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World Bird Migratory Day, in difesa degli uccelli migratori

Si rinnova la campagna annuale di sensibilizzazione sulla necessità di tutelare le centinaia di specie avifaunistiche che migrano ed i loro habitat, per evidenziare le minacce affrontate e l’importanza ecologica della presenza dei volatili che seguono lunghe rotte continentali.

È l’obiettivo della Giornata mondiale degli uccelli migratori, istituita nel 2006 dall’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, che si celebra ogni anno il secondo sabato del mese di maggio e ad ottobre, ovvero nei periodi in cui gli uccelli migratori si spostano lungo ampi territori, in un senso e successivamente in quello opposto, sfruttando le differenze climatiche, termiche ed ambientali per garantirsi le migliori condizioni di sopravvivenza e riproduttive.

L’iniziativa si è resa possibile grazie alla Convenzione sulle specie migratorie (CMS), l’

Accordo africano-eurasiatico per gli uccelli acquatici (AEWA) e l’Ambiente per le Americhe (EFTA), che hanno unito le forze per accrescere il riconoscimento e l’apprezzamento a livello mondiale degli uccelli migratori. Per raggiungere l’obiettivo, ogni anno, a livello planetario, si attivano e si organizzano eventi pubblici dedicati, programmi educativi, mostre ed escursioni per osservare dal vivo lo spettacolo dei migranti con le ali, mettendo in evidenza le insidie e le criticità dovute ai cambiamenti climatici, allo stravolgimento degli ambienti naturali, alla crescente e disordinata urbanizzazione, che finiscono per modificare i punti strategici riconosciuti dagli uccelli come tappe familiari nei loro consueti percorsi migratori, disorientandoli e disperdendoli.

Il tema dell’edizione 2019 del World Bird Migratory Day è “Protect Birds: Be the Solution to Plastic Pollution!”, che vuole mettere in luce l’impatto antropico dell’inquinamento da materiali plastici sugli uccelli migratori e sulle aree da loro sorvolate, in particolare quelle caratterizzate da specchi acquei, zone umide e marine.

In Italia, l’allarme è stato lanciato da varie organizzazioni ambientaliste, a partire dalla Lipu, in base ai rilevamenti effettuati da ricercatori e operatori nei vari spot di osservazione. Come nell’isola di San Pietro, a Carloforte, dove da decenni è attiva l’unica Oasi Lipu presente in Sardegna, nata per difendere dai bracconieri e cacciatori di nidi una specie migrante poco diffusa ma assai gagliarda ed iconica, come il falco della regina (Falco eleonorae, foto in alto).

Questo rapace, nella tarda primavera, dal Madagascar affronta un’epica migrazione per tutto il continente africano fino alle coste insulari e continentali del Mediterraneo per riprodursi. Alle porte dell’autunno, una volta svolto il compito, con i nuovi nati affronta il viaggio di ritorno, sfidando innumerevoli ostacoli ed insidie lungo il tragitto. Soprattutto negli ultimi lustri, queste problematiche si riscontrano sempre più nei luoghi di nidificazione, dove convivono svariate specie di uccelli, che devono fare i conti con gli effetti nefasti delle attività umane, tra cui l’abbandono di rifiuti di vario tipo e dimensioni.

“Purtroppo, sempre più spesso abbiamo riscontrato corpi estranei, per la maggior parte plastica, all’interno degli stomaci di uccelli morti come i gabbiani. E le microplastiche rischiano di finire anche all’interno dei nuovi nati, essendo spesso i nidi costruiti dagli  adulti utilizzando ogni genere di rifiuto abbandonato dall’uomo nell’ambiente terrestre o marino”, ha spiegato Luciano Durante, responsabile dell’Oasi Lipu carlofortina.

Il problema è di vasta portata e non riguarda solo l’ingestione di ciò che viene erroneamente considerato cibo, che può portare al decesso con tempi e modalità diverse. Molti esemplari di uccelli migratori, nei corso di spostamenti lunghi migliaia di chilometri, incontrano manufatti costruiti dall’uomo, tra cui attrezzi da pesca, buste, fili ed oggetti vari, comprese le trappole poste dai cacciatori di frodo, che alimentano un mercato nero ed illegale, purtroppo a tutt’oggi presente e difficile da estirpare, nonostante gli sforzi compiuti da volontari e forze dell’ordine. Queste barriere della morte, fungono da improvvise ed inattese trappole mortali per i malcapitati volatili, spezzando l’ancestrale ciclo vitale di specie che costituiscono una componente fondamentale negli equilibri ecologici di vaste regioni del Pianeta.

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2019/05/10/news/world_bird_migratory_day_giornata_mondiale_degli_uccelli_migratori-4404099/?rss

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Redazione BlogCQ24
Articolo della Redazione BlogCQ24

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