Home>Blog>Cronaca>5 DOMANDE A… Dante Alessandrini
Cronaca

5 DOMANDE A… Dante Alessandrini

 

 

Dopo avere incontrato plinti e colonne del movimento creato da Maurizio Sarlo, oggi incontriamo colui che può essere considerato a ragion veduta il “Vulcano” di Coemm e dei Clemm. Il nostro Uomo nasce a Quinto di Treviso nel 1951 da una famiglia contadina. Suo padre Giuseppe, reduce da un campo di concentramento inglese in Sudafrica, dove fu recluso per dieci anni dopo essere stato fatto prigioniero nel corso della guerra in Libia, torna dalla famiglia e forse proprio per quella sua drammatica esperienza, educa i suoi cinque figli ad una vita spartana, basata sull’essenziale e sui valori importanti nella vita.

Quando lo abbiamo incontrato, ci ha meravigliato per quella somiglianza straordinaria, con uno dei nostri attori preferiti. Quel Walter Matthau che ricordiamo ancora oggi in tantissimi film, ma soprattutto nel capolavoro di Benigni “Il Piccolo Diavolo”. Poi parlando con lui, ci siamo resi conto di cosa volevano dire le persone, che ce lo avevano presentato descrivendolo come un “Vulcano”. È mostruosamente vivo, ha una forza, un carisma e una capacità di linguaggio fuori dal comune. Sarebbe insopportabile se non fosse per quella sua autoironia, che lo porta sempre comunque a giocare più sulla sua simpatia, che non sulla sua reale capacità organizzativa e direttiva.  È l’antitesi di Maurizio Sarlo che si presenta calmo, riservato e pacato, mentre il nostro pigmalione ci spiazza con il suo essere tanto, iperattivo e con quell’allegria che sprizza da ogni poro. Tra i due si è creato da subito un humus intellettuale e progettuale, che oggi si evidenzia in una grande amicizia, che va oltre il progetto Coemm e probabilmente anche oltre le loro incolmabili differenze. Parafrasando un noto film interpretato proprio da Walter Matthau insieme all’indimenticabile Jack Lemmon, “La Strana coppia” veneta, con le rispettive diversità, risulta forse alla base dei tanti successi che Coemm e i Clemm hanno raggiunto in questi due anni e soprattutto per tutti quelli che raggiungeranno nel futuro e che ci porteranno davvero cambiare questo nostro mondo malato.

Abbiamo intervistato il Referente Regionale dei Clemm del Veneto Dante Alessandrini.

 

  1. Chi è Dante Alessandrini?

 

Dante è cresciuto in un a famiglia povera con un padre che per quanto inflessibile quando facevamo o monelli, si dimostrava poi un padre affettuoso, concreto ed ancora oggi ricordi i suoi insegnamenti. Il primo che tassativamente io applico ogni giorno è “mettiti nei panni degli altri, se ti stanno stretti, stanno stretti anche a loro”; e questo è quello che ho fatto finora nella vita. Ha dieci anni si lavorava di brutto: animali, mungere, bachi da seta. Poi dopo le scuole media a lavorare in falegnameria. Ho fatto il militare a Roma, un’esperienza che ancora adesso racconto qualche volta. Un giorno mio padre mi dice “andrai a lavorare in un consorzio agrario provinciale a Badoere di Morgano e ricordo ancora perfettamente il lunedì in cui sono stato presentato al titolare. C’era in assordante vociare di agricoltori che discutevano tra loro ed io, da timido che ero pensai: “non ce la farò mai”. Iniziai a lavorare con questo direttore che era tremendamente bugiardo, banalmente bugiardo e dopo tre anni, nel 1980 sono diventato direttore di filiale. Mi ero impegnato a fondo per raggiungere quell’obiettivo e per le mie capacità di vendita, ero considerato la pattumiera del Consorzio Agrario proprio perché tutto ciò che non riuscivano a vendere gli altri, arrivava a me che puntualmente lo piazzavo sul mercato. Nel 1988 il Conte Marcello di Piombino Dese, mi chiede di entrare in un gruppo di vendita nel campo dell’agricoltura e nel 1992 ho assorbito tutta la cooperativa mettendomi in proprio. Cinque anni dopo ho creato la “Trevisana del Sile” composta da un gruppo di trenta agricoltori, capaci, preparati e testardi come nessun altro. Questo gruppo ancora oggi esiste ed è diretto da un mio ex magazziniere. Nel 2002 ho chiuso l’attività agricola e l’anno dopo sono entrato a far parte di una nota azienda di prodotti dietetici per l’alimentazione. In meno di tre anni sono riuscito ad affermarmi arrivando a vendere quindicimila euro di prodotti al mese. Nel 2006 Sono entrato in un’altra azienda e in quel settore sono stato premiato come “Top Italia”.  Fino al 2015 ho lavorato per altre ditte sempre con alto profilo.

 

2) Come ha conosciuto Maurizio Sarlo e perché ha deciso di aderire a Coemm & Clemm?

 

Un giorno mi chiama Giancarlo Cozzutto e mi dice che ci dobbiamo vedere. Quando ci incontriamo mi parla di Coemm. Io resto sorpreso e chiedo a lui se è sostenibile questa cosa. Lui mi dice di si, ed io ho risposto “va bene” e gli ho chiesto di informarmi meglio di questa cosa. Una sera Cozzutto si sarebbe dovuto incontrare con Maurizio Sarlo ed io ero a settanta chilometri di distanza. Ho mollato quello che stavo facendo e sono corso a Mirano, un paesotto del veneziano. Giancarlo mi dice vieni in questa via e vedi una casetta piccola quasi tenebrosa. Entro mi siedo e Maurizio fa: “Tu sei il provinciale di Treviso e tu Giancarlo sei il regionale del Veneto”. Lo guardo sorpreso: “piano, piano, spiegati un pochino meglio”. In tre ore e mezza ci ha spiegato il progetto, avevo la testa che scoppiava, ma gli ho dato subito il mio appoggio; il giorno dopo ero già via come una freccia. In quel momento in Italia c’erano 12 Clemm. Era l’8 settembre 2015 e venti giorni dopo i “Salotti solidali” erano già diventati 87, di cui tanti diretta conseguenza della squadra che avevo creato io. Il 23 novembre Maurizio mi consiglia di prendere in mano il Veneto visto che ha nominato Giancarlo Cozzutto Referente Nazionale e Luca Simionato Segretario di Coemm. Da quel giorno la squadra operativa del Veneto era creata con la squadra dei provinciali: Rosella (Casellato ndr) a Treviso, Ferraretto a Vicenza, Ricchielli a Verona, Sofia Varotto a Venezia, Nogherotto a Padova, Girotto a Belluno, questi due inseriti da Giancarlo e poco dopo è arrivato Bassanesi come provinciale di Rovigo. Il 19 dicembre 2015 a Bologna c’è il primo evento Coemm in Italia e il Veneto rappresentava il 50% dei partecipanti. Voglio approfittare di queste righe per ringraziare la squadra veneta, che da quella data ha continuato ad espandersi in tutti i territori.

 

 3) Lei è il Referente Regionale dei Clemm del Veneto, una regione notoriamente laboriosa, intrisa di razionalità produttiva. Come si può inserire Coemm, un’idea che mette al centro della sua progettualità un nuovo umanesimo, in una regione dove il fulcro invece è sempre stata l’azienda?

 

l Veneto è composto da una popolazione lavoratrice ma anche sognatrice. Gli imprenditori, in questi ultimi anni, hanno pagato, qualcuno anche con la vita, il disastro istituzionale e programmato della crisi. Non ci ha distrutto perché sono tendenzialmente tutte piccole aziende e per questo forse, hanno retto al disastro. Il Coemm è entrato finora in punta di piedi, perché il lavoro è alla base della mentalità veneta e sarà con i fatti che dimostreremo, che poi avremo il loro appoggio totale e di questo sono stra-convinto ed è inimmaginabile quello che potrebbe succedere poi.

   

4) Lei è considerata una delle figure più carismatiche del progetto ideato da Maurizio Sarlo. Secondo lei, a prescindere dalla forza dell’idea Coemm, quanto poi il carisma di persone come Sarlo, come lei o come quello di altri referenti, ha influito nella crescita esponenziale di Coemm e dei Clemm?

 

Probabilmente è vero, ma questo preferisco che lo dicano gli altri. Io non mi faccio vedere nelle altre parti d’Italia; Maurizio mi ha dato il Veneto ed io lo devo portare sicuro alla méta. Io credo che attualmente la squadra che si impegna in Veneto, sia una forza della natura e di questo ringrazio tantissimo ognuno dei suoi componenti. Vorrei approfittare per ricordare questi miei amici: A Treviso Lanfranco Gerardi, a Verona Mario Ricchelli, a Venezia Sofia Varotto, a Belluno Anna Longo, a Padova Nicoletta Garbati, a Vicenza Luca Menegazzo e non per ultimo a Rovigo Fabrizio Bassanesi. Un ringraziamento particolare al mio vice Marco Girotto e alla segretaria Veronica Caon. Ma un abbraccio grande a tutti i vice e i segretari delle varie province. Queste persone con i loro capitani, hanno fatto il Veneto, in silenzio, nel rispetto delle quattro regole che Maurizio ci ha indicato. Il carisma alla fine lo hanno messo loro, tutti.

  

5) I Salotti, gli incontri, le conferenze, i blog, il TG-Coemm, tutti mezzi di grande comunicazione. Ma cosa significa per Dante Alessandrini “Buona Comunicazione”?

 

La Buona Comunicazione per me è essenziale. La squadra dei provinciali sa il fatto suo e sa che io ci sono e sono il loro confidente ed il loro primo amico. Sanno che nei “Salotti”, nelle conferenze e in tutte le fonti di comunicazione, sono e siamo Noi il progetto. Per questo sanno perfettamente che non possono rovinarlo con una “non buona comunicazione”.

 

Grazie Dante per questa bella intervista e per averci regalato la tua amicizia. Ti lasciamo con una bellissima frase di Walter Matthau: ““Ogni volta che incontro un vero amico, capisco il motivo per cui mi alzo la mattina.”

Daniele Lama Trubiano 2017©

“Se qualcuno avesse voglia di incontrarmi per scambiarci gli auguri per le prossime festività, ricordo che è stato organizzato un “Apericlemm” il 15 dicembre dalle ore 18,30 presso una pasticceria di Cascina (PI). Oppure possiamo incontrarci a Follonica e a Massa Carrara. Chi fosse interessato per l’incontro di Follonica, il 18 dicembre dalle ore 21, può contattare i responsabili dei Clemm di questa meravigliosa cittadina grossetana, mentre il 19 dicembre alle 19 sarò a Marina di Carrara  e per questo evento, vi invito a contattare i responsabili dei Clemm della provincia di Massa Carrara. La grandezza del nostro movimento si evince anche da questa voglia di incontrarci, che mi manifestate ogni giorno. Grazie a tutti.”

 

Condividi su: