo a pagare le rate, un giudice mi avrebbe potuto togliere la patria potestà e anche i figli”. Delia ci racconta: “la pressione dei debiti è una prigione infinita, sono usurai legalizzati, che giocano il ruolo della pressione psicologica, non ti senti più libero, hai paura a rispondere al telefono e devi giustificati ogni giorno con loro, per il fatto che non hai soldi da dargli, perché con due figli o paghi i debiti, o dai da mangiare ai bambini”.

Nella nostra ricerca di aiuto verso coloro che si trovino in condizione di sovra-indebitamento, iniziata dopo la pubblicazione del libro “Bolle di affanno”, edito dalla LFA Publisher di Napoli, abbiamo intrapreso delle collaborazioni gratuite con enti, associazioni e con professionisti che in un anno e mezzo ci hanno permesso di aiutare circa duecento persone. Una di queste strutture, gestita da due referenti Clemm, ha aderito da subito alla nostra idea di “sostegno all’esdebitamento”, entrando anche nel circuito “NoiSi Group” e proponendo, per coloro che hanno debiti da saldare con stato, banche o finanziarie, un progetto che parta da una loro consulenza, per la quale gli interessati potranno versare subito solo il venticinque per cento dell’importo totale della loro consulenza ed il saldo poi quando arriverà il quid.

Abbiamo chiesto ai titolari di questa struttura per l’esdebitamento: “Quello che fanno le agenzie di recupero credito è legale e soprattutto è regolamentato?”. Ci risponde Daniela: “Le agenzie di recupero crediti, per svolgere la propria attività devono essere munite di una licenza rilasciata dalla Questura competente e i suoi incaricati dovranno essere dotati di tesserino di riconoscimento e della licenza. Quando non riuscissero a raggiungere il debitore telefonicamente possono effettuare una visita al domicilio, ma mai comunque dopo le ore 20.00 o nei festivi. Non possono telefonare o visitare il cliente sul posto di lavoro ed è illegale che proferiscano minacce o che esercitino leve psicologiche sul moroso. Anche le comunicazioni lasciate nella cassetta delle lettere, dovranno essere sigillate in busta chiusa e non possono avere un colore che possa ricordare un atto giudiziario. Ma ci sono un sacco di altre cose che solitamente fanno le agenzie di recupero credito, ma che in realtà non potrebbero fare. Spesso si scordano che il loro incarico è esclusivamente quello di concordare con il cliente moroso, un pagamento volontario e soprattutto sostenibile, fino alla conclusione della pratica”.

“Ma c’è allora il sistema per uscire dai debiti?” Ci risponde Valter mostrandoci un grande sorriso tranquillizzante: “certo che si può, ma bisogna affrontarli con professionalità. I debiti si possono gestire in molti modi. Nella vita quasi tutto è negoziabile, soprattutto i debiti, ma purtroppo molte persone non lo sanno e hanno paura di affrontare il problema e per tale motivo tendono a nascondersi. Questo perché pensano che il loro debito sia insanabile solo perché non dispongono dell’intero importo. Ma non è cosi, un debito si può rinegoziare, ristrutturare, ripianificare o stralciare in molti modi. Chi è nei debiti deve assolutamente affrontare la situazione di petto, fuggendo, invece, non farà altro che aggravare la sua condizione debitoria, rischiando un’azione esecutiva e soprattutto continuando a subire l’aspetto più sgradevole di questa situazione: lo stalking”.

Quindi facciamoci aiutare! Da soli non è possibile gestire queste Bolle di affanno. Ci sono tantissimi enti, associazioni o professionisti che possono aiutarci ad uscire dai debiti, basta però che accettiamo davvero di farci dare una mano. Saranno loro poi a seguire la nostra pratica e ad interagire con le agenzie di recupero restituendoci una vita serena e dignitosa. Se avete bisogno io privatamente, riservatamente e soprattutto gratuitamente, vi posso dare qualche indicazione o consiglio per affrontare questa piaga sociale, che vede interessata un terzo della popolazione italiana. Ricordate che non si può e non si deve stare male per i debiti. Soprattutto se poi quei debiti nascono da una moneta scritturale, ma per questo argomento vi invito a leggere gli scritti del professor Nino Galloni.

E poi lasciamo i bambini a giocare nei parchi o al limite a fare pubblicità a pannolini e pappine, invece di voler “sporcare” anche quegli angeli con il letame dei soldi e salutandovi, con la speranza di avervi dato un ulteriore stimolo per pensare e provare a cambiare questo sistema sbagliato, voglio regalarvi una mia massima tratta proprio da “Bolle di affanno”, il libro in cui racconto il mio dramma di sovra-indebitato: “Quando hai difficoltà a gestire le tue finanze, il problema fondamentale non è mai l’ultima uscita, bensì la prima.”

Oggi tutti noi facciamo parte di un progetto meraviglioso che si ripropone di sconfiggere la povertà e il debito. Ogni Clemm può riconoscersi nelle parole raccontate ne “Il Salotto – Storie di Coemm”. Acquistatelo, leggetelo e poi regalatelo, contattandomi direttamente oppure cliccando sul link: https://goo.gl/HArGYz

Daniele Lama Trubiano 2017©

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