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Fatti non foste a viver… Senza Sogni

“Tantissima gente critica Bohemian Rhapsody, però chi è in grado di offrire qualcosa di simile? Dimmi solo un nome di un gruppo che ha scritto un pezzo operistico”. (Freddy Mercury)

Rami Said Malek è un attore statunitense, noto per la sua interpretazione di Elliot Alderson nella pluripremiata serie televisiva Mr. Robot, per la quale si è aggiudicato anche un Emmy per il miglior attore in una serie drammatica. Certamente Rami non è quello che si possa definire una star cinematografica e chissà quanto ci deve avere pensato, prima di dare il suo benestare a interpretare sul grande schermo, una delle star più famose di tutti i tempi. In questi giorni nei cinema mondiali è presente un film che probabilmente nemmeno chi l’ha prodotto, ha pensato che potesse ottenere tanto successo. Rami Said Malek, inaspettatamente, per questa sua interpretazione è stato candidato all’Oscar ed il film in totale ha ricevuto ben cinque nomination.

Ma cosa ha di tanto straordinario questo film che abbiamo avuto il piacere di vedere nei giorni scorsi? Per parlare di questo prima dobbiamo tornare al 31 ottobre 1975 quando una band musicale inglese pressoché sconosciuta, pubblicò un brano, scritto e musicato dal frontman del gruppo Farrokh Bulsara. Farrokh era un giovane parsi di origine indiana, nato a Zanzibar il 5 settembre 1946, ed era entrato in quel gruppo musicale, dopo che il precedente cantante se n’era andato con un contratto da solista. Farrokh non era solo un cantante, era anche un compositore, un musicista ma soprattutto era un genio di quelli che sulla terra ne nascono ogni cento anni. Era nato con quattro incisivi in più, che gli avevano provocato una forma allungata del palato che gli permettevano di produrre dei suoni meravigliosi con la sua voce. Prima dell’uscita di quel primo loro brano, decise di cambiare nome e scelse di diventare Freddy Mercury, il frontman dei Queen.

Quel pezzo musicale diventò un successo planetario, rimanendo al vertice della Official Singles Chart per nove settimane e arrivando a vendere più di un milione di copie nel gennaio del 1976. Ad oggi nessuno e mai riuscito a creare qualcosa che possa, anche solo minimamente, raggiungere la grandezza musicale e d’inventiva, realizzata da Freddy Mercury, con Bohemian Rhapsody.

Se i Queen con quel brano decisero di andare controcorrente, sfidando la sorte e le mode dell’epoca che chiedevano ben altre tipologie musicali, la produzione del film Bohemian Rhapsody, uscito in queste settimane sui grandi schermi e soprattutto Rami Said Malek, che ha accettato di interpretare Freddy Mercury, probabilmente hanno fatto qualcosa di altrettanto folle. Realizzare un film su un uomo geniale, anticonformista, omosessuale dichiarato negli anni in cui gli artisti uomini dovevano essere rigorosamente dei “machi” e soprattutto pieno di turbe legate ad una profonda solitudine, poteva scadere nella macchietta o comunque non rendere veramente omaggio alla grandezza di questo personaggio, che forse è stata la più bella voce di tutti i tempi.

Invece il film è meraviglioso e da vedere assolutamente; magari grazie ad una buona dose di incoscienza di chi lo ha voluto e interpretato o forse solo perché sono stati guidati da qualche palco del paradiso dallo stesso Freddy Mercury, che è morto a Londra il 24 novembre 1991 di Aids, non prima di avere scritto una delle canzoni più belle del suo repertorio, subito dopo avere saputo che la “sindrome da immunodeficienza acquisita” lo avrebbe portato in breve alla tomba: “Who Wants to Live Forever” (Chi vuol vivere per sempre?).

Oggi la fondazione che è stata creata dai Queen, dopo la morte di Freddy Mercury per la ricerca contro la SIDA (Aids), ha contribuito alla realizzazione dei farmaci che permettono anche a chi contrae l’HIV, di vivere una vita normale senza pericolo di morire o di contagiare qualcun’altro.

Ognuno di noi ha nel cuore una Bohemian Rhapsody, un sogno da realizzare e per quanto possano essere definiti folli, utopistici o addirittura irrealizzabili, se ci proveremo mettendoci amore e convinzione, prima o poi riusciremo sicuramente a realizzare tutti i nostri sogni. La mia Bohemian Rhapsody oggi si chiama Mondo Migliore e attraverso il progetto Coemm, sono convinto che un  giorno sarà realizzato e poco importa se questo dovesse accadere dopo di me.

“Si può essere tutto ciò che si vuole, basta trasformarsi in tutto ciò che si pensa di poter essere”. (Freddy Mercury)

Daniele Lama Trubiano 2018©

 

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