Cronaca Politica

Il 24 luglio si saprà se si apre, o no, la crisi di governo. Prima parla Conte, poi Salvini. Guerra sulle Autonomie

Il prossimo 24 luglio sarà un mercoledì da leoni per la politica italiana: sta per materializzarsi una scena che potrebbe avere dell’incredibile, nell’austera aula del Senato. Conte che parla, dai banchi del governo, poi si siede. Salvini che, subito dopo, prende la parola, ma dai banchi della Lega, che lo ha eletto senatore, parla a sua volta e poi si siede. Il governo e la maggioranza gialloverde potrebbero finire –
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[Il retroscena] Crisi congelata, avanti con il rimpasto di governo. Salvini vuole la testa di Trenta e Toninelli

Il ramoscello d’ulivo che Luigi Di Maio porge di buon mattino dal salotto di Agorà estate a Matteo Salvini (“Vediamoci, parliamo, andiamo avanti col programma perché abbiano tanto da fare”) si dissolve nell’arco del mattino. “Niente di personale – è la risposta intorno a mezzogiorno che il leader della Lega recapita al socio di governo - Luigi Di Maio è persona corretta e perbene, ma sono inaccettabili i 'no' e
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[Il retroscena] Russi, M5S e Conte mettono Salvini sulla graticola. Torna in agenda il voto anticipato. O il governissimo

Adesso il Capitano è ufficialmente sulla graticola. Scomoda e pericolosa. Fatta salva la buona fede e la presunzione di innocenza, o Matteo Salvini chiede scusa perché ha mentito sapendo di mentire oppure ammette di non sapere cosa facevano i suoi più stretti collaboratori. Delle due non si sa quale sia la peggiore. I sondaggi non lo puniscono, il consenso resta alto, anzi cresce di un punto percentuale, il sentiment sui
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Pd e M5S smentiscono l’ipotesi di governo “giallorosso”, ma mezzo Parlamento è pronto se Salvini apre la crisi

“Noi con quelli?! Mai!” dicono i 5Stelle di Luigi Di Maio. “Noi con quelli?! Neppure un caffè!” dice il Pd di Nicola Zingaretti. M5S e Pd negano, apertis verbis e, per una volta, vicendevolmente, di volerlo anche solo ‘sognare’ o ‘desiderare’, un governo insieme, un governo ‘giallo-rosso’. Per carità, neppure bisogna pensarlo, sarebbe lesa maestà per entrambi i partiti teoricamente interessati all’articolo ‘crisi di governo – se Salvini chiede le
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[Il commento] Salvini sotto tiro: i contatti con la Russia e l’attacco incrociato di Conte, Di Maio e Pd

Matteo Salvini – assediato dagli scandali sui rapporti con la Russia dei suoi uomini, con i 5Stelle che rialzano la testa, palazzo Chigi che lo smentisce, il Pd che rialza la testa (FI, per la verità, tace di vergogna), le elezioni che sfumano per sempre, la magistratura alle calcagna, i poteri forti sul punto di abbandonarlo, i russi imbarazzati e gli americani arrabbiati - sta per fare la stessa fine
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[L’inchiesta] Nuove mail e un testimone: “Trattammo una vendita di petrolio ma poi non se ne fece nulla”. Ma Salvini non vuole dare spiegazioni: “Solo fantasie”

La compravendita di petrolio dalla Russia è stata avviata ma non conclusa. Lo dice un testimone presente nella hall dell’hotel Metropol il 18 ottobre 2018. Ed esistono mail con cui Gianluca Savoini si accreditava come componente della delegazione di Matteo Salvini a Mosca. Altro che “non so chi sia”, “non so chi lo abbia invitato” o “non ha mai fatto parte delle nostre delegazioni”. L’argine di “non so”, ironia e
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[L’inchiesta] Fondi russi alla Lega: indagine per corruzione internazionale. E il governo torna a traballare

Adesso non si scherza più. Vodke, matrioske, pupazzi e rubli, gli unici “regali” russi secondo la versione di Matteo Salvini,  diventano fascicoli d’indagine, ipotesi di reato da brivido (corruzione internazionale e poi vediamo se finanziamento illecito ai partiti), amici e collaboratori indagati. Il tutto nelle mani di un magistrato, l’aggiunto di Milano Fabio De Pasquale che è un mago e un mastino quando si tratta di tracciare il percorso dei
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[L’inchiesta] “Emissari di Salvini per i fondi clandestini russi”. Lo scoop del sito Usa fa calare il gelo sul governo

Sessantacinque milioni di dollari, l’equivalente di uno sconto del 4 per cento di una partita di petrolio. Sarebbe questo il valore di un contributo stanziato, ma non è chiaro se sia mai arrivato, da una grossa compagnia petrolifera russa alla campagna elettorale per le Europee della Lega-Salvini premier. E’ questo il contenuto di un file audio lungo circa un’ora e mezzo registrato il 18 ottobre all’hotel Metropol di Mosca mentre
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[Il retroscena] Accuse di sessismo a Salvini e marcia indietro M5s sul decreto sicurezza: il solito ottovolante gialloverde

L’ultima frecciata di giornata è stata diretta al leghista Massimo Bitonci e all’ipotesi di una pace fiscale 2.0, l’ennesimo condono. “Non se ne parla proprio – la replica secca di fonti del Movimento - con noi non passerà più alcun tipo di condono. Piuttosto avanti tutta con il carcere per gli evasori”. La prima frecciata di giornata era stata un’intervista al sottosegretario alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora, quota 5 Stelle,
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Caso migranti e Libia. Il Pd è una Babele di lingue, dove tutti sono contro tutti. In controluce, gli assetti interni

Renzi scrive a Repubblica per attaccare Minniti e Gentiloni, sia sul caso migranti e sul caos Libia che sullo ius soli, legge che era pronti ma ‘qualcuno’ (leggasi: Gentiloni) non ha “avuto il coraggio” di portare a casa. Gentiloni scrive a Repubblica per dire che la colpa di tutto è “di Salvini”. Pure Minniti scrive, ovviamente a Repubblica, per rispondere duro agli attacchi di Renzi e rivendicare la sua, di