Si fa presto a dire Grande Slam. A dirlo due volte. Lo sa bene l’australiano Rod Laver che è l’unico ad aver compito la formidabile impresa di conquistare i Campionati d’Australia, di Francia, di Wimbledon e degli Stati Uniti nello stesso anno solare in due diverse riprese, la prima nel 1962 e la seconda nel 1969.

Una doppietta resa ancora più difficile dal tempo intercorso (7 anni nella carriera di un tennista non sono una bezzecola) e dal fatto che nel 1962 (quando lui aveva 24 anni) si parlava di un tennis per dilettanti mentre nel 1969 (con lui 31enne) eravamo già entrati nell’Era Open, quella in cui dilettanti e professionisti giocano insieme. Il tutto per dire che quelli che oggi viviamo come fatti consolidati, percepiamo quasi come scontati una volta scritti nella storia, si concretizzarono passo dopo passo e con molti… brividi.

Per esempio: il 2 giugno del 1962 Laver piazzò la sua seconda pietra miliare sul cammino che lo avrebbe portato a realizzare il primo dei suoi Slam. In precedenza, il 15 gennaio di quell’anno aveva fatto centro a Sydney, nella finale dei Campionati internazionali d’Australia (che allora si disputavano sull’erba del White City Stadium), battendo in finale il connazionale Roy Emerson con il punteggio di 8-6 0-6 6-4 6-4.

Lo stesso Roy Emerson tornò a essere il suo avversario anche nella finale del Roland Garros il 2 giugno.

Le cose a Parigi non si stavano mettendo nel verso giusto: Emerson si aggiudicò i primi due set 6-3 6-2 e, dopo aver perso il terzo 6-3, partì in vantaggio 3-0 nel quarto. Il match pareva compromesso ma fu proprio in quel momento che Laver costruì il suo Slam e la sua leggenda. Strappò due volte il servizio al compagno di squadra in Coppa Davis e portò a casa il parziale 9-7, dopo una lunga battaglia. L’agenzia United Press racconta che gli ultimi tre set furono di un livello altissimo e in particolare il quarto e il quinto entusiasmarono i 3.500 spettatori del Roland Garros che vennero spinti più di una volta alla “standing ovation”. Il punteggio finale fu 3-6 2-6 6-3 9-7 6-2.

Laver completò l’opera in quel 1962 battendo nella finale di Wimbledon un altro australiano, Martin Mulligan (6-2 6-2 6-1) e in quella di New York ancora una volta Roy Emerson (6-2 6-4 5-7 6-4).

Il brivido di quel suo primo Grande Slam è corso dunque soprattutto a Parigi e non solo il 2 giugno: prima di dover disperatamente rimontare Emerson in finale, Laver aveva dovuto salvare un match point nei “quarti” contro Mulligan (6-4 3-6 2-6 10-8 6-2) e disputare una durissima semifinale contro un altro australiano, Neale Fraser che venne sospesa per l’oscurità sul 2-2 al quinto set (3-6 6-3 6-2 3-6 7-5).

http://sport.tiscali.it/altrisport/tennis/articoli/2-giugno-brividi-primo-slam/

Fabrizio Bassanesi
Nato nel maggio 1972 (Toro ascendente Leone) rivela subito doti di ribelle "a modo suo". Diplomatosi ragioniere, intraprende subito la carriera di venditore che non ha mai lasciato. Dal 2007 si occupa di formazione ad aziende e persone.
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