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Maura Luperto – Raccolta Riflessioni Maggio 2018 –

 

Maura Luperto – Presidente COEMM INT’L – Raccolta Riflessioni mese di Maggio 2018

“La comunità ebraica ha
spesso guardato con 
malcelato senso di
superiorità i gojim, i
gentili. Non mi piace, non
mi è mai piaciuta l’idea
del popolo eletto.
Nessuno di noi è scelto”
Maura Luperto 1 maggio 2018

Vi racconto di ……Denti (4)

Nel l’interpretazione popolare dei sogni e per la cabala, i denti rappresentano i parenti e i migliori amici; sognare di perdere un dente significa quindi morte per uno di loro. Del resto, il rapporto dente-morte-vita si ritrova nella simbologia di alcune tribù primitive, che associano i denti al concetto di tempo, come durata dell’esistenza. Le collane realizzate con i denti degli animali uccisi sono infatti pregiati amuleti di lunga vita. In psicanalisi, i sogni da stimolo dentario nelle donne hanno, secondo C. G. Jung, il significato di sogni di parto. Ciò sarebbe anche collegato a un’antica credenza popolare: se una donna incinta ha mal di denti, avrà un figlio maschio. Secondo Freud i sogni di estrazione o di caduta di un dente negli uomini deriverebbe da un latente “complesso di castrazione” o da stimolo onanistico.
Parlando di denti e del loro significato a livello onirico, non si può tralasciare Artemidoro (II sec. d. C.) autore di un vero e proprio trattato di oniromanzia, tecnica divinatoria che trae presagi dal l’interpretazione dei sogni. Se un ammalato sogna di perdere contemporaneamente tutti i denti, si preannuncia per lui un deperimento grave, ma non la morte. Infatti, spiega “scientificamente ” Artemidoro, senza denti ci si può nutrire solo di pappe e decotti, non di cibi che diano vigore, ma la morte di per se non fa perdere i denti.
Sognare di avere denti d’avorio è di buon auspicio per tutti: ai letterati promette eloquenza, agli altri un ricco patrimonio. I denti d’oro, invece, sono un sogno favorevole solo per i letterati; per gli altri indicano un incendio in casa. Sempre secondo Artemidoro , sognare di avere i denti di cera fa prevedere una morte improvvisa, denti di piombo o di stagno indicano disonore o vergogna, denti di vetro o di legno annunciano morte violenta. Se poi un disoccupato sogna di togliersi spine o altro dai denti, troverà lavoro e guadagnerà denaro con i suoi discorsi. Così si destreggia Artemidoro tra pura invenzione e qualche pretesa logica per garantirsi la credibilità.
Come succede spesso, “nonostante sia pazzia, pure c’è metodo” (Amleto, Atto II Scena seconda).
Questo, in sintesi, ciò che i denti hanno suggerito alla fantasia dell’uomo. E la memoria, seguendo la sua vocazione, ha catturato questi frutti nell’immaginario collettivo per mantenere un inconscio, ma indissolubile legame tra passato e presente.
Maura Luperto 1 maggio 2018

C’ERA UNA VOLTA

Immaginiamo un pezzo della nostra storia… e raccontiamo una fiaba che parli di noi. Lasciamo fluire le immagini, come se la nostra stessa vita si trasformasse in una fiaba. Immaginiamo, nella nostra fiaba, di fare un incontro. Immaginiamo che avvenga in un altro spazio, in un altro mondo… Immaginiamo noi stessi come cavalieri, fate, eroi, come personaggi fuori dal tempo conosciuto.
Ora prendiamo un foglio e scriviamo la nostra fiaba, dove siamo i protagonisti. Ogni giorno di questo mese aggiungiamo sviluppi della storia.
Non dimentichiamo che quanto più il cervello entra nel mondo dello stupore, della sorpresa, così tipico dei bambini, tanto più facilmente ringiovanisce, si rigenera, utilizza circuiti cerebrali inesplorati.
Maura Luperto 3 maggio 2018

HERMANN HESSE
(1877-1962)

La ricerca del tutto, il “sorriso dell’unità “, rivelatore in SIDDHARTA (sempre tra i libri più letti del mondo dal 1922): ecco le chiavi per entrare nell’opera del più celebre divulgatore in Occidente della cultura indiana. Hesse unisce nelle sue opere un talento prodigioso che accomuna e rende comprensibile il divario tra scienza e misticismo, attribuendo all’esperienza il ruolo fondamentale di educatore, per chiunque.
Forte di un’accurata conoscenza – per via famigliare – dei poemi filosofici in sanscrito come il BHAGAVAD-GITA contenuto nell’epico MAHABHARATA, lo scrittore costruì con efficacia un’armonia che doveva diventare poi stile di vita per tanti suoi lettori.
E non a caso il suo ruolo nel secolo è stato quello, forse misconosciuto, del grande pacifista.
Maura Luperto 4 maggio 2018

“L’uomo non è una
forma fissa e permanente 
ma è invece un tentativo,
una transizione,
un ponte stretto e
pericoloso fra la natura
e lo spirito”

Il lupo della steppa
Maura Luperto 5 maggio 2018

IMMANUEL KANT
(1724-1804)

Il problema della conoscenza, questo sconosciuto.
E per sconfiggere i dogmi della metafisica ecco che il padre della filosofia tedesca organizza un mix strepitoso : i dati che ci arrivano dall’esperienza e dalle forme pure del pensiero .
La sintesi è formidabile perché deriva dall’uso puro della ragione. E come scordare il suo “imperativo categorico “, CONDITIO SINE QUA NON della moralità . Senza per questo apparire freddo e razionale.
Infatti Kant era interessato soprattutto al funzionamento dell’umanità , ecco le prove: “Agisci – diceva – in modo da considerare le persone, sia nella tua persona , sia nella persona di ogni altro, sempre come scopo, e mai come semplice mezzo”.
Maura Luperto 6 maggio 2018

STANLEY. KUBRICK
(1928-1999)

Perfezionista, ombroso, selvaggio, scontroso, collerico, oppure ironico, dalla battuta pronta, buongustaio. Se ne sono dette tante da far fiorire leggende metropolitane sul grande autore americano che, allontanatosi da una patria che voleva impedire il set di LOLITA, trovò rifugio in Inghilterra dal 1961.
Autore di capolavori da ORIZZONTI DI GLORIA fino al EYES WIDE SHUT, riusciva da brevi racconti a trarre immense gallerie di immagini in movimento (2001 – ODISSEA NELLO SPAZIO è ispirato da una novella di 10 pagine, così come EYES WIDE SHUT dal corto DOPPIO SOGNO di Schnitzler).
E quel che più colpisce è l’aver fatto del cinema un’icona indimenticabile: il riassumere in un quadro-pellicola tensioni, attese e pericoli del nostro secolo.
Maura Luperto 8 maggio 2018

 

“La cosa più terrificante
dell’universo 
non è che ci è ostile ma
che ci è indifferente.
Ma per quanto vaste
siano le tenebre noi
possiamo sostituirle con
la nostra stessa luce
interiore “.

The Kubrick Site.
Maura Luperto 9 maggio 2018

JAMES JOYCE
(1882-1941)

La rivoluzione del romanzo sperimentale?
Joyce l’ha promossa con i suoi capolavori e l’ha massicciamente riunita nel l’incredibile ULISSE del 1922.
È come se l’autore irlandese fosse riuscito a dare parola al pensiero, al suo divenire e alle sue flessuose marce di avvicinamento al parlato.
L’uomo joyciano è colui il quale trova in una sequenza mentale (i critici letterali la citano come “fluida”) il senso del presente e dell’emozione.
Chiunque può averne la prova: da stupendi brevi racconti come: I MORTI all’elaboratissimo LA VEGLIA DI FINNEGAN, esercizio puro di uno scrittore con una complessa trama che ci arriva direttamente dal mondo onirico. Per una ricerca linguistica “estrema”.
Maura Luperto 10 maggio 2018

Siamo in grado di definire l’indefinibile?
Al giorno d’oggi con la parola chiaroveggenza si intende la facoltà di prevedere quanto riserva il futuro. In origine, in modo più esplicito, venne usata per indicare un individuo che possedeva il dono della divinazione. In origine, però, il veggente era un essere dotato di una vista acuta, e in senso figurato, perspicace. Si può quindi dire che il chiaroveggente era considerato dai nostri avi come una persona con un’ottima facoltà di discernimento. Quindi una persona che ha il potere di concentrazione , oltre che al senso innato di riflessione e di deduzione, ed una capacità di analisi e sintesi, aggiunta alla lucidità mentale.
In conclusione la perspicacia e la lucidità sono le due qualità principali, è sufficiente aggiungere qualità a cui non si pensa , perché difficilmente identificabili in un individuo per ottenere un’equazione magica: la percezione.
Ma cos’è la percezione? Questo termine deriva dal verbo latino PERCIPERE, che, in origine indicava “l’azione di raccogliere”. In seguito, ha preso il senso di “prendere conoscenza dei fatti, di oggetti o di esseri che hanno prodotto un’impressione sui nostri sensi”. Ecco due qualità mancanti , impressione e sensazione, che servono a comporre questa equazione il cui risultato è la chiaroveggenza.
Se un individuo è dotato di qualità suddette ha la capacità di definire l’indefinibile: PERSPICACIA + LUCIDITÀ +PERCEZIONE = CHIAROVEGGENZA.
Maura Luperto 10 maggio 2018
“La verità è contemplata
dall’intelletto
che si placa nei più
soddisfacenti rapporti
dell’intelligibile”.

Dedalus
Maura Luperto 11 maggio 2018

A tutti noi sarà capitato, prima o poi, di imitare in animale, di rifarne il verso, di minarne le movenze. Lo abbiamo fatto come un gioco, inconsapevoli del significato di questa operazione. Guardiamo per un attimo alle tradizioni antiche: agli animali si attribuiva il potere di proteggere gli uomini, ispirandoli sul cammino da seguire. Anche la cura dei disturbi, dei malanni più diffusi, si affidava all’analogia tra uomo e natura, per curare attraverso rituali, gesti, musiche, colori… e attraverso l’evocazione immaginativa di un animale, per appropriarsi della sua forza segreta, della sua essenza. Quella stessa essenza che è parte fondamentale di noi, che è la nostra parte fondamentale. Quell’essenza che ci riavvicina alle energie selvagge, misteriose e istintuali che ci abitano e che nutrono il nostro talento.
Allontaniamoci dalla mente, vigile e razionale. Troveremo in noi l’animale che più ci è vicino, che meglio accompagna il nostro talento . Quando l’avremo individuato, compriamone in un negozio una piccola riproduzione, in ceramica, legno, pezza. Teniamola sempre con noi, sul comodino o in ufficio. Ci ricorderà qual’è la nostra vera natura e la forza segreta che è custodita in noi.
Maura Luperto 12 maggio 2018
Mettetevi in una posizione comoda….. al buio….con un sottofondo di musica sufi, celtica o africana. Immaginate il “vostro” animale, quello che sentite più affine a voi, che meglio vi rappresenta….
Non importa se si tratta di un leone, di un gatto, di un cavallo, di un pesce…..abbandonatevi gradualmente all’immaginazione e date inizio alla trasformazione.
Il vostro sguardo è il suo sguardo, le vostre movenze sono le sue movenze….dopo una faticosa giornata di lavoro ripensate al vostro ideogramma, al vostro segno e danzate come se foste l’animale…..ma con indosso il segno del vostro ideogramma……
Danzate e sarete fuori dal tempo.
Maura Luperto 13 maggio 2018
CARL GUSTAV JUNG
(1875-1961)

Psicologia analitica, sinonimo di Jung: il padre dell’inconscio collettivo, il figlio simbolico di Freud – con cui ebbe un rapporto intellettivo profondo, sfociato in un abbandono traumatico, nel 1913, per il nume della psicoanalisi – leggeva la vita come fosse “una pianta che vive del suo rizoma: la sua vera vita è invisibile, nascosta “.
Una Vischetti contiene sempre un suo centro, denso di talento.
Jung lo aveva identificato con un sogno chiarificatore: quello di un lago in mezzo al quale un’isola splendeva di luce, una luce che riguarda il proprio Sé, il centro delle energie.
Solo raggiungendolo si potrà arrivare al disvelamento del segreto e alla conoscenza delle proprie qualità.
Maura Luperto 14 maggio 2018

L’ISTINTO

Questo termine, al quale spesso attribuiamo il significato di inclinazione naturale o di tendenza innata e irreprimibile, ha certamente una radice indoeuropea nella parola STIG, che significava “pungere”, da cui è derivato il latino ISTIGARE a partire dal quale abbiamo formato “istigazione”, cioè “azione di incitare o di spingere qualcuno a fare qualcosa”. Risulta sempre utile capire l’etimologia di una parola e come sia stata scelta dai nostri antenati per designare qualcosa, perché ci permette di sapere ciò che intendevano con essa, e se noi le attribuiamo lo stesso significato.
Pertanto, se prendiamo la radice originaria del termine “istinto “, torniamo al verbo “pungere” . Ora, in natura, sono gli insetti dotati di pungiglione che pungono per nutrirsi o per difendersi in caso di pericolo. Oggi, sappiamo che gli insetti sono, dopo i batteri, le specie viventi più antiche che hanno popolato la Terra, ma anche le più resistenti, poiché sono sopravvissute a tutti i disastri geologico e climatici che hanno avuto luogo sul nostro pianeta. Sappiamo anche che la maggior parte degli insetti volanti, muniti di pungiglione, come le zanzare, certe mosche, le api e le vespe ad esempio, possiede delle cellule sensoriali olfattive di una sensibilità eccezionale, che permette loro di individuare un profumo o un odore a chilometri di distanza. Prendendo un’audace scorciatoia, potremmo dire che ogni specie di insetto è “sintonizzata” sul profumo o sul l’odore del cibo di cui ha bisogno e che, pertanto, lo trova sempre. In questa caratteristica, possiamo vedere sia un condizionamento riflesso, senza alcuna immaginazione, sia una conoscenza della vita che agisce su tutti i principi viventi che la costituiscono; di conseguenza, tali principi comunicano tra loro e partecipano alla grande catena della vita che l’uomo contemporaneo sta pericolosamente spezzando senza rendersene conto, provocando della conseguenze a lungo termine che oggi non siamo in grado di valutare in modo ragionevole.
Ciò che è, nel contempo, un riflesso condizionato e una conoscenza della vita, è ciò che noi chiamiamo, di solito, istinto. Quest’istinto non è misurabile secondo i consueti parametri dello spirito umano. Si tratta di qualcosa di intrinseco, che si può capire soltanto se si osserva senza intervenire. Infatti, non appena si interviene, esso viene distrutto.
Anche se abbiamo qualche difficoltà a concepirlo senza cedere alla tentazione di ricorrere a schemi riduttivi e alla caricatura dell’uomo animale, tale istinto sussiste ancora in ognuno di noi. Di solito, nell’uomo, la ragione lo combatte, perché ci rifiutiamo di credere o di ammettere di essere soggetti a leggi che non riusciamo a controllare.
Tuttavia, sembra che, più noi ignoriamo, respingiamo, o combattiamo tale istinto, più le forze segrete che li custodiscono si ritorcono contro di noi. Così, un istinto fuorviato diventerà distruttore o autodistruttore, là dove è, comunque, il risultato di una forza che va nel senso della vita e della sua perpetuazione.
Non è un paradosso il fatto che l’uomo abbia generato in se stessi, lottando contro una parte di sé che aspira alla vita, una capacità autodistruttrice. Tuttavia, e di nuovo curiosamente, è sfruttando tale forza propria di ogni essere vivente sulla Terra, che può prodursi un atto creativo. Perché la forza dell’istinto è creativa.
Maura Luperto 14 maggio 2018
“Quando un uomo è tanto
concentrato sulle sue
teorie egli se ne sta al di
sopra di tutto, e nessuno è
ben accetto per lui”

Psicoanalisi o psicologia
analitica? , 1957
Maura Luperto 15 maggio 2018

LEONARDO
(1452-1519)

L’opera pittorica che tutti vorrebbero possedere? Non c’è dubbio, è l’enigmatica GIOCONDA (ritratto di Monna Lisa del Giocondo, realizzato nel 1503).
Leonardo però fu molto più che un pittore eccelso. Non c’è campo in cui il suo genio non si espresse: nelle scienze, lo studio anatomico della funzione muscolare ha fatto scuola (e in ciò si trovano molte chiavi di lettura dei suoi quadri, tant’era attento alle posture…), ha avuto incredibili intuizioni sul volo (i suoi progetti per aerei testimoniano come in tempi legati ancora al mito di Icaro, la mente potesse già volare alta…).
Ma quel che più importa è racchiuso nella sua sete di nuovo: i codici – Atlantico, Hammer, Arundel, Trivulziano – e le loro cinquemila pagine la dicono lunga sul suo multiforme talento.
Enciclopedista del ‘500, in anticipo sulla cultura illuminata settecentesca.
Maura Luperto 16 maggio 2018

“Sì come ogni regno in sé
diviso e disfatto 
così come ogni ingegno diviso
in diversi studi si
confonde e indebolisce”

Pensieri – 27
Maura Luperto 17 maggio 2018

Che lo vogliamo o meno siamo influenzati se non condizionati dall’epoca, l’ambiente, il contesto culturale economico e sociale in cui evolviamo. Ma si può dire che lo siamo più o meno a seconda del nostro carattere e della nostra personalità. Allo stesso modo, nessuno tra noi , per quanto singolare, individualista, forte o imperturbabile, può rimanere totalmente insensibile a ciò che gli si avvicina intorno, agli individui che avvicina e frequenta. A ben riflettere, ci si rende conto che tutti abbiamo a che fare gli uni con gli altri e che, a un dato momento, le scelte di qualcuno intervengono su di noi e giocano un ruolo nella nostra vita, come se esistesse una sottile catena, un legame misterioso che collega gli individui tra di loro.
Troppo spesso tendiamo a credere che la violenza sia una fatalità , contro cui non possiamo nulla.
Pensiamo che il concetto di fatalità , così come viene oggi interpretato, non sia altro un’espressione della pigrizia, della negligenza, dell’influenza e dell’impotenza a cui ci crediamo ridotti o, più esattamente, a cui tendiamo a rassegnarci. Sempre da un punto di vista collettivo naturalmente.
E quando le tensioni accumulate sono tali da non poter far altro che esplodere ecco che si possono accendere scintille di rivolta e di violenza cui alcune persone partecipano più di altre , ma dove tutti sono coinvolti allo stesso momento. Parliamo allora di Storia.
Così in un determinato momento, una stessa generazione , che porta in sè nuovi valori comuni, può provare il bisogno di mettere tutto in discussione. È sufficiente una scintilla, perché si produca allora una specie di reazione a catena nelle coscienze di tutta una generazione alla quale si oppone un’altra generazione, quella precedente, che pure condivide valori e convinzioni comuni.
Maura Luperto 17 maggio 2018
GIACOMO LEOPARDI
(1798-1837)

Ha fatto storia: essere prodigiosamente indirizzati a studiare ed essere nello stesso tempo tanto sensibili da sentire l’incomprensione familiare come un peso incredibilmente gravoso. Qui entrano in campo i meccanismi di difesa e quella propensione alle lettere si trasforma in applicazione tanto massiccia da minare la salute. Percorso emozionante quello del poeta sommo recanatese, capace di far voce al pessimismo più nero in maniera sublime (nelle OPERETTE MORALI), di cantare l’amore immortale e la natura seppur “solitaria” con toni indimenticabili.
La sua figura ha assunto toni quasi mistico mentre va ricordato che Leopardi tentò comunque di uscire dalla sua patologia quando abbandonò il “natio borgo selvaggio”, senza però abbandonare il carico del suo talento introspettivo.
Maura Luperto 18 maggio 2018

“Niuna cosa
maggiormente dimostra
la grandezza e la potenza
dell’umano intelletto,
nè l’altezza e nobiltà
dell’uomo, che il poter
l’uomo conoscere e
interamente comprendere
e fortemente sentire
la sua piccolezza”

Zibaldone, V, 223, 3
Maura Luperto 19 maggio 2018

CARLO LINNEO
(1707- 1778)

La nostra terra aveva bisogno di un classificatore, di un talento che si assumesse la non facile operazione di sistemare specie ed elementi.
Dalla Svezia si rimboccò le maniche Carl von Linnè che formulò la celebre e ancora oggi utilizzata nomenclatura binomiale in cui si trovano indicati appartenenza a genere e specie di tante piante ed animali.
Il suo metodo risentiva delle tendenze enciclopediche tipiche dell’Illuminismo, ma la sua genialità gli permise di superare i limiti, tanto da rendere l’opera fondamentale SYSTEMA NATURAE un trattato scientifico di validità universale.
La sintesi e la precisione furono i tratti distintivi di Linneo che con lo spirito del vero viaggiatore esplorò terre e popoli scoprendo quel che di sconosciuto la natura racchiudeva.
Maura Luperto 20 maggio 2018

“La natura
non procede a balzi”

Philosophia Botanica
Maura Luperto 21 maggio 2018

Quante volte abbiamo pensato che era il momento di cambiare, che le cose non andavano così come le avevamo progettate…. Abbiamo fatto forza su noi stessi per cercare una condizione che ci apparisse migliore, più desiderabile, anche solo più accettabile. Il problema, pensavamo, era nelle cose esterne, negli eventi che avevamo caricato di aspettative e che avevano tradito le nostre speranze… Ma la soluzione tanto attesa non arrivava… Anzi, più ci sforzavamo, più avevamo la sensazione di “girare a vuoto” , senza un centro, senza una direzione precisa, come se avessimo smarrito la strada….. ci sentivamo improduttivi, e l’improduttività, il vuoto, generava in noi un senso di colpa… Eppure, a pensarci bene, erano proprio quelli i momenti in cui potevano sgorgare le idee migliori.
Quando abbiamo la sensazione di essere inconcludenti, irrazionali, di tradire i nostri progetti, non cerchiamo a tutti i costi di cambiare strada: stiamo iniziando a guardare le cose da altri punti di vista, abbandonando quell’unilateralità che, alla lunga, soffoca il talento.
Maura Luperto 22 maggio 2018
L’Aquila è un animale forte, potente, che incarna in sè l’energia primitiva del cosmo a un livello evolutivo superiore. Il suo volo sereno guarda il mondo dall’alto.
Impariamo dal l’aquila a porci in una situazione di superiore distacco, per acquisire una nuova prospettiva sulle cose. Guardiamo, come l’aquila, il mondo dall’alto.
Avremo una visione d’insieme che da terra non potremo mai avere….. Allargheremo il campo della conoscenza di noi stessi, al di là degli orizzonti visibili del presente e dei confini che opprimono il nostro talento.
Mettiamoci da soli in una stanza, immaginiamo di essere l’aquila, la nostra aquila e danziamo…. guardiamo il mondo dall’alto, vediamo noi stessi, le nostre lotte, le nostre battaglie, le nostre sconfitte. Immaginiamo che l’aquila, che siamo diventati, le spazzi via. Mentre facciamo questo, guardiamo il nostro ideogramma sul dorso dell’aquila….
Maura Luperto23 maggio 2018
“Mio fratello ha inventato
il cinematografo
nel giro di una notte”

Auguste, 1895
Maura Luperto 24 maggio 2018

AUGUSTE E LOUIS LUMIÉRE
(1892-1954)
(1864-1948)

Una data: 28 dicembre 1895 ed è subito servita al Salon Indien di Parigi quella che andrà sotto il nome dell’Invenzione del secolo, il Cinematografo.
Ai primi trentatré coraggiosi spettatori resta il sapore della frastornante scoperta: prima è il panico dinanzi all’arrivo di un treno, poi il piacere della novità. E che novità.
I talentosi fratelli Lumiere, figli di un fotografo di Lione, sono infatti riusciti a far concretezza alla loro geniale idea: aggiungere al cinetoscopio di Edison il movimento, l’avanzamento della pellicola perforata . Sapete come è accaduto? Tutto in una notte, sul finire del 1894, quando Louis era a letto: “Non riuscivo a dormire, all’improvviso mi balenò in mente la soluzione. Bastava adattare al procedimento per la ripresa della immagini il “piedino”, quel congegno che nelle macchine da cucire fa avanzare il tessuto”.
Maura Luperto 25 maggio 2018

“Cosa io fossi,
cosa volessi e cosa non
volessi, lo seppi solo
scrivendo.
È ben possibile che io
abbia già dato il meglio
che m’era concesso
di dare”.

-Considerazioni-
Maura Luperto 26 maggio 2018

THOMAS MANN
(1875-1955)

Arte e vita, repressione e barbarie, bellezza e rimpianti: Mann è considerato tra i più profondi e ineguagliabili analisti per quelle problematiche .
Leggerlo ancora oggi significa – come diceva Franz Kafka “entrare in un vero letterario, in un vero libro che , se è tale, colpisce come un pugno”.
Rileggere i BUDDENBOOK per capire la portata di questo UPPERCUT: lucido e sobrio realismo conducono verso la consapevolezza di quanto progressivo possa essere il decadimento di arroganti certezze borghesi, quelle di fine ‘800. Una lezione che vale sempre , soprattutto ai giorni nostri , a indicare i pericoli delle società totalitarie e le falsità delle ideologie.
Maura Luperto 27 maggio 2018

“Non sempre ciò che vien
dopo è progresso”

Dal romanzo storico.
Maura Luperto 28 maggio 2018

ALESSANDRO MANZONI
(1785-1873)

Padre del romanzo italiano con I PROMESSI SPOSI il Manzoni non ha solo regalato la perfezione linguistica e la rivisitazione del nostro vocabolario dopo Dante, ha lasciato la testimonianza di come si possa lavorare un’intera vita su di un progetto per portarlo a compimento. Colpiscono ancora figure potentissime come la Monaca di Monza e l’Innominato, la viltà di don Abbondio e il coraggio di Cristoforo.
Ma il loro aurore aveva ricevuto lezioni esistenziali come raramente accadeva a quei tempi: una madre antesignana delle libertà individuali che se aveva lasciato il figlio, destinato a soggiorni perigliosi in collegio , lo aveva poi riaccolto in quel di Parigi facendogli assaporare le meraviglie della cultura e della storia. E proprio “il vero storico” costituisce un capitolo importantissimo della poetica manzoniana, ulteriore conferma di un talento espresso in inedite meditazioni morali e con intonazioni rivoluzionarie nelle tragedie IL CONTE DI CARMAGNOLA E ADELCHI.
Maura Luperto 29 maggio 2018

“La maggior parte
delle cose che facciamo
è basata su quel che
facevano i nostri antenati:
per questo abbiamo
l’eletto, che è la persona
che riunisce in
sè tutti i requisiti, ancora
validi, che i nostri antenati
sapevano riunire”

Mi chiamo Rigoberta Menchù.

Maura Luperto 30 maggio 2018

RIGOBERTA MENCHÙ

La semplicità, il coraggio di parlare, la conoscenza profonda di un’etnia, quella della popolazione latino-americana dei quichè, hanno fatto sbocciare il talento della Menchù , una tra le presenze femminili nel 1992, tra i premi Nobel per la Pace, dopo Dalai Lama, Gorbaciov e Aung San Suu Kyl (nel 2017 è stato assegnato ad I Can international per l’abolizione del nucleare) una contadina guatemalteca che ha saputo presentare al mondo intero una sua personale identità, rispecchiamento di una memoria collettiva.
Diventando insegnamento di vita prezioso per tutti , combattiva a suo modo, solidale sempre con la sua gente , ha dato agli Indios la possibilità di farsi conoscere in ottemperanza alla salvaguardia dei diritti umani.
Maura Luperto 31 maggio 2018
Riflessioni della Presidente COEMM INT’L Maura Luperto
Sito Web COEMM INT’L : https://www.coemm.org/
Pagina Ufficiale COEMM & CLEMM OfficialPage
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