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Matita&Tastiera, Marcaria: L’Impronta sulla Terra

L’impronta ecologica !
Ovvero il segno lasciato dall’uomo, con le sue azioni dirette ed indirette, sul territorio, sul paesaggio, nell’ambiente naturale ed antropizzato. Consideriamo il consumo di suolo, l’assenza di rigenerazione facilitata, prevista per recuperare l’equilibrio difficile,  ma necessario fra cemento e natura.
Esistono metodologie per calcolare la compensazione: Il Ministero dell’ambiente ne è al corrente, spronato già dalla fine  degli anni  “90 dalle  iniziative del WWF, di legambiente.
Di fatto,

inutilizzate se non per report informativi.

 


In regione Lombardia,  non rientra quale  parametro diretto nella stesura di piani Paesistici, e non imposto  nella redazione dei piani di governo del territorio comunali. (La Regione Lombardia prevede il blocco totale del consumo di suolo entro il 2050).

Ricordiamoci,  dell’Impronta Ecologica che lasciamo sul pianeta,  nello spostarci in bicicletta, anziché in auto, mangiar frutta e verdura  locale,  anziché importata, non lasciare la luce accesa inutilmente, regolare il riscaldamento di casa verso temperature ottimali per l’ambiente.

In che modo il contenimento energetico? Per esempio il coprirsi in camera da letto,  con il riscaldamento spento.
Sono scelte di vita,  che inducono a correggere abitudini del nostro vivere quotidiano.

L’impronta degli italiani è 3,8 ha/ persona mentre quella consentita dal Pianeta è di 1,1 ha/ab.
Abbiamo necessità che superano il triplo delle capacità della terra.

Come agire  per Il Domani ?

 

Il 22 aprile  è la festa della Terra
Cosa possiamo fare?
Produrre meno rifiuti.
Nelle grandi città si trovano negozi a plastica zero, rosticcerie che accettano il contenitore portato dal cliente.
Dentifricio in pastiglie, cotolette vegetariane non avvolte in plastica, bottiglie dell’acqua con vuoto a rendere,  ed ancora,  detersivi naturali e dispenser ricaricabili.
Ma altrove, nei piccoli centri ? è una impresa per ora impossibile!
A meno che si entri nell’ottica dell’azione sostenibile rimboccandoci le maniche.

Nelle scuole cosa si fa?
Gli insegnanti, i direttori, i dirigenti scolastici, sono attivi sul fronte ecologico- etico-sociale? O sono più impegnati,  a far tornare i conti per la carta igienica razionata, o per la mensa scolastica al minimo sindacale,  priva di qualità ?
In ogni caso gli studenti dovrebbero essere sollecitati……..Da chi?


Dai genitori,  certamente!
dalle istituzioni ? Quando mai..
Dai quotidiani?  Ma chi li legge..
Pazienza…
Però  pare che i giovani dello “ sciopero del Venerdì” si stiano muovendo, ma non sono gli unici, anche il progetto ha attivato  azioni parallele.
Unica speranza in questo futuro per ora,  poco sostenibile.

libro consigliato: Miti d’oggi- Roland Barthes

Mauro Mariotto

Blogger Marcaria MN

 

La buona comunicazione:
è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano e seguono le linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore).
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