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Scienza & chimica in agricoltura….qualche dubbio è pur lecito!

Anneghiamo? No per nulla… ci intossichiamo? Forse si! Il territorio dedicato all’agricoltura, ( e questo ci è noto), è da lustri trasformato per produrre il cibo che serve per gli esseri umani..! Coltivato per produrre cereali, per verdura frutta, sia per gli umani, sia per i bipedi/ quadrupedi.
Ma le sostanze “additivi” utilizzati per una buona crescita, sono per la maggior parte tossiche per il terreno che le accoglie. Tossiche per le piante che le ricevono.
Il Nostro PROGETTO prevede una agricoltura coltivata senza chimica.
Apriamo un dibattito?
Scienza e cibo. Sembrerebbe un connubio molto gettonato da parte dei vertici regionali all’agricoltura, alimentazione e sistema del verde.
( assessorato regione Lombardia).
Questa nota coniata in occasione del “ food& Scienze festival” svoltosi lo scorso maggio 2018 a Mantova.
Chiaramente, il rispetto dell’ambiente, la valorizzazione del territorio,ed il progresso tecnologico, sono i modus operandi indispensabili per rispondere alla antica necessita’ dell’uomo: nutrirsi.
E da qui, possono partire i dubbi di chi non crede molto nella presenza della scienza nella agricoltura. Scienza e chimica anche se evidenziata dolce, procedono a braccetto.
Altri dubbi.

E’ anche messo in risalto (food evolution, film di scott hamilton Kennedy, da non confondersi con “ food Relovution” di Thomas Torelli) il non più corretto, ( secondo loro) fare una netta separazione fra cibi buoni e cattivi.
Sostenibili e non sani e dannosi.
Pare che sia considerato un processo mentale forzato, comune pero’ a tutti i consumatori.!!!

Ma non valido! Forse non esatto, seguendo il parere delle ditte alimentari produttrici di cibo definito
“ spazzatura”.
Quindi, pare sia stata una infelice partenza quella impostata da confagricoltura per il “ food festival 2018”……era necessario tollerare, non bacchettare le aziende del “ cibo manipolato, trasformato, con additivi di ogni ordine e genere”, dobbiamo porre una tiepida attenzione, e comprensione per quelle persone che ne sono avidi consumatori.
( non preoccupati del livello di glicemia e di colesterolo alterato, ma compensato con adeguati farmaci).
Gia’, qui entrano in gioco gli OGM, per alcune scuole scientifiche sono accettabili, per altre scuole di pensiero sono da aborrire.
E’ la Universita’ Scuola Superiore Sant’ANNA DI Pisa, la prima ad aver valutato la buona pratica abbinabile alla coltivazione OGM. Ritenuta nutraceutica, farmaceutica. Positiva Relazione fra cibo e salute.

Il rilancio della filiera MAIS, e’ il nuovo obiettivo proposto dall’osservatorio di Confagricoltura. garantire adeguata disponibilita’ di cibo per i prossimi 50 anni, nella previsione di incrementi record della popolazione oltre che’ mondiale, europea ma soprattutto cibo migliore in grado di prevenire malattie.
Venne proiettato un film documentario sul villaggio agricolo rumeno di Lunguletu, con conflitti fra la popolazione contadina e le proposte di collaborazione fra aziende.
La produzione inceppata, provoca tristezza, la quantita’ in ton di cavoli e patate invenduti e destinati al macero.l’idea non ancora consolidata di “ fattoria collettiva” per incrementare collaborazione- qualita- fra i contadini sempre piu’ indisposti ad una gestione del patrimonio agricolo con attenzione alla sostenibilita’ ambientale ed alla salute degli abitanti.

Sembra che la chimica verde 2.0 esalti la natura meglio della natura. Questo lo slogan decantato dai sostenitori OGM.
Se valutiamo cosa accade negli stati che hanno abbracciato tale progetto, “osserviamo” il sistema alimentare statunitense ( che ha gia oltre 20 anni di produzione OGM) e’ anche il piu’ sprecone, nel senso che il 50% del cibo prodotto viene scartato, mentre il 10% della popolazione non riesce a raggiungere il minimo fabbisogno alimentare giornaliero.
Scalpore l’esperienza di due giornalisti, che per sei mesi, utilizzarono cibo scaduto e non utlilizzabile alla vendita, ingrassando di qualche kilo e risparmiando circa 20.000 dollari.

I supporter degli Ogm affermano infatti che grazie alla capacità di resistere ad attacchi fungini, batterici o di insetti le colture Ogm richiedono un uso inferiore di agrofarmaci. Inoltre sarebbero in grado di produrre di più, andando a rispondere alle esigenze di una popolazione mondiale in continua crescita.

tuttavia una analisi del NY TIMES avrebbe dimostrato che l’uso di OGM in USA e Canada, non avrebbe incrementato la produzione, ne’ la riduzione in diserbanti. Se poi leggiamo le statistiche ONU, apprendiamo che l’uso di sementi modificate di mais-cotone- soia, han ridotto l’uso di 1/3 dei fungicidi, ma l’incremento di diserbanti del 21%.
Passando all’europa, la Francia libertaria OGM, ha avuto un calo di prodotti per la difesa del 65% ed incremento di erbicidi al 36%. Dati del dipartimento statunitense dell’agricoltura evidenziano che l’uso di diserbanti nella coltivazione della soia, sia incrementato, negli ultimi 20 anni, del 250%, in un periodo in cui la crescita delle colture, sia stata incrementata solo di 1/3.
Una cosa pero’ e’ certa: assistiamo alla resistenza delle malerbe, gli erbicidi sempre meno efficaci. Per avere campi liberi da infestanti servono nuove molecole o piu’ prodotti.
Controllare le piante, metterci sopra un brevetto o renderne i semi sterili e riattivabili con chiavi chimiche, i cosiddetti semi zombi, è un potere enorme, che le grandi compagnie farmaceutiche e chimiche hanno colto al volo, a partire dal 1973, anno di nascita delle biotecnologie.

Pat Mooney, fondatore dell’Etc Group fa notare che, secondo uno studio della Fao, negli anni 70, c’erano 7000 compagnie sementiere e nessuna superava l’1% del mercato mondiale. Oggi, le prime 3 compagnie detengono il 53% del mercato dei semi , le prime 10 il 76% e tra queste, 6 coprono il 75% del mercato mondiale dei pesticidi». (Da AgroNotizie)


Assistiamo a balzelli di cifre, percentuali, attacchi degli uni, difese di altri.
Noi siamo in mezzo come ad Wimbledon., osserviamo palline rimbalzi, ma possiamo anche dire la nostra ovviamente.

Desideri ? uno fra tanti :Circolarita’ dei sistemi produttivi.
Obiettivo indispensabile per l’agricoltura automatizzata, informatizzata del futuro., ma anche una agricoltura semplice, biologica gestita da piccole medie aziende che rispettano il terreno.
E cosa rispondiamo all’imperversare della chimica definita “pulita”, che vuole garantire il cibo, a chi non raggiunge il minimo energetico necessario ? da un lato rispondiamo che, una buona politica agraria senza monopoli, senza sementi brevettate, dovra’ prendere sempre piu’ spazio, soprattutto con la disponibilita’ di popolazione sensibile, accorta, attenta al voler consegnare alle generazioni future un ambiente non compromesso !
….sara’ una speranza inutile? Crediamoci ! Sicuramente un buon digiuno periodico- purificatore potra ‘ garantirci un poco di disintossicazione !

Mauro Mariotto
Polis Mantova

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