Territorio
Coordinate 37°17′N 15°00′ECoordinate37°17′N 15°00′E (Mappa)
Altitudine 53 m s.l.m.
Superficie 216,78 km²
Abitanti 24 183[1] (30-6-2014)
Densità 111,56 ab./km²
Comuni confinanti Belpasso (CT), Carlentini(SR), Francofonte (SR), Militello in Val di Catania(CT), Palagonia (CT), Ramacca (CT), Scordia(CT), Catania (CT)

Lentini è un comune siciliano che si trova nella provincia di Siracusa, nella Sicilia sud orientale, alle pendici dei Monti Iblei. Venne fondata nell’VIII secolo a. C. dai greci che la chiamarono Leontinoi.
Prima dell’arrivo dei greci.

I primi abitanti furono i Lestrigoni, una popolazione simile a quella dei Cicipli, che abitavano l’Etna.
Il capo di questo popolo era Antifate, di grande spessore e valore. Omero descrive i Lestrigoni come una popolazione di giganti evoluta e dedita alla pastorizia. Nei secoli successivi i Lestrigoni, evolvendosi, diventarono Sicani, nome che deriva dall’eroe Sicano, ed oltre alla pastorizia si dedicarono anche all’agricoltura, in particolare alla coltura delle biade.

Nel VIII secolo a. C. arrivarono i greci che inizialmente convissero con le popolazioni indigene ma ben presto li cacciarono costringendoli ad insediarsi sulle circostanti montagne fino ad assorbirli definitivamente. L’agricoltura fu l’attività economica prevalente e la città ebbe un grande sviluppo, economico, demografico e geografico.
Questo sviluppo rese Lentini molto appetibile che ben presto fu attaccata. Nel 494 a. C. fu occupata da Ippocrate di Gela, nel 476 a. C., Gerone, Signore di Siracusa, che vi deportò gli abitanti di Nasso e di Catania dopo averli scacciati dalla loro città. Lentini era circondata da nemici e per questo motivo chiese l’aiuto di Atene con la quale si alleò intorno alla metà del V secolo a. C. soprattutto contro Siracusa che aveva mire espansionistiche sulla città. Le guerre contro Siracusa furono numerose e si conclusero solo con il congresso di Gela del 424 a. C. durante il quale si stabilì l’indipendenza delle varie città, l’estromissione di Atene dalla Sicilia e la supremazia di Siracusa.

Solo con la sconfitta di Siracusa nella guerra contro i Cartaginesi Lentini tornerà ad avere l’autonomia (406 a. C.).

Diverse le vicende che vedono Lentini sempre sotto il potere siracusano e nel 214 a. C. la città soccombe al potere romano e perse definitivamente la sua autonomia.

Nel 847 i Musulmani assediarono Lentini e durante il loro dominio la città visse un periodo molto tranquillo. Piccolo borgo agricolo dove gli abitanti godevano di un certo benessere e che, grazie alle sue fortificazioni, diventò punto strategico. Dopo i musulmani fu la volta dei Normanni sotto il dominio dei quali Lentini fu inclusa nello Strategato di Messina.

Nel 1223 Lentini fu scelta come sede per le riunioni del Primo Parlamento Siciliano.

Ma nel frattempo i lentinesi si ribellarono contro Messina che seda la rivolta e mette la città sotto controllo militare. Nel 1250, morto Federico II, il Papa intervenne nelle vicende siciliane e durante questo dominio Lentini, come altre città siciliane, si proclamò comune dichiarando la propria autonomia nei confronti degli Svevi (1254). Ma anche questa volta la libertà durò poco e dopo una serie di avvenimenti tornarono gli Svevi. Gli Svevi questa volta ebbero breve permanenza e, dopo la battaglia di Sciacca, Lentini passò in mano ai francesi.

Durante il periodo francese Lentini venne attraversata da un periodo di carestia ma riuscì comunque a ribellarsi e il 5 aprile 1282 insorge e si riprende la sua libertà. Dopo gli Angioini fu la volta degli Aragonesi.

Cosa vedere a Lentini

Chiesa S. Alfio di Lentini SR

Una lunga e tortuosa storia che ha lasciato i segni del suo passaggio.
Sono tantissimi i posti da visitare, a partire dagli edifici religiosi: la Chiesa madre Santa Maria la Cava e Sant’Alfio, chiesa in stile barocco costruita nel 1693, tre navate e una facciata settecentesca a tre ordini con porta centrale in legno sulla quale sono riportati i simboli della passione dei santi Alfio, Filadelfo e Cirino. All’interno molto interessanti l’icona bizantina della Madonna Odigitria, del XII secolo, il fercolo in argento di Sant’Alfio del XIX secolo e tre arcosoli paleocristiani, sepolcri dei martiri Alfio, Filadelfo e Cirino; tele del XVII e XVIII secolo e nella sagrestia si trova un armadio ligneo intarsiato; la Chiesa Santissima Trinità e San Marziano costruita sulle rovine del cinquecentesco palazzo La Palumba. All’interno il pavimento è in ceramica di Caltagirone del XVIII sec., gli affreschi della volta di Sebastiano Lo Monaco ed il tabernacolo dell’altare maggiore in lapislazzuli; la Chiesa della Fontanadel 1808 costruita sopra un pozzo in cui, secondo la leggenda, fu gettata la lingua del martire sant’Alfio; Chiesa dell’Immacolata costruita nel XVIII secolo con all’interno un leone crinito di epoca romanica, un Cristo alla colonna e la lapide sepolcrale della regina Maria del 1402; Chiesa di San Luca edificata nel XVIII secolo, all’interno della quale si trova una Crocefissione della scuola del Tintoretto, un San Francesco orante di scuola del Bassano, la Nascita della Vergine del Gramignani del 1760.

Castellaccio di Lentini

Nei pressi di questa chiesa vi sono i ruderi del Castellaccio, fatto costruire da Federico II, l’oratorio ipogeico di Santa Lucia con affreschi del XIV secolo, le Grotte del Crocefisso con affreschi creati dal XII al XVII secolo ed i resti dell’ex parrocchia di San Pietro del XVI secolo. Ancora da visitare: la Chiesa di San Francesco da Paola costruita nel XVIII secolo, di architettura settecentesca, conserva un antico e raro organo a mantice alla sommità di una scala ed opere raccolte da chiese distrutte dal terremoto del 1693.
La Chiesa di Cristo Re, è la più recente fra le chiese di Lentini.
La Chiesa di Sant’Antonio.
La Chiesa ex cattedrale.
La Chiesa di San Giovanni dei Bagni.
La Chiesa del Carmine.
La Chiesa di San Giuseppe.
La Chiesa di Gesù e Maria (Santa Lucia).
La Chiesa della Grotta dei Tre Santi.
La Chiesa di Santa Maria degli Archi e la Chiesa di San Giovanni della Commenda di Malta.

Quartieri Storici di Lentini

Inoltre a Lentini esistono ben 46 quartieri storici molto caratteristici (Badduzza, Badia, Bedda Matri a Catina, Biviratura, Buffetti, Cacciri, Calata ‘e Signureddu, Campana, Cuddaria, Gghianata a’ Matri Ddiu, Ghianata de Pupazzi, Gghianata do Canonicu Finucchiaru, Gghianata do Spitali vecchiu, Lavatoriu, Machina o Ghiacciu, Maronna o Casteddu, Ortu ‘aranci, Ponti, Potta iaci, Purrazzitu, Puttazza, Quattarari, Quatteri cinisi, Roggiu, Rua ranni, San Cristofuru, San Giulianu, San Giuvanni e San Paulu). Da non perdere nella nostra camminata indietro nella storia di Lentini è il Museo che illustra tutta la storia della città e del suo territorio dalla preistoria fino al medioevo.

L’ordinamento dei resti è sia cronologico che topografico, dalla preistoria si passa al periodo greco, a quello romano, bizantino, arabo e medievale. Parte della collezione di questo Museo proviene dall’antico museo civico inglobato in quello attuale.

Di certo non mancano i posti da visitare e le curiosità da conoscere riguardo questo paese. L’accoglienza è targata Sicilia e non mancano i posti dove poter gustare dell’ottimo cibo siciliano.

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Anna Catania
Ciao mi chiamo Anna e ti do il benvenuto nel mio blog. Sono una casalinga che nel tempo libero scrive ma fa anche tante altre cose. Scrivere era l’ultima cosa che avrei pensato di fare e invece eccomi qui a gestire un blog. Mi è stato proposto di scrivere nel 2016 e ho accettato anche se non ne ero molto entusiasta. Invece articolo dopo articolo e con qualche incoraggiamento da parte di alcuni amici che ringrazio, mi sono resa conto che questo mi dava la possibilità di esprimermi e parlare a migliaia di persone in un modo che a voce è difficile fare. Nello stesso tempo per quello che mi è possibile, faccio un po’ di informazione. Sono una persona che non sopporta le ingiustizie e se vedo qualcosa che non va difficilmente riesco a far finta di nulla. Amo la natura e tutto ciò che essa ci dona, amo sempre più i vecchi rimedi della nonna e a volte ne parlo negli articoli che scrivo, se questo può giovare o far stare bene qualcuno ecco che il tempo che dedico alla scrittura non è stato vano. Spero di esserti stata in qualche modo utile e ti ringrazio per avermi letta. Anna Catania