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Immunoterapia: cellule rese “fameliche” per aggredire i tumori

La ricerca ha permesso di compiere un altro grande passo in avanti nella lotta contro i tumori.
Un team di ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università americana della Pennsylvania, coordinato da Gregory Beatty, ha infatti scoperto come rendere “fameliche” le cellule immunitarie quando impegnate a fronteggiare le unità biologiche tumorali. La scoperta potrebbe rivoluzionare le terapie mediche attualmente impiegate contro il cancro, rafforzando l’efficacia delle ricerche di James P. Allison e Tasuku Honjo, premiati con il Premio Nobel per la Medicina 2018, per aver individuato i principi sui quali si basa l’immunoterapia.
I due esperti hanno infatti scovato il meccanismo attraverso il quale le cellule del sistema immunitario attaccano le unità biologiche tumorali.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Immunology, i ricercatori dell’Università della Pennsylvania si sono focalizzati su delle specifiche cellule immunitarie, i macrofagi, i cosiddetti ‘poliziotti’ dell’organismo.
Nello specifico hanno analizzato il meccanismo attraverso il quale le cellule tumorali, per non essere distrutte dai macrofagi, emettono un segnale che costringe i ‘poliziotti’ in uno stato di torpore.
Alterando il metabolismo di queste specifiche cellule immunitarie, sono così riusciti ad arrestare il segnale diffuso dalle neoplasie, trovando anche il modo di incrementare l’attivazione dei macrofagi.
“Prima di entrare in azione, i macrofagi devono essere attivati. Questo spiega come mai i tumori solidi resistano al trattamento basato solo sull’uso di inibitori antitumorali”, spiega Gregory Beatty, coordinatore dello studio.

Neutralizzato il ‘mantello dell’invisibilità’ delle neoplasie

A un team di ricercatori dell’Università della California a San Francisco, coordinato da Davide Ruggero, si deve un’altra importante scoperta utile nella lotta contro i tumori. Sono infatti riusciti a neutralizzare il ‘mantello dell’invisibilità’ del cancro, quella sorta di travestimento molecolare che impedisce al sistema immunitario di scovare le cellule tumorali.
“Abbiamo capito come le cellule dei tumori producono proteine importanti per la loro crescita. Una di queste è la proteina PD-L1 che rende le cellule cancerogene invisibili dall’attacco del sistema immunitario” spiega Ruggero, coordinatore della ricerca.
Sono così riusciti a sviluppare un composto in grado di “bloccare la produzione di queste proteine del cancro”. 

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Fabrizio Bassanesi
Nato nel maggio 1972 (Toro ascendente Leone) rivela subito doti di ribelle "a modo suo". Diplomatosi ragioniere, intraprende subito la carriera di venditore che non ha mai lasciato. Dal 2007 si occupa di formazione ad aziende e persone.
http://amicoganoderma.net/

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