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Cronaca

trasporti- Ferrovie minori

LE IRE FUNESTE…. Prendo spunto dall’iliade


Anche se non e’ attiva Rabbia incontenibile, devastante, che potrebbe giungere al cospetto di persone, esseri umani, che da pendolari intraprendono il quotidiano viaggio con un mezzo datato, ma se si volesse, potrebbe funzionare al meglio.

Mi riferisco alla fatidica linea Brescia-Parma gestita dalla trenord, utilizzante il locomotore diesel ALn 668.

La linea ferroviaria fu finanziata dalla legge del 29 luglio 1879, n. 5002, come Parma-Brescia-Iseo, e parrebbe rimasta intatta l’idea di incrementare il turismo utilizzando i mezzi pubblici, mentre  come qualita’ del servizio….c’è da individuare cosa possa essere considerato positivo..in quanto  funzionalita’ dei mezzi e delle tecnologie.. versano in uno stato pietoso.

Ormai i quotidiani locali hanno avuto occasione da tempo di porre attenzione ai problemi che questa linea assorbe.

La Brescia –parma soprattutto. La cugina verso Cremona non e’ da meno per disagi treni soppressi, carrozze poco pulite ( questo anche ovviamente ai viaggiatori poco rispettosi della altrui necessita’ di poter viaggiare in ambiente decente).

Ma per questo ci vorra’ tempo ed il ripristino nelle scuole della materia “ educazione civica” ormai passata nel dimenticatoio.

Per motivi di spazio o di sicurezza i cestini sono inesistenti, ma si ritrovano tappeti non erbosi nelle banchine adiacenti i binari di mozziconi di sigarette cartacce lattine…. Insomma oltre ad avere stazioni in stato di abbandono o chiuse ( ormai le biglietterie sparite e gli obliteratori, inesistenti o guasti) esiste oltre alla scarsa coscienza dei alcuni viaggiatori, un livello di qualita’ del trasporto molto, assai ridotto ai minimi termini.

Le novelle che riferiscono di scene in cui si passa dal ritardo di 15’ ai 30’ ed alla soppressione sono ormai all’ordine  quotidiano.

Quindi che pensare?

Nulla !

riprendere il percorso quotidiano che da casa guida al lavoro.

Per il resto, dai gestori, pare tutto vada al meglio.

Pazienza.

Poi dimenticavo, se l’intrepido viaggiatore volesse utilizzare la linea quale ponte, quale tappa di avvicinamento per spostamenti piu’ lunghi, verso bologna o la costa romagnola….assolutamente da evitare, come le gite verso Parma o Brescia per cittadini delle contrapposte citta’.

Si rischierebbe di dover tornare a casa dopo mezzo viaggio. ( famosa fu la gita di Pasqua di coniugi che dovettero tornare a Brescia  in quanto la linea venne ritenuta impercorribile dopo Piadena).

Grazie

mariotto mariotto

polis Mantova


 

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