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Cronaca

A proposito di Coemm: La scommessa

Ieri in una televisione locale, mentre era in corso un’intervista al nostro Maurizio Sarlo, è apparso in studio “casualmente” il nostro caro Moreno Morello, di bianco vestito, pronto sferrare l’attacco decisivo a Coemm ed al suo fondatore. Il pomo della discordia, sul quale ha basato la arringa accusativa il “paladino dei deboli”, è stata la vicenda del delegato della “Fondazione San Giovanni Bosco nel mondo” all’evento del 24 febbraio di Torino, ma non nella veridicità di tale presenza e dell’esistenza di tale fondazione, bensì su alcune affermazioni citate da quel delegato in merito alla nascita della fondazione stessa. Dalle mie parti si chiamano questione di lana caprina. Quello che però ci ha affascinato nell’arrampicatura sugli specchi dell’inviato della trasmissione “comica” Striscia la Notizia, è stata la negazione di Morello sull’esistenza di un mercato economico che scommette. Nel suo simpatico modo ironico di rafforzare le sue posizioni, ha buttato lì un “dove è l’ufficio scommesse dei mercati?”.

È il 1948 e Leonardo è un bambino di dodici anni che sta ammirando a bocca aperta i carri armati americani che sfilano per le vie di Milano. L’Italia è stata liberata dagli alleati e le sfilate dei figli dello zio Sam, diventano una festa popolare che culmina con alcuni doni, che i soldati a stelle e strisce, regalano alla popolazione affamata da una guerra fratricida. Cioccolata e sigarette sono i doni più ambiti e decine di pacchetti passano dalle stive degli M26 Pershing alle mani protese delle tante persone che sventolano piccole bandiere italiane e americane. Leonardo, invitato da un soldato americano, sale su un carro armato e rimane imbambolato a guardare quella massa di muscoli il cui sguardo è nascosto dietro un meraviglioso ray ban dorato con lenti verdi. Guarda quegli occhiali estasiato, non ha mai visto nulla di più bello e chiede al soldato se li può provare. Lo yankee si toglie gli occhiali mostrando i suoi grandissimi occhi azzurri e li porge al bambino che li indossa tremante. Si volta verso la mamma Leonardo indicando gli occhiali: <<Mamma guarda come sono belli. Scommetti che da grande io produrrò occhiali?>> La mamma lo guarda sorridendo mentre il soldato americano indossa nuovamente gli occhiali, regalando al bambino il suo pollice alzato ed una barra di cioccolato fondente. Negli anni successivi Leonardo più volte ha raccontato a tutti la sua scommessa di creare un’azienda che producesse occhiali e spesso è stato preso in giro per questo suo sogno. Oggi Leonardo guarda emozionato la firma che ha appena messo su quel contratto. Il bambino che tanti anni prima era salito sul carro armato americano, ha appena acquistato proprio gli occhiali che indossava quel soldato. È il 28 aprile del 1999 e Leonardo del Vecchio, con il suo gruppo Luxottica, ha acquistato l’azienda americana Ray Ban. Leonardo ha vinto la scommessa che ha fatto con il suo Valore Umano.

Il nostro caro Morello ieri, “involontariamente” ha fatto disinformazione, perché non vogliamo credere che non sia a conoscenza di quella pratica oramai comune, che è la speculazione economica dei mercati, che si manifesta nelle “scommesse” che vengono fatte su quelli che vengono comunemente chiamati i Derivati. L’idea di Maurizio Sarlo e di Coemm, se vogliamo partire da questa pratica, è proprio quella di trasformare le scommesse sui derivati da beni, titoli o merci in “Scommesse sugli esseri umani” e quindi di fare investire i mercati sul valore delle persone. È chiaro, come dice sempre Sarlo, che non è facile ma allo stesso tempo nemmeno è impossibile da realizzare. E quando una cosa sembra più difficile, puntualmente poi troviamo Uomini che con caparbietà, impegno ma soprattutto tramite le loro genialità, riescono alla fine a realizzarla e a creare aziende che diventano le più grandi al mondo nei loro settori, come la Luxottica di Leonardo del Vecchio. Io credo sinceramente che l’Italia oggi abbia bisogno di meno Di Maio, Renzi, Berlusconi, Salvini e abbia più bisogno di persone come Leonardo del Vecchio e anche, perché no, di Uomini come Maurizio Sarlo.

Daniele Lama Trubiano 2018©

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(La storia del bambino e del soldato americano è frutto della fantasia di chi scrive e non è riconducibile alla vita privata di nessuno)

 

 

 

 

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