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EL BIOLOGICO IN PIASSA, Conferenza: Salute Ambiente Agricoltura: la scelta biologica si può fare!

 

Questa mattina, alla conferenza di apertura alla 30ma edizione de “El biologico in Piassa”, erano presenti Franco Zecchinato, coordinatore dell’evento, Gianni Tamino, Comitato Scientifico ISDE Italia, Medici per l’Ambiente, Filippo Moretto, Ufficio Ambiente del Comune di Occhiobello e Paolo De Stefani, storico produttore di prosecco biologico dell’Alta Marca Trevigiana.

 

Il discorso di Tamino su “L’impatto dei pesticidi sull’ecosistema”, è iniziato dalla domanda: “Come garantire cibo a 9 mld di persone nel 2050?” L’unica via è l’agricoltura biologica rispettosa della biodiversità. Se oggi 1 mld di persone soffre la fame, nonostante l’agricoltura industriale produca 3 volte la quantità degli anni ‘60, vuol dire che il vero problema è che questo sistema non garantisce l’accesso al cibo per tutti. Ma anche chi ha accesso al cibo, se questo non è sano, corre sempre maggiori rischi di ammalarsi a causa dell’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi che inquinano tutto l’ecosistema, l’aria e l’acqua, determinando la sterilità dei suoli e la desertificazione.

Moretto ha raccontato un “Un caso concreto di buone pratiche nella disinfestazione e nella gestione del verde pubblico”. Occhiobello è il primo comune italiano che ha aderito alla Rete Europea dei comuni liberi da pesticidi, attualmente sono 80 e in crescita. La soluzione per le zanzare non sono i pesticidi ma la prevenzione che si basa tuttora su un antico Decalogo della malaria che risale all’800: se non nascono non bisogna eliminarle. È stato necessario aumentare il monitoraggio delle numerose sorgenti d’acqua, i ristagni e i fossi dove depongono le uova, trattarli settimanalmente con prodotti biologici che non interferiscono con la vita attorno e degli altri insetti. È stato distribuito gratuitamente un larvicida biologico a 4000 utenze con giardini scoperti ed è stata fatta contemporaneamente attività di informazione. Anche il monitoraggio per la prevenzione dei ratti sta dando il risultato di una progressiva diminuzione della necessità del ricorso alla chimica, utilizzando esche non velenose nei territori dove sono presenti. Pochi sanno che il veleno nelle cassettine utilizzate nei centri urbani viene mangiato anche da specie non bersaglio e che i ratti si sono adattati a mangiare dai nostri rifiuti. Per il diserbo del territorio inoltre, la soluzione è il semplice raschietto, che può dare lavoro a chi non ce l’ha o è già in pensione.

De Stefani, ha spiegato come “Il Prosecco si può fare bio/diverso”, soffermandosi sulla prevenzione e la cura agronomica, in particolare il controllo dell’erba, la pratica della spollonatura, dell’alzata dei tralci, della potatura verde e i fitofarmaci usati. Infine, ha annunciato nuovi vitigni, da piante selezionate originate da incroci di uve, simile allo Chardonné. Piante resistenti alternative, a cui bastano solo 2/3 trattamenti rispetto ai 12 per il prosecco.

Grazie a queste buone pratiche possiamo immaginare le meravigliose primavere che siamo destinati a vivere nel nostro passaggio sulla terra, ancora allietate dal canto degli uccellini e dalla vita attorno e che la famosa Primavera Silenziosa, descritta dalla Carson negli anni ‘60 provocata dall’utilizzo massiccio di pesticidi, resti solo un libro utile per comprendere.

 

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Isabella Fiore
La bellezza é dovunque, basta dedicare tempo alla ricerca e la si può scorgere anche dove sembrava impossibile.

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