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?? Riflessioni di Maura Luperto ?? Presidente COEMM INT’L Mondo Migliore ” Vi racconto… I Denti “

Vi racconto di…… DENTI (1)
In principio, i denti sembrano avere più che altro un significato frivolo: non sono forse segno di bellezza e giovinezza, beni tipicamente passeggeri? Ma se prendiamo il dente come oggetto di riflessione, ci accorgiamo con qualche stupore che non è così. Vediamo quali aspetti, palesi o insospettati, i denti rivestono.
L’importanza dei denti dal punto di vista fisiologico è ovvia: i denti sono essenziali per vivere in salute.
Poter mangiare cibi di varia consistenza, vuol dire nutrirsi in modo equilibrato, quindi conservarsi sani.
I denti, però, servono anche per parlare: senza denti non riusciremmo ad articolare correttamente circa la metà dei suoni del nostro alfabeto. Rendendo quasi incomprensibile il discorso, la mancanza dei denti creerebbe tra noi e gli altri insormontabili barriere.
Dal vasto spazio che i denti occupano nel nostro immaginario, vediamo come in effetti essi siano un elemento corporeo, al quale è connesso un profondo significa. Dall’antichità greca a Freud, passando per la fantasia dei popoli, cristallizzata in sentenze e proverbi, il dente ha una simbologia ricchissima.
Vi racconto di……. Denti (2)

La mitologia greca narra che Cadmo, progenitore del fatale Edipo, al momento di fondare la città di Tebe, visse un’esperienza violenta che segnò il destino dei suoi discendenti. Accingendosi al sacrificio di rito prima della fondazione della città, mandò alcuni compagni ad attingere acqua ad una fonte vicina. Ma un drago rampollo di Ares, dio della guerra, e guardiano della fonte, li uccise tutti. Cadmo riuscì, a sua volta, ad uccidere il drago con una pietra, ma rimase solo, si accorse di non poter costruire la città voluta dall’oracolo. Ascoltò allora il consiglio di Atena: seminare i denti del drago. Subito ne nacquero uomini armati, una schiera minacciosa per Cadmo, il quale come unica risorsa, cominciò a gettare sasso contro di loro.
I “seminati”, però, non si accorsero dell’eroe; si credettero assaliti l’uno dall’altro e in un furioso combattimento si uccisero a vicenda. La violenza è cieca e chi la pratica si autodistrugge. Vi furono tuttavia cinque superstiti che, sedata momentaneamente la loro ferocia, divennero insieme a Cadmo i fondatori della città di Tebe.
Vi racconto di……..Denti (3)

In senso figurato, nelle espressioni entrate nel linguaggio comune, il dente assume diverse sfaccettature.
Un aspetto interessante è quello riguardante l’aggressività. L’uomo primitivo, sopraffatto tante volte dai lupi, immagina di avere i loro denti per sentirsi finalmente vincitore. Quell’uomo ci ha tramandato le sue speranze segrete: chi ha minacciato qualcuno dice di avergli “mostrato i denti” e chi è deciso a combattere fino in fondo dichiara di “difendersi coi denti”.
La più antica sentenza in cui compare il dente è forse quella che sintetizza la famosa legge del taglione: “occhio per occhio, dente per dente ” (Esodo , XXI, 24). Vediamo poi, per rimanere in tema di aggressività, coloro che si “armano fino si denti”, dicono la loro opinione “fuori dai denti” e hanno il “dente avvelenato” contro l’avversario. I più coraggiosi vanno avanti ” stringendo i denti” e sono dell’avviso che “fuori il dente, via il dolore”.
Altre espressioni si richiamano invece a un certo pessimismo: “chi ha denti non ha pane, chi ha pane non ha i denti”, ” la lingua batte dove il dente duole “, “rompersi i denti ” in un’impresa troppo ardua e, agli ultimi istanti , “tenere il fiato coi denti “. Quante volte abbiamo detto a qualcuno che il suo ragionamento era “tirato coi denti ” o che quel lavoro era “pane per i suoi denti “?
Un altro modo di dire antico, ma forse sconosciuto fuori dall’Emilia Romagna, è “a leva denti “, che ha invece un esatto riscontro nella lingua francese. Letteralmente significa “a denti alzati” : così si mangia “a leva denti” un cibo poco gradito, come se non si volesse masticarlo; o si fa una cosa “a leva denti”, quando la di esegue senza alcun piacere. Gli stessi significati si trovano nella comune locuzione “du bout des dents”
E per ultima un’espressione indulgente , forse l’unica : “avere il dente dolce” che anche gli inglesi usano ( to have a sweet tooth) , parlando di chi ha un debole per i dolci.
Vi racconto di ……Denti (4)

Nel l’interpretazione popolare dei sogni e per la cabala, i denti rappresentano i parenti e i migliori amici; sognare di perdere un dente significa quindi morte per uno di loro. Del resto, il rapporto dente-morte-vita si ritrova nella simbologia di alcune tribù primitive, che associano i denti al concetto di tempo, come durata dell’esistenza. Le collane realizzate con i denti degli animali uccisi sono infatti pregiati amuleti di lunga vita. In psicanalisi, i sogni da stimolo dentario nelle donne hanno, secondo C. G. Jung, il significato di sogni di parto. Ciò sarebbe anche collegato a un’antica credenza popolare: se una donna incinta ha mal di denti, avrà un figlio maschio. Secondo Freud i sogni di estrazione o di caduta di un dente negli uomini deriverebbe da un latente “complesso di castrazione” o da stimolo onanistico.
Parlando di denti e del loro significato a livello onirico, non si può tralasciare Artemidoro (II sec. d. C.) autore di un vero e proprio trattato di oniromanzia, tecnica divinatoria che trae presagi dal l’interpretazione dei sogni. Se un ammalato sogna di perdere contemporaneamente tutti i denti, si preannuncia per lui un deperimento grave, ma non la morte. Infatti, spiega “scientificamente ” Artemidoro, senza denti ci si può nutrire solo di pappe e decotti, non di cibi che diano vigore, ma la morte di per se non fa perdere i denti.
Sognare di avere denti d’avorio è di buon auspicio per tutti: ai letterati promette eloquenza, agli altri un ricco patrimonio. I denti d’oro, invece, sono un sogno favorevole solo per i letterati; per gli altri indicano un incendio in casa. Sempre secondo Artemidoro , sognare di avere i denti di cera fa prevedere una morte improvvisa, denti di piombo o di stagno indicano disonore o vergogna, denti di vetro o di legno annunciano morte violenta. Se poi un disoccupato sogna di togliersi spine o altro dai denti, troverà lavoro e guadagnerà denaro con i suoi discorsi. Così si destreggia Artemidoro tra pura invenzione e qualche pretesa logica per garantirsi la credibilità.
Come succede spesso, “nonostante sia pazzia, pure c’è metodo” (Amleto, Atto II Scena seconda).
Questo, in sintesi, ciò che i denti hanno suggerito alla fantasia dell’uomo. E la memoria, seguendo la sua vocazione, ha catturato questi frutti nell’immaginario collettivo per mantenere un inconscio, ma indissolubile legame tra passato e presente.
Maura Luperto Raccolta Riflessioni “Vi di racconto… I denti.”

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