Home>Blog>Cronaca>5 Domande a: Gianfranco Sorbara
Cronaca

5 Domande a: Gianfranco Sorbara

 

 I calabresi colti e miti che non hanno ancora risolto l’enigma di quel loro paradiso perduto, aspettano il ritorno di Pitagora, della ragione solare, dell’armonia terrestre. Ma altri calabresi sono i peggiori, i più implacabili nemici, i distruttori del grande passato”.

Così racconta i calabresi Giorgio Bocca e coglie nel segno di una realtà drammaticamente tragica che narra di una regione composta da una maggioranza di persone perbene e di buona volontà, schiava di pochi uomini che con il loro fare, hanno distrutto i sogni di centinaia di migliaia di giovani. “I distruttori del grande passato”, quello che ha visto la Calabria al centro del pensiero illuminato di tanti pensatori, come Pitagora, ma che oggi è schiavo di lobbie di potere spesso malavitose. Poi ci sono uomini che non accettano questa distruzione e lottano in prima fila per difendere il diritto dei propri figli a vivere a casa propria con serenità e amore. Oggi abbiamo intervistato una di queste persone, che ha subito anche personalmente intimidazioni mafiose per il suo non voler accettare lo schema e per avere tentato di cambiarlo, già referente Regionale dei Clemm della Calabria e che oggi ha deciso di impegnarsi politicamente in prima persona, per cambiare la sua amata Calabria, con i suoi monti, le sue valli, il suo splendido mare. Come il lungomare di Reggio Calabria che D’annunzio descrive come “il chilometro di mare più bello d’Italia”.

 

  1. Chi è Gianfranco Sorbara?

 “Sono un imprenditore calabrese nel settore dell’abbigliamento al dettaglio, quarantenne, marito e padre di due figli, con la passione della politica e del volontariato, presidente di diversi sodalizi culturali, sia a livello localistico che regionale e nazionale. Poche passioni, ma vissute intensamente ed un grande attaccamento alla propria famiglia”.

 

2) Come ha conosciuto Maurizio Sarlo e perché ha deciso di aderire al progetto Coemm?

“Conosco Maurizio da poco più di 10 anni, incontro sviluppatosi per motivi lavorativi che poi è sfociato in una grande amicizia. Quando nacque COEMM fui ovviamente della partita, non solo per la grande fiducia che ripongo in Maurizio, ma perché l’idea, sotto l’aspetto culturale mi piaceva e la condividevo; quando nacquero quindi i CLEMM arrivai ai nastri di partenza con lo stesso presupposto tanto è vero che fui il secondo Clemm d’Italia a costituirsi, dopo il primo nato in Veneto, nell’ormai lontano maggio\giugno 2015.”

 

3) Già referente internazionale Polis e fondatore del secondo Clemm di Italia nel 2015, da marzo dello scorso anno ha tenuto la referenza regionale dei Clemm della Calabria, fino ad oggi, quando ha scelto di lasciare Coemm per impegnarsi attivamente nel Partito del Valore Umano. Cosa consiglierebbe a chi la seguirà nella gestione dei Clemm di questa splendida e martoriata regione, “dall’anima nera, che racconta una società senza coraggio e senza anticorpi alla mafia, in cui soltanto le parole possono ancora cambiare le cose. E forse neanche quelle”, come ci “urla” dalle pagine del suo libro “Portami Rispetto”, lo scrittore calabrese Vins Gallico?

 

“Chi ha preso meritatamente il mio posto di fatti è stato sempre il vero RR Clemm, ed è l’amico Pino Aversa, che quindi da me non ha bisogno di nessun consiglio, semmai sono io a dover ascoltare i suoi. In qualsiasi caso visto che la domanda intelligentemente parte dai Clemm per arrivare alle parole di Gallico e quindi per arrivare ad esprimere un pensiero sulla mia regione, domanda che nel pensare comune potrebbe essere terreno minato, invece per me è materia a cui rispondo con estrema facilità e sicurezza: la Calabria non è come viene descritta in questa frase, ma onestamente ha fatto poco in passato per dimostrare il contrario, ma anche qui, come quando si parla della politica, la colpa mica è della Calabria o la colpa mica è della “politica” se le cose non vanno bene? La colpa è degli uomini e delle donne. Solo una rivoluzione culturale, solo ritornando alla base, ai pilastri di una società civile si potrà invertire la tendenza e sconfiggere tutte le mafie! Esse muoiono dove prolifera la cultura, una scuola che funziona, l’educazione civica, la tutela dell’ambiente, la solidarietà diffusa, a questo bisogna puntare. Siamo stufi degli eroi dell’antimafia che fanno vetrine e passerelle, i calabresi vogliono lo Stato, ma quello vero al loro fianco.” 

 

4) Nel 1987 per motivi di lavoro, siamo stati diversi mesi nella piana di Gioia Tauro, entrando in contatto con una società nella quale le strutture ed i servizi mostravano chiaramente l’assenza dello Stato. Nei decenni successivi, nel corso di successive visite nella regione dei Bronzi di Riace, abbiamo visto fiorire la “terra d’Aspromonte”, anche se l’annoso problema della mancanza di investimenti, non concede poi possibilità di lavoro ai tanti giovani calabresi, che di conseguenza ogni anno sono costretti a scappare. Quale può essere, secondo Gianfranco Sorbara, l’impatto sociale e politico del PVU nella sua regione?

“Il PVU “buca” letteralmente le porte delle case dei cittadini perché si presenta ai calabresi con una serie di novità tangibili: fuori dalle coalizioni e dalle tradizionali alleanze, un programma innovativo e non scopiazzato, senza politici riciclati, uscenti o già conosciuti a rappresentarlo, con una grande forza che parte della pancia di alcune tra le più numerose associazioni culturali presenti sul territorio, una rete reale di cittadini e non fatta di portaborse e fotocopisti che lottano in qualcosa in cui non credono, ma individuando col principio del merito le donne e gli uomini che oggi si stanno proponendo di rappresentare il PVU nella terra dei Bruzi. E ricordiamoci che questa legge nuovamente non premia di base i più bravi, ma chi si trova nelle cosiddette “posizioni utili”, quindi anche su questo mi auguro che non solo il PVU, ma tutte le formazioni politiche non sviliscano il voto degli italiani puntando su “nani e ballerine” come spesso accaduto in passato, ma puntino al merito.”

 

5) Alla base del successo della progettualità di Coemm vi sono indubbiamente i “Salotti solidali Clemm”. Ritiene che questi luoghi di incontro e crescita, pensati e fortemente voluti da Maurizio Sarlo, possano essere materialmente anche il trait d’union con il PVU sul territorio, per la promozione e l’affermazione di quell’Etica, che viene portata avanti nei salotti solidali?

“Ovviamente i salotti culturali sono il motore del partito proprio perché il PVU ha scelto nella sua interezza le idee del COEMM come proprio programma politico, quindi apparirebbe incomprensibile se i suoi associati rimanessero iscritti ai salotti non votassero questo partito. Inoltre il metodo del “passaparola” adottato dai CLEMM dovrà gioco forza essere mutuato dal PVU perché esso non avrà le risorse economiche e mediatiche dei suoi competitor e quindi dovrà compensare col “cuore” e l’impegno porta a porta di tutti i suoi aderenti”.

 

Ringraziamo Gianfranco Sorbara per l’intervista che ci ha concesso e dalla quale traspare non sono l’amore per la sua terra ma anche la grande passione che lo muove nel contesto di questo meraviglioso progetto di cui faceva parte e che da domani andrà a difendere e promuovere negli ambiti istituzionali. Sappiamo che Gianfranco saprà realizzare quell’etica portata avanti da Coemm, anche in questa sua avventura politica e che sicuramente darà l’aire ad un vero cambiamento strutturale di una regione che è riuscita a dare i natali a Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina, ma nella quale poi le strutture sanitarie, per esempio, sono abbandonate a sé stesse, con pozzi senza fondo nei quali sono finiti miliardi di lire e di euro statali, senza che poi si siano visti mai i risultati di tali investimenti. Ce lo ricorda Luigi de Magistris: “Se fosse stata utilizzata la metà dei fondi arrivati, la Calabria poteva essere una piccola Svizzera”.

Siamo sicuri che Gianfranco Sorbara, saprà invertire la rotta e riportare tanti calabresi a lavorare a casa propria.

Daniele Lama Trubiano 2018 ©

Se credete che quello che faccio ogni giorno sia una produzione utile e di qualità, sostenetemi acquistando i miei libri oppure cliccando sul pulsante  “Sostieni il mio impegno” nella mia pagina web dedicata a Coemm.

 

 

 

Condividi su: