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Cronaca

18 settembre ore 11,00

“Antonio si avvicina lentamente all’ingresso della tabaccheria. Scruta all’interno per verificare che il titolare sia da solo. Nella tasca del cappotto sente tutto il peso di quella cosa che gli potrebbe cambiare la vita. Entra di soppiatto nella tabaccheria e si avvicina al bancone ed urla al titolare: “Tre toscani!” estraendo velocemente dalla tasca un biglietto da 10.000 lire.

Il tabaccaio lo guarda dispiaciuto: “Mi rincresce, i toscani li ho finiti”. Antonio ci pensa un po’, sempre con la banconota spianata davanti a sé quasi a nascondergli il viso: “Be’, allora mi dia… una saponetta!”. Il tabaccaio prende la banconota da Antonio poi si volta e preleva una saponetta dallo scaffale che ha dietro, consegnandola all’uomo che sta sudando freddo davanti a lui. Consegna il resto e mentre Antonio esce dalla tabaccheria, con in mano i soldi del resto, di quella che crede essere stata una banconota falsa, viene richiamato dal tabaccaio: “Senta?” Antonio immediatamente si volta con i soldi in mano porgendoli al negoziante. “Ho trovato un mezzo toscano…” Poco dopo Antonio esce felicissimo dalla tabaccheria, credendo di avere spacciato la sua prima banconota falsa, senza sapere invece che nella tensione del momento, non si è accorto che ha pagato con le uniche diecimila lire vere che aveva in tasca.”

Questa scena è tratta dal capolavoro cinematografico con Totò e Peppino, intitolato “La Banda degli onesti”, che molti di noi, inconsapevolmente, andranno a reinterpretare sul palco della vita, nei prossimi mesi.

Ce lo ha anticipato Maurizio Sarlo durante l’evento di Grosseto la settimana scorsa che ho romanzato in questo riassunto: “Io mi immagino già il 18 settembre, alle ore 11,00; mi sembra di vedere molti di voi fuori da un negozio, aspettando che non vi sia nessuno all’interno. Poi entrate piano piano, prendendo da uno scaffale il primo oggetto che vi capita e vi avvicinate alla cassa con il nodo in gola. Tirate fuori furtivamente la card e la consegnate alla cassiera che la passa sul pos. Ecco da quel momento e fino a quando il display del pos non risponderà, il terrore che appaia la scritta “transazione negata” si impossesserà di voi. Per la maggior parte di voi, polmoni e cuore smetteranno di funzionare e la vista inizierà ad annebbiarsi, mentre un sudore freddo vi colerà dalla fronte. Appena sul display invece apparirà la scritta “transazione eseguita”, non solo voi vi girerete verso chi vi sta dietro, mostrando la vostra innata convinzione in quella tessera, che sventolerete come fosse una schedina vincente del totocalcio, ma che fino a pochi istanti prima invece era tanto satura di  dubbi, pari solo a quelli di San Tommaso, ma anche tutti coloro che hanno attaccato e denigrato il movimento, come per magia,  dalle 11,10 del  prossimo 18 settembre, senza che nessun gallo canti tre volte, inizieranno a rinnegare il loro astio per il progetto di Maurizio Sarlo, mostrando una loro incondizionata fiducia in Coemm e nel suo fondatore. Li sentiremo dire che loro nel movimento ci hanno sempre creduto alla fine e che quel Sarlo lo sapevano che era una gran brava persona”.

Ha ragione Maurizio siamo proprio italiani. Un giorno siamo tutti in piazza Venezia ad applaudire il Duce ed il giorno dopo siamo in piazzale Loreto ad applaudire chi lo ha fucilato. Siamo sempre indecisi, a volte ipocriti e quasi sempre opportunisti. Non abbiamo il coraggio di prendere una posizione netta e soprattutto spesso non siamo capaci di dire quello che pensiamo o sentiamo davvero. Le nostre rivoluzioni solitamente sono state fatte a bordo di bighe, mentre per i festeggiamenti ci vogliono carrozze composte da mille vagoni. A volte lo possiamo evidenziare anche dentro alcuni commenti nelle nostre pagine, quando leggiamo di persone che affermano: “io nel progetto non ci sto per il Quid, io non ne ho bisogno!” Be’ se non ne hai bisogno sarebbe elegante e rispettoso verso chi invece vede in quel reddito di dignità l’unica soluzione ai suoi problemi, non dirlo e se poi invece, nonostante le affermazioni poi uno ne ha bisogno, non è una vergogna ammetterlo. In ogni caso anche chi non ha bisogno per sé, credo di poter affermare che abbia bisogno comunque del Quid, per fare sì che le altre persone che credono in questo progetto, possano impegnarsi serenamente, senza più bolle di affanno da disperazione economica familiare.

Giusto per non parlare bene e poi razzolare male, io affermo con tutta la mia forza di amare con tutto me stesso questo progetto, di sperare di potere realizzare tutta la progettualità di Coemm per me, per chi mi sta accanto ma soprattutto per miei figli i miei nipoti, ma io ho a prescindere da tutto il resto, ho un bisogno disperato del nostro attesissimo Quid. Anche io il 18 settembre probabilmente mi troverò in una tabaccheria per comprare tre toscani, anche se non fumo più da sei anni, ma quel timore che proverò nell’aspettare la scritta sul display del pos, un minuto dopo l’esito positivo dell’operazione, perché io nonostante i timori sono convinto che leggerò sul display “transazione eseguita”, si trasformerà nella consapevolezza che dal momento che quella transazione sarà compiuta, la mia vita cambierà profondamente. Questo perché dal prossimo 18 settembre, oltre ad un miglioramento del mio budget economico, non dovrò poi più fare acquisti calcolando sempre e solo quello che ho nel portamonete, bensì potrò acquistare quello di cui ho bisogno, tenendo soprattutto conto di tutte le informazioni che in due anni ho appreso grazie a Coemm. Questo sarà veramente il cambiamento di paradigma della mia e della nostra vita. Potere fare acquisiti in base alle conoscenze che abbiamo acquisito sulla zootecnologia, sull’agricoltura, sulla salute mentale e fisica, sulla produzione etica e soprattutto sulla qualità dei prodotti, senza guardare più di tanto il prezzo del prodotto, che andremo ad acquistare. Il Quid non ci cambierà la vita solo per la quantità di valore economico che andrà ad aumentare nel nostro budget familiare, ma ce la cambierà soprattutto perché per la prima volta nella vita, molti di noi potranno finalmente “scegliere”. Speriamo che in quel Quid riusciremo a trovare anche un po’ di coerenza e rispettare gli impegni morali che abbiamo preso in questo meraviglioso progetto. Perché è bene ricordarlo il 18 settembre non è la conclusione della progettualità di Coemm, bensì l’inizio della vera fase rivoluzionaria epocale pacifica.

E allora mi raccomando, ci vediamo tutti il 18 settembre alle 11,00, dietro la siepe vicino al tabaccaio del nostro paese.

Vi auguro di passare una buona domenica e per chiudere il mio pensiero di oggi, vi lascio con una massima di Roberto Gervasio: “C’è calcolo anche nel disinteresse”.

Per raccontare cosa voglia dire per noi essere Coemm and Clemm, acquistate “Il Salotto – Storie di Coemm”. Potete farlo contattandomi direttamente oppure cliccando sul link seguente: https://goo.gl/HArGYz

Daniele Lama Trubiano 2017©

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