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Quale scuola?

70 anni della Costituzione Italiana – distribuzione del testo della Costituzione alle scuole di ogni ordine e grado, mentre
a Cerese, il 2 giugno per l’occasione del 72 anniversario della repubblica, l’amministrazione di Borgo – Virgilio ha offerto ai neo 18 enni una copia della Costituzione. Opportunità di leggerla, dato che il loro iter scolastico non ne ha previsto l’approfondimento.
Le origini nella scuola:
Il Governo Moro la introdusse nel 1958,
Anche se solo 2 ore al mese
Per le Medie- superiori
Nel 79 venne relegata solo alla terza media.
Nell’85 venne abbinata a “storia e geografia
Resistette sino al 95
Mentre dal 1996 al 1998 spari’ dalla didattica.
Nel corso del 1998 il ministro dell’istruzione Berlinguer, introdusse lo statuto degli studenti e delle studentesse.
linee guida importanti, per riporre attenzione alle regole generali che una scuola moderna deve gestire.
Questi i punti evidenziati:
1) “. .la scuola è una comunità di dialogo, di ricerca e di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della pesona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e con i principi generali dell’ordinamento italiano.

2) La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:
a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;

3) La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.

La Moratti nel 2003 cambio’ il titolo in «Educazione alla convivenza civile» nella scuola primaria.

La sistemazione attuale fu voluta dal ministro Gelmini, che con la legge 169 del 2008 tentò la sintesi tra il termine internazionalmente accreditato di «Cittadinanza» e i documenti del fondamento istitutivo della Repubblica italiana.
E da quel momento sulla Costituzione calo’ il sipario.

Nonostante la scuola italiana galleggi, e’ emerso da indagini statistiche di istituto euopeo, IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) che la popolazione scolastica, ha una buona Conoscenza delle regole e norme delle società democratiche e dichiarano un discreto livello di partecipazione sociale e politica attiva, con un coefficiente superiore alla media dei 23 paesi valutati: da 500 a 523.

Conclude che i ragazzini di 3 media posseggono le conoscenze di base: il 99% degli studenti raggiunge il livello minimo di competenza.
Oggi pur non essendo una materia (o «disciplina», in gergo ministeriale), con un quadro orario definito, ma «una sorta di filo rosso che attraversa le discipline, un insegnamento rimesso a docenti di area letterario-umanistica», possiamo pensare che possa avvenire la crescita di attenzione. Altre indagini statistiche ci offrono un quadro un poco desolante: quasi i due terzi dei diplomati (61,9%) hanno ammesso di aver affrontato il tema della carta Costituzionale in modo superficiale in classe o di non averlo affrontato per nulla;( indagine svolta nel 2016 dall’Associazione Treellle su un campione di 800 giovani fra i 19 e i 23) anni.
Ma la novita’ ( che si auspica il nuovo ministro all’istruzione confermi o modifichi in crescente positivita’), dall’anno scolastico 2018/2019, saranno finalmente definiti i contenuti di un insegnamento, “Cittadinanza e Costituzione”, attualmente previsto nell’ordinamento scolastico ma privo di indicazioni e dunque trascurato dai docenti. Avremo cittadini italiani ed europei pienamente consapevoli.? Servono anche insegnanti capaci di farla vivere…..

Mauro Mariotto
Polis Mantova

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