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Cronaca Politica

Calabria, non passa la doppia preferenza di genere. Lo sconcerto di Flora Sculco: «Questa è una pagina buia»

Nemmeno la protesta – eclatante – che ha portato la Prefettura a convocare una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha smosso la politica calabrese: nell’aula del Consiglio Regionale, viene affossata la proposta di legge sulla doppia preferenza di genere, rimandata praticamente da inizio legislatura. Quella del 15 aprile era la data dell’ennesimo rinvio, quello che, a detta di tutti, doveva essere decisivo per l’approvazione della legge.

I ritardi della politica

Nelle ore antecedenti alla seduta, sulle scale di Palazzo Campanella era andata in scena anche la provocazione/protesta: un’azione dimostrativa portata avanti da un paio di giovani che a volto coperto hanno depositato un manichino di donna senza testa sulle scale della sede dell’assise regionale, a Reggio Calabria, gettando poi della vernice rosso sangue accanto allo stesso. Poche ore dopo, il coordinamento delle FEM.IN Cosentine in lotta “rivendica” l’azione, contro i ritardi della politica: “Questa è la violenza di genere perpetrata dalle istituzioni, la stessa violenza che ci incatena e ci uccide. Per questo motivo oggi abbiamo deciso di lasciare un chiaro segno della nostra rabbia davanti alla sede del Consiglio Regionale. Sul manichino, simbolo di ogni donna, grava il peso della politica misogina che caratterizza le nostre istituzioni e della violenza istituzionale che porta a ridurre i temi di genere a mera campagna elettorale. Noi donne pretendiamo che si discuta seriamente e aldilà di giochetti politici e conflitti strumentali delle questioni di genere che affliggono la nostra regione”.

Le scene trash

Quella sulle scale del palazzo istituzionale, però, non sarà la scena più trash.  Era stata la consigliera Flora Sculco, unica donna in consiglio regionale, a presentare la proposta. Già diverse volte, l’Aula era stata chiamata a discutere del provvedimento, ma a volte per questioni di calendarizzazione, altre con il pretesto di studiare meglio il testo, la votazione era stata sempre rimandata. Stavolta il voto arriverà, ma, dopo oltre quattro anni di rinvii, andrà in scena lo psicodramma della politica calabrese. Serviva la maggioranza assoluta dei voti per approvare la norma: 16 voti. La maggioranza di centrosinistra del governatore Mario Oliverio si ferma a 15. Un solo voto contrario, quello del consigliere Orlandino Greco (eletto nella lista del presidente…), ma ben 13 astenuti: così, infatti, la minoranza di centrodestra si è smarcata dalle responsabilità lasciando il centrosinistra col cerino in mano: “Una proposta di sinistra che si voleva imporre a colpi di maggioranza” la spiegazione dei consiglieri di centrodestra. “Oggi si sta scrivendo una pagina negativa per il Consiglio regionale, perché si rappresenta la Calabria per quello che non è, ovvero una regione arretrata, non al passo con i cambiamenti che a livello nazionale ed europeo sono già in atto” ha replicato Oliverio. “E’ una pagina buia per la Calabria e il regionalismo regionale, vi siete nascosti dietro un’astensione, quando potevate votare a favore” ha detto proprio Flora Sculco.

Il teatrino dell’Aula

Nel teatrino dell’Aula, con i consiglieri che si accusavano l’uno contro l’altro (anche all’interno del medesimo schieramento), le associazioni di femministe, che attendevano la giornata di ieri, hanno più volte rumoreggiato, fino alla delusione finale. Sul punto è intervenuta anche l’ex presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, oggi esponente di LeU: “Considero molto grave la decisione del Consiglio regionale della Calabria, che ha bocciato la legge che introduce la doppia preferenza di genere. Una norma presente in quasi tutte le leggi elettorali regionali, oltre che in quella nazionale e in quella per il Parlamento europeo. Una norma che dovrebbe essere condivisa da tutte le forze politiche, perché è antidiscriminatoria e consente di promuovere la rappresentanza femminile nelle Istituzioni, e quindi di realizzare una democrazia veramente paritaria. Mi auguro che il Consiglio regionale torni sui suoi passi e ribalti una decisione che non fa onore a una regione importante come la Calabria”.

E se il centrosinistra, per smacchiare la coscienza dalle proprie colpe, annuncia una grande mobilitazione popolare, la seduta si chiude nella maniera più (in)degna: l’abbandono dell’aula e lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale.

http://notizie.tiscali.it/politica/articoli/calabria-non-passa-doppia-preferenza/

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Fabrizio Bassanesi
Nato nel maggio 1972 (Toro ascendente Leone) rivela subito doti di ribelle "a modo suo". Diplomatosi ragioniere, intraprende subito la carriera di venditore che non ha mai lasciato. Dal 2007 si occupa di formazione ad aziende e persone.
http://amicoganoderma.net/

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