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Cronaca

A proposito del Quid

Da circa due anni Maurizio Sarlo, fondatore e segretario generale di Coemm, va parlando di un reddito di dignità da erogare a tutti i cittadini, quale riconoscimento della ricchezza interiore di ogni essere umano, necessario per trasformare ogni uomo da un debito per la società ad un credito collegato al suo “Valore Umano”.  Proprio per queste sue proposte economiche e sociali, inserite in un progetto rivoluzionario basato su un nuovo umanesimo, Sarlo ha ricevuto violentissimi attacchi dai mass media, tramite una informazione non veritiera, deviata e pilotata. Soprattutto la televisione commerciale ha dedicato ventuno servizi di un suo programma generalista, al tentativo di smontare il progetto del fondatore di Coemm. Poi un giorno di colpo sono spariti gli attacchi a Coemm e soprattutto alla proposta di un reddito di dignità per tutti i cittadini e oggi cercheremo di capire il perché.

In passato c’era stato Grillo che aveva proposto un “Reddito di Cittadinanza” per tutti gli italiani, salvo dimenticarsene poi, quando è arrivato in parlamento e avrebbe invece avuto la possibilità di proporre una legge ad hoc. Il toscanaccio Renzi, con il suo delfino Gentiloni, è arrivato ad ammettere che in Italia, oltre alle banche, ci sono anche i poveri, arrivando a creare un “Reddito di Inclusione” di poco più di 400 euro, per circa un milione di connazionali. Tutto questo mentre nel frattempo in Puglia, il Governatore Emiliano, ha fatto approvare un provvedimento che prevede un “Reddito di Dignità” di seicento euro, per i meno abbienti. Come non bastasse ieri Tito Boeri, ha dichiarato che è imprescindibile oramai arrivare ad un “Reddito Universale di Cittadinanza” ed anche lo stesso Berlusconi, l’altra settimana, ha affermato che è necessario arrivare ad un “Reddito di Dignità” per tutti, definendolo addirittura un “Quid”.

Ma come, quando lo diceva Sarlo, i tirapiedi mediatici del potere politico, hanno fatto carte false per dimostrare che le parole e le promesse di Coemm, sull’erogazione di un “Quid” che si materializzasse sotto forma di un “Reddito di dignità”, erano solo una truffa, ed oggi il Cavaliere e tutta l’allegra compagnia dei suoi avversari politici, si riempiono la bocca di quel reddito universale, che è divenuto oramai l’unica soluzione alla crisi dei consumi, che sta travolgendo l’Europa e il mondo intero. Adesso anche loro si stanno accorgendo che è divenuto indispensabile arrivare a tale soluzione, magari per lungimiranza o forse solo perché iniziano a temere le centomila persone che hanno aderito all’idea di Coemm. Credo che nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

Intanto mentre la nostra classe politica si scervella per trovare il nome più o meno d’impatto da dare alla loro ipotesi di “reddito universale”, in Europa c’è chi sottovoce sta già legiferando per un reddito universale da dare ai propri cittadini. Per il momento hanno previsto circa settecentocinquanta euro al mese da erogare a tutti. È il reddito universale di cui si sta parlando in questi giorni in Finlandia. In quella nazione con il progetto del primo ministro finlandese Juha Sipila, si vuole dimostrare che un reddito modesto, permette di fatto di vivere una vita più semplice, ma anche più dedicata agli interessi personali e quindi più soddisfacente. Parafrasando uno slogan degli anni settanta, potremmo affermare che dobbiamo: “Lavorare meno, per stare meglio tutti!”

Il reddito universale proposto dalla Finlandia è solo l’ultimo dei tanti progetti che mettono i paesi del Nord Europa, all’avanguardia rispetto al benessere delle proprie popolazioni. “È una parte di un disegno più ampio relativo ai redditi di cittadinanza indicati nel programma “Basic Income”. Sarà una grandissima rivoluzione e qualcosa di assolutamente nuovo”. In Finlandia hanno previsto di poter portare questo reddito di cittadinanza in breve tempo a mille euro per ciascun cittadino, trasformando di fatto il lavoro in “un’opzione e non più in una necessità”.

Sulle cause che invece hanno portato in Italia ad una accelerata sul reddito universale, non possiamo dimostrare che gli agenti provocatori siano stati Maurizio Sarlo e il Coemm, ma di certo ci tornano alla mente in tutta la sua forza, le parole che Maurizio in questi due anni è andato dicendo nelle conferenze che ha tenuto di fronte a migliaia di persone, quando affermava che lo scopo di Coemm non era quello di fare politica ma di “far fare alla politica” non era quello di governare, ma quello di pungolare questa classe dirigente, per costringerla a cambiare il paradigma di questa società sbagliata, che vede l’essere umano come un debito e non come una ricchezza.

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Daniele Lama Trubiano 2017©

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