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Maura Luperto – Presidente COEMM INT’L – Raccolta Riflessioni mese Novembre 2017

Raccolta Riflessioni di Maura Luperto – Presidente COEMM INT’L – Novembre 2017

1 novembre 2017
Tratto dalle profezie dell’età dell’oro.
Il nostro inverno sta finendo; tutto si risveglia, come la natura in primavera.
Sta arrivando una forte Luce, che fa vedere tutto lo sporco che prima, al buio, non si notava. Tutto viene a galla, nel bene e nel male; le maschere cadono, i coperchi delle pentole si aprono. Tutto ciò che era sommerso, emerge; tutto ciò che era sporco, ora viene ripulito.
E’ un momento storico duro, ma meraviglioso perché è il preludio dell’Era dell’Oro.
Per fare ordine e pulizia in una stanza, occorre prima mettere tutto a soqquadro, per poi rimettere il nuovo ordine.
Questo sta accadendo ora. Dobbiamo aver pazienza e aiutare il Pianeta con i nostri pensieri positivi, di gioia, di fede e d’Amore.
Dobbiamo visualizzare già la nuova era, immaginarcela piena di armonia, pace, fratellanza; dobbiamo ringraziare come se tutto fosse già giunto a termine: questo accelererà i tempi. Ricordiamoci che abbiamo un grande potere: quello dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti! Ringraziamo e gioiamo.

Maura Luperto

1 novembre 2017
“La mente deve farsi
semplice, quieta.
Deve essere quieta……
in quel silenzio,
si argina l’Eterno”……
Jiddu Krishnamurti
Maura Luperto
1 novembre 2017
In ognuno di noi esiste il senso dell’eternità. Per conoscerlo, per incontrarlo, bisogna imparare a portare la mente nell’istante, nel presente.
Più la mente è occupata e piena di pensieri, più è rivolta al fine e agli scopi della vita di tutti i giorni, meno il presente, l’istante, l’eternità……..si possono rivelare. Nel pensiero delle tradizioni l’uomo ha sempre ritenuto che staccarsi dalla vita di tutti i giorni fosse il preludio all’incontro con qualcosa di ineffabile, di misterioso, di unico.
Se riusciamo ad allontanare la mente dal suo orientamento sulle cose di tutti i giorni possiamo incontrare l’istante e dare un senso alla nostra vita.
Si tratta di cominciare ad allontanarsi dal passato, di smettere di rievocarlo. Così come di proiettarsi nel futuro e di pensare che la nostra vita si realizzi solo in base a ciò che accadrà, a ciò che avremo, ai progetti che stiamo facendo.
Si tratta di essere presenti a noi stessi per tutta la giornata in ogni cosa che facciamo.
Questa presenza è il punto di partenza della conoscenza del Sè.
– Maura Luperto –
2 novembre 2017
Tutte le volte che sentiamo di non amarci, di non piacerci, insomma che non ci stimiamo, soffermiamo la nostra mente sul fatto che questo istante è unico e irripetibile. Qualsiasi dolore abbiamo provato…. l’abbiamo già provato. Portiamo la nostra mente nel presente. Lasciamola li e pensiamo che c’è SOLO QUESTO ISTANTE.
-Maura Luperto –

2 novembre 2017
Krishnamurti un filosofo apolide di origine indiana che non voleva appartenere a nessuna organizzazione, nazionalità o religione scriveva: “…….Una mente occupata non è una mente libera e senza dubbio. È solo la mente libera che può essere consapevole della creatività senza tempo”.
-Maura Luperto-
3 novembre 2017
Qualsiasi disagio proviamo, qualsiasi dolore ci abbiano suscitato le parole di un’altra persona, andiamo a cercare il punto del corpo in cui il dolore si manifesta, può essere la pancia piuttosto che la testa o il petto. Mettiamo la mano sinistra su quel punto e l’indice della mano destra sulla tempia sinistra. Immaginiamo che li ci sia una palla di luce del colore che preferiamo. Mentre la palla di luce si muove lungo la fronte, fino alla tempia opposta , immaginiamo che lentamente il dolore del corpo si allontana fino a sfumare .
Questo è un esercizio di distensione immaginativa che aiuta tornando nel presente ad annientare la disistima e il dolore.
– Maura Luperto –
3 novembre 2017
“Il -ciò che è-
È sempre semplice.
Siamo noi ad essere
Complicati”.
– Maura Luperto –
4 novembre 2017
Noi pensiamo che le spiegazioni ci permettono di comprendere meglio la nostra vita affettiva . In realtà non è così. La vita è spontaneità, corre da sola, non ha bisogno di spiegazioni. Più cerchiamo di spiegare e più portiamo tutto nel razionale. Così ci allontaniamo dall’intelligenza del cuore. Bisogna bandire i perché dalla nostra vita di tutti i giorni.
-Maura Luperto –
6 novembre 2017
“Quando mi rendo conto di essere bramoso, avido, stizzoso, passionale, è possibile limitarsi a osservarlo, esserne consapevole senza condannare”.
Cit.
– Maura Luperto –
7 novembre 2017
Ognuno di noi pensa di essere in un certo modo e si definisce permaloso, dolce, aggressivo, remissivo. Pensando di essere in un modo diventiamo veramente in quel modo. Così il “nuovo” non potrà mai sorgere nella nostra vita. Se invece riusciamo a guardarci un po’ più come spettatori, vedremo sorgere in noi comportamenti del tutto nuovi, che ci sembreranno sconosciuti. Allora cominceremo ad incontrare in noi un “amico sconosciuto “.
– Maura Luperto –
8 novembre 2017
“Se potessimo instaurare un rapporto profondo, duraturo con la natura, non uccideremmo mai un animale per il nostro appetito”.
Cit
– Maura Luperto –
9 novembre 2017
Se ci abituiamo a vivere tutte le emozioni, anche le più drammatiche, fino in fondo senza rifuggirle, piano piano si dissolveranno e riusciremo a liberarcene. Ogni volta che un evento ci fa soffrire possiamo immaginare il “nostro centro di luce perenne”. Tranquillo e indistruttibile. Ad occhi chiusi immaginiamo un albero bellissimo, in un luogo bellissimo. Al suo interno c’è un punto luminoso; è il suo centro vitale. Immaginiamo poi che sia sottoposto alle intemperie più terribili. Le foglie cadono…. il vento tremendo lo piega…. il nostro albero è in balia degli eventi, ma il suo centro di luce è tranquillo. Niente e nessuno può distruggerlo.
– Maura Luperto –
10 novembre 2017
In genere noi ci mettiamo il vestito più bello per uno scopo. Perché vogliamo apparire in un certo modo, perché dobbiamo incontrare una persona importante, o perché pensiamo di uscire con la persona dei nostri sogni.
In questo modo però indossiamo un vestito per un obiettivo.
Possiamo invece immaginare che dentro di noi ci sia un’immagine al di là del tempo e dello spazio, al di là dell’abito che indossiamo.
Un’immagine in cui ci riconosciamo. Sia che siamo invecchiati o grassi. In cui ci troviamo sempre giovani, belli, vivi. È quell’immagine che dobbiamo cercare quando ci vestiamo. Quell’immagine, poiché sta fuori dal tempo e dallo spazio, è qualcosa che trascende l’evento.
Non ci mettiamo il vestito più per un’occasione. Ci mettiamo il vestito più bello e basta. È come se indossassimo il vestito per un rito, come fa un’officiante quando indossa l’abito rituale per incontrare tutto l’universo.
Allora il nostro vestito è l’incontro con il nostro universo.
– Maura Luperto –
11 novembre 2017
Rabindranath Tagore. Poeta, scrittore, drammaturgo e filosofo bengalese scrisse:
” …….perché la corda dell’arpa si spezzò?
Tentai di trarne una nota al di là delle sue possibilità, ecco perché la corda si spezzò!….”.
-Maura Luperto –
12 novembre 2017
Qualsiasi cosa facciamo, chiediamoci se ci stiamo sforzando. Immaginiamo tutto quello che abbiamo fatto durante la giornata appena trascorsa percependolo con meno fatica, con meno sforzo. Facciamo questo esercizio due o tre volte finché la fatica esce dalla nostra quotidianità. Ricordiamoci che quando facciamo qualcosa con sforzo è perché stiamo resistendo alla cosa che stiamo facendo. La fatica ne è il segnale più chiaro.
-Maura Luperto-
13 novembre 2017
“Dal ‘recinto’ destinato
all’adorazione, elimina
ogni impurità umana”.
R. Tagore
– Maura Luperto –
14 novembre 2017
Ognuno di noi può dedicare due ore della propria giornata al digiuno. Non è un sacrificio. Possiamo scegliere due ore della giornata in cui per abitudine non ci alimentiamo. In queste due ore non dobbiamo nè mangiare, né bere, né fumare. Questo serve a concentrare l’attenzione sulla bocca che in genere muoviamo masticando qualche gomma, o mangiando caramelle, fumando in modo del tutto inconsapevole. Ridare consapevolezza alla bocca vuol dire ridare consapevolezza al nostro cervello, alla sua parte più antica. Non dimentichiamo che ogni volta che mangiamo ci trasformiamo nel cibo che mangiamo.
– Maura Luperto –
15 novembre 2017
“…Anche il nostro corpo conosce la sua ricchezza e il suo legittimo bisogno, e non permette inganno.
Il nostro corpo è l’arpa della nostra anima.
Sta a noi trarne musica armoniosa o confusi suoni”.
R. Tagore
-Maura Luperto –
16 novembre 2017
Assaggiamo almeno una volta al giorno il cibo che più ci piace…… non dobbiamo dimenticare che il corpo esprime attraverso il desiderio dei cibi, un suo bisogno energetico. C’è un’intelligenza profonda nella materia vivente che si esprime cercando le sostanze a lei più adatte. Mangiamo, almeno una volta al giorno, il cibo che preferiamo. Se pensiamo che ci farà ingrassare, mangiamone solo un pezzettino piccolo. L’importante è essere in sintonia con i desideri del nostro corpo. Il nostro corpo non parla mai a caso.
– Maura Luperto –
17 novembre 2017
Normalmente il nostro corpo assume posizioni viziate e ne riceve contratture e spasmi muscolari, perché viene sottoposto continuamente alle preoccupazioni della mente. In genere rispondiamo al telefono, ci arrabbiamo, aggrediamo, ci emozioniamo tenendo sempre il corpo in uno stato di continua tensione. Il corpo comodo è il perno dell’incontro con noi stessi.
Per portare la mente nel presente, per vivere l’istante bisogna che contemporaneamente il corpo assuma la posizione a lui più adatta. Per poter avere il “corpo comodo” bisogna pensare alla consapevolezza. In qualsiasi posizione ci troviamo, in macchina, in treno, mentre telefoniamo, immaginiamoci di sentire il nostro corpo e di percepire dove ci sono le tensioni. Con piccolissimi aggiustamenti, riportiamo il nostro corpo verso la sua comodità.
Ricordiamoci che per avere il “corpo comodo” bisogna che il corpo trovi un suo baricentro, quindi non si muova più. I piccoli tamburellamenti con le mani, il picchiettare con la penna, il continuo ondeggiare della gamba quando siamo seduti, sono tutti i dice di un corpo contratto. Il corpo comodo è il nostro principio della salute psicosomatica e della consapevolezza del linguaggio del corpo.
– Maura Luperto –
18 novembre 2017
“…… Portare l’attenzione sull’ombelico significa ritrovare la psicologia del baricentro.
Qui riposa l’origine del mondo.
L’origine dell’Universo”.
A. Bauer
-Maura Luperto –
20 novembre 2017
Il pensiero delle tradizioni ha da sempre dato una grande importanza all’ombelico. Riteneva che l’ombelico fosse il centro vitale per eccellenza dell’organismo. Portare la consapevolezza sull’ombelico è quindi uno degli aspetti più significativi del rapporto con il nostro corpo e con la nostra psiche.
Immaginiamo di sentire nella nostra mente il nostro ombelico. Appoggiamo una mano sopra l’altra sull’ombelico. Portiamo la nostra attenzione sulla fronte e poi facciamola scendere lentamente verso l’ombelico.
A questo punto incominciamo a respirare molto lentamente, senza forzare. In modo che respiro e pancia diventino un tutt’uno.
– Maura Luperto –
21 novembre 2017
“Per poter conoscere il mondo occorre un’altra mente.
Che te ne fai di un mondo conosciuto attraverso i pensieri?
Solo la mente guarda e…..vede!”.
A.Bauer
– Maura Luperto –
22 novembre 2017
Quando stiamo in auto, quando passeggiamo, in genere la nostra attenzione è sempre concentrata sulle cose che dobbiamo fare. Sull’obiettivo che ci siamo prefissati. In questo modo la mente è sempre piena di pensieri e rimane sempre occupata. Per svuotare la mente dai pensieri facciamo questo semplice esercizio.
Mettiamo dolcemente la lingua fra i denti e iniziamo a dilatare lo sguardo.
Via via che lo dilatiamo, ci accorgiamo che i pensieri se ne vanno.
Questo ci permette di avere la mente vuota.
– Maura Luperto –
23 novembre 2017
“Che razza di cultura è la nostra che scambia la consapevolezza con l’Io?
La consapevolezza del saggio è quella di colui che si è liberato di se stesso.
Che non ha pensieri.
Che ha trasformato il vuoto in certezza.
A. Bauer
– Maura Luperto –
24 novembre 2017
La consapevolezza è forse l’attività più importante della coscienza. Spesso la consapevolezza viene spenta dai progetti, dai pensieri del passato o dai pensieri del futuro. Come si acquista la consapevolezza?
Semplicemente stando presenti a se stessi. Senza giudicare, senza dare un senso a quanto stiamo facendo. La consapevolezza è lo stato di mente vuota. È la vera meditazione. Quando diventiamo consapevoli l’attenzione si allarga. Incominciamo a vedere cose che normalmente non vediamo.
– Maura Luperto –
25 novembre 2017
“Se impari a non resistere, il senso di colpa automaticamente si annienta.”
A. Bauer
– Maura Luperto –
26 novembre 2017
Il senso di colpa e i rancori sono una delle principali cause di malattie psicosomatiche. È vero che i sensi di colpa ci sorprendono e li non ci possiamo fare nulla. Però quello che possiamo fare è di evitare che prendano il sopravvento. Qualsiasi cosa abbiamo fatto, l’abbiamo già fatta. Portiamola dunque nel presente. Torniamo in questo istante. C’è solo questo istante. Portiamo la consapevolezza sull’ombelico, sul petto e sulla fronte. Via via che stiamo presenti a noi stessi e ad alcuni aspetti del nostro corpo, il senso di colpa automaticamente si allontana. Non andiamo a cercarlo con la mente. Più lo cerchiamo e più in qualche modo facciamo riemergere il passato. Ma il passato è passato..
– Maura Luperto –
27 novembre 2017
“L’esame di coscienza deve essere scevro dal giudizio…. guardare senza giudicare e più di tutto guardare se stesso senza intervenire, senza passato e futuro. Questa è la via del se stesso”.
A. Bauer
– Maura Luperto –
28 novembre 2017
Più ci giudichiamo, più aumenta la disistima. Più ci etichettiamo, più ci mettiamo in uno schema e più impediamo alle nostre parti libere di fluire e di giungere alla nostra scienza e conoscenza. Qualsiasi cosa abbiamo fatto, l’importante è non esprimere giudizi. Quando siamo con noi stessi, proviamo a stare con la mente senza giudizi, a guardare le cose che abbiamo fatto senza esprimere un parere positivo o negativo. Il positivo e il negativo, il bene e il male, li creiamo noi.
Guardiamo le nostre azioni, libere dal giudizio.
Potremo conoscerci senza vincolare l’azione a ciò che è passato.
– Maura Luperto –
29 novembre 2017
Noi pensiamo che la nostra identità si leghi a tutte le cose che siamo e a tutte le cose che facciamo. Al personaggio che recitiamo con gli altri: il papà, l’amico, l’impiegato. Così pensiamo che tutte le volte che veniamo chiamati con il nostro nome, automaticamente la nostra identità viene richiamata in gioco. Pensiamo come il nostro nome riassuma non soltanto le attese dei genitori, ma anche tutte le sgridate che abbiamo subito, tutte le carezze, tutte le gioie. Per cui il nostro nome riassume un po’ il nostro passato.
Tutte le volte che pensiamo al nostro nome , ci pensiamo in un modo, ma noi non siamo solo in quel modo.
Cambiare nome vuol dire quindi trovare espressività diverse, linguaggi che solitamente non esprimiamo, istinti che generalmente non tiriamo fuori. 
La mattina quando ci alziamo, proviamo a cambiare nome. Se ci vogliamo mettere il nome ad esempio Giovanni, oppure Anna proviamo a pensare come si vestirebbe Giovanni o Anna.
Cosa mangerebbero, come farebbero l’amore. In questo modo apriamo nuovi spazi della nostra personalità.
Se c’è una cosa che non riusciamo a fare, che non riusciamo a dire, proviamo a cambiare nome. A farlo con un nome diverso: scopriremo che ci verrà più facile.
– Maura Luperto –
30 novembre 2017
K. G. Jung. Seguo il suo pensiero da quando ho iniziato ad avere coscienza del mondo della psiche. Sue sono molte frasi e molti pensieri che hanno ispirato il mio percorso. Lo ritengo un illuminato. Una delle sue frasi che amo di più è la seguente: ” Se Dio si è degnato di diventare compartecipe della natura umana anche l’uomo potrebbe ritenersi degno di partecipare alla Natura Divina”.
– Maura Luperto –
Raccolta Riflessioni di Maura Luperto Presidente COEMM INT’L  mese novembre 2017
Tratto dalla Pagina COEMM & CLEMM OfficialPage
E dal Sito Web COEMM INT’L
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