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Cronaca

A proposito di Coemm: Il galleggiante

Sono le sei di mattina, di un sabato invernale del 1989, buio, freddo e nebbioso. Il piccolo laghetto del Crocino, vicino a Pisa, mi attende come ogni fine settimana per permettermi di soddisfare quella mia passione atavica legata alla pesca della regina dell’acqua dolce. Sua Maestà la carpa. Il laghetto è uno specchio di acqua creato dall’uomo molti decenni prima, probabilmente per annaffiare i campi che oggi si presentano tristemente abbandonati, sulla vetta di una collinetta, che ci dà l’idea di trovarci dentro ad un vulcano. Ci si arriva camminando a piedi per dieci minuti, carichi come muli da soma, per tutta l’attrezzatura che questa pesca ci impone di portarci dietro. È terribilmente buio e un cielo cupo e intriso di nuvoloni grigi, spegne qualsiasi traccia di luce a questa giornata che però, per come sta nascendo, ha tutte le prerogative per regalarmi una grande giornata di pesca. Il laghetto è talmente fuori mano che quasi nessuno lo conosce e quindi capita spesso che mi ritrovo a pescare completamente da solo. Mi avvicino ad un grande salice piangente e impacciatamente nel buio della notte ancora viva, inizio a posizionare l’attrezzatura e a preparare la pastura che mi servirà per attirare la mia regina. Le prime luci dell’alba mi trovano infreddolito e mezzo addormentato, mentre tento di ravvivare le dita delle mani con il mio alito fumante, seduto su una piccola sedia pieghevole. Le immagini che iniziano ad apparirmi dalla notte mi regalano un panorama meraviglioso composto da piante acquatiche e alberi che si tuffano nel piccolo specchio di acqua, circondato dal silenzio e dalla totale assenza di movimento. Non vi è traccia di vita che non sia la mia e quella delle mie aspiranti prede che si trovano nel lago. La totale assenza del vento mi pone il piccolo galleggiante eretto ed immobile ad una trentina di metri da me, in mezzo allo specchio di acqua e rimango ore fermo e immobile a fissarlo, senza che lui si muova nemmeno di un millimetro. Tutto è mirato all’attesa di quella vibrazione, di tre piccole immersioni di quel manufatto di sughero, che annunciano la madre di tutte le immersioni, quella che ti avviserà che la battaglia con la tua regina sta per iniziare.

Sovente il galleggiante ha una vibrazione differente da quella che ti aspetti ma  da esperto pescatore che sei diventato, eviti accuratamente in quel caso di prendere qualsiasi iniziativa. Nei primi anni di pesca alla carpa, tante volte hai tentato la ferrata a seguito di quei movimenti del galleggiante che poi invece con il passare delle tue mattinate sui laghi da pesca, hai compreso essere solo frutto della tua immaginazione, creati a seguito dei tanti minuti passati a fissare quel piccolo accessorio immerso nell’acqua. Ecco che con l’esperienza hai compreso che quello che vedi a volte è solo quello che vorresti vedere ed allora col tempo comprendi la differenza tra finzione e realtà, tra bisogno e necessità per potere poi agire di conseguenza.

Nelle prossime settimane sarà aperta la nuova piattaforma “Italia Sei Top” che sarà la prima cosa realmente tangibile, per noi che stiamo aspettando da due anni e mezzo il realizzarsi anche della parte economica del progetto. Tante volte abbiamo creduto di vedere muovere l’asticella di quel galleggiante che ci avrebbe messo in condizione di tornare a riscoprire quella cosa che da anni ci è stata negata. Il galleggiante che sta per affondare nella progettualità di Coemm, torna a porci di nuovo di fronte a quella regina che dovrebbe essere un segno distintivo di ogni essere umano e che nessuno dovrebbe mai sottovalutare: La nostra dignità. Con la nuova piattaforma “Italia Sei Top”, nella quale oltre a tutti noi che abbiamo creduto in questo che all’inizio sembrava un sogno utopistico, poi un’idea meravigliosa ed oggi un progetto di ingegneria economica sociale realizzato, sarà inserita anche la vecchia piattaforma “NoiSi” con tutte le aziende che avranno deciso di aderire al progetto per un Mondo Migliore. Ecco che il riappropriarci della nostra dignità, dovrà a quel punto muoverci però nella direzione di dimostrare davvero che quello che ci è stato proposto e che ci verrà erogato, non sia solo una manna dal cielo, ma qualcosa che abbiamo meritato e che meritiamo di continuare ad avere grazie al nostro impegno che, dalle prossime settimane, dovrà essere mirato a fare crescere non solo il progetto, i CFP e il partito, ma anche e soprattutto la piattaforma “Italia Sei Top”, per fare in modo di fare aderire, nelle forme e nei modi in cui ci verrà indicato di fare, le tante attività presenti sul territorio, che corrispondano però ai principi etici del nostro progetto e che di fatto permettano al nostro movimento “New Umanista”, di avere una piattaforma di acquisto, che crei veramente quel nuovo paradigma basato su un commercio equo e solidale e soprattutto che risponda perfettamente all’Etica che stiamo cercando di riportare in questa società. Quindi continuiamo a guardare quel galleggiante fermo davanti al nostro orizzonte, ma con la consapevolezza che quando affonderà, dovremo essere pronti a dare quella ferrata che oramai ci stanno chiedendo da quasi tre anni.

Il sole all’orizzonte si è staccato dal bordo del lago quando una lieve vibrazione infiamma la mia adrenalina; poco dopo il galleggiante lentamente inizia a camminare di lato immergendosi leggermente una, due, tre volte. Proprio in quell’istante violentemente il piccolo manufatto di sughero si tuffa sott’acqua e il mulinello che inizia a rilasciare il filo ruotando impazzito, urla nelle mie vene la presenza della preda. La ferrata decisa, ma non cattiva, impone alla canna un inchino alla Regina e inizia la battaglia fatta di rispetto, di equilibrio e soprattutto di pazienza tra le due parti in lotta. Dopo quasi venti minuti è tra le mie braccia bellissima e fiera. Respira lentamente, regale e senza timore nemmeno quando con le pinze le tolgo delicatamente l’amo dalle grandi labbra carnose. Dolcemente prendo quella bellissima carpa da quasi dieci chili di peso e l’accompagno in acqua. Lei parte lentamente, poi di colpo si ferma quasi a riprendere fiato, mi guarda con quel grande occhio cintato di oro e poi lentamente, quasi imperturbabile si allontana scomparendo nelle acque del lago. Rimango minuti a fissare il punto dove ne ho perso le tracce, felice e soddisfatto e con la netta sensazione che a nessuno di noi due è stata intaccata la dignità.

Ci hanno detto che eravamo dei pescatori illusi, senza speranza o come dicono in sudamerica “pescatori salao”, oggi invece come il vecchio pescatore Santiago, raccontato dal mio scrittore preferito, grazie alla nostra determinazione e convinzione nel progetto per un Mondo Migliore, stiamo per issare a bordo della nostra piccola barca, il pesce più bello è importante che mai abbiamo catturato:

“Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all’albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand’era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne…..  

La lenza si alzò lentamente e regolarmente e poi la superficie dell’oceano si sollevò davanti alla barca e il pesce uscì. Uscì senza fine e l’acqua gli ricadde dai fianchi. Era lucente nel sole e la testa e la schiena erano di un rosso scuro e nel sole le strisce sui fianchi apparivano larghe, di un lavanda leggero. La spada era lunga come una mazza da baseball e appuntita come un’alabarda e il pesce si alzò in tutta la sua lunghezza dall’acqua e poi vi rientrò, dolcemente, come in un tuffo, e il vecchio vide la grande lama falcata della coda andare sott’acqua e la lenza incominciò a filare. «È mezzo metro più lungo della barca»”. (Ernest Hemingway)

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

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