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Venduto all’asta il casuario che ha ucciso il suo proprietario

Chi non desidera un enorme uccello assassino come animaletto da compagnia? Il vostro sogno avrebbe potuto realizzarsi sabato scorso, 27 aprile, quando un casuario che ha di recente ucciso a unghiate il suo proprietario è stato messo all’asta, insieme alla sua compagna e a un centinaio di altri animali esotici.

L’uomo, Marvin Hajos, allevava gli animali nella sua tenuta in Florida nei pressi di Alachua, dove gli zoo e gli allevamenti privati di animali esotici sono piuttosto comuni: secondo la legge della Florida non è necessario alcun permesso o addestramento per allevare quello che viene descritto come “l’uccello più pericoloso del mondo”, mentre è necessario un permesso per il suo solo possesso.

Secondo le autorità di polizia della contea di Alachua, Hajos, 75 anni, era entrato nella gabbia per recuperare un uovo deposto dalla coppia di casuari. E’ probabile che sia stato il maschio ad attaccare: anche se le femmine sono leggermente più grandi, sono i maschi gli unici responsabili della cova, della protezione e dello svezzamento dei pulcini, e sono di cattivo carattere.

I

casuari australiani (Casuasius casuarius) sono parenti degli emù e degli struzzi e dopo questi sono il secondo uccello più pesante del pianeta: possono arrivare a 1,80 metri di altezza e pesano in media 44 chili. Sebbene siano tendenzialmente frugivori, sono anzi uno dei principali dispersori di semi delle foreste australiane e della Nuova Guinea, ed evitino, se possono, gli esseri umani, questi enormi uccelli che ricordano i loro antenati dinosauri, sanno bene come difendersi: hanno forti zampe con cui possono saltare anche due metri e correre a 45 km/h. Zampe munite di un artiglio dritto e lungo una decina di cm, con cui possono infliggere ferite fatali. Ed è quello che è successo a Hajos, che non è riuscito a evitare l’attacco delle formidabili zampe del casuario, e a nulla è servita la telefonata dell’uomo al 999, l’equivalente del nostro 112.

Seguendo le sue volontà, la famiglia di Hajos ha deciso di vendere tutti gli animali selvatici posseduti, incluso il casuario assassino, mettendoli all’asta. Il proprietario della casa d’aste, specializzata nella vendita di animali, era un amico dell’allevatore e ha fatto in modo di organizzare tutto in tempi brevi, tenendo al tempo stesso la stampa lontana sia dalle vendite che dagli acquirenti.

La lista di animali pubblicata dalla Gulf Coast Livestock Auction è notevole. Vi compaiono, tra gli altri due specie di lemure ritenute a rischio critico di estinzione, il vari bianconero e il vari rosso, la testuggine africana (Geochelone sulcata) e l’oca della Hawaii, entrambe vulnerabili secondo i criteri della lista rossa della International Union for Conservation of Nature (IUCN), l’amazzone nucagialla e l’amazzone capolilla, a rischio (Endangered), l’amazzone di Cuba e il parrocchetto alessandrino, quasi a rischio, e molti altri. Neanche i casuari se la passano troppo bene: il grosso della popolazione superstite di casuario australiano vive in Nuova Guinea, mentre in Australia, a causa della scomparsa dell’habitat e della pressione antropica (scontri con le automobili e predazioni da parte di cani), si stima restino in tutto circa 4000 esemplari, un numero in declino.

L’annuncio dell’asta degli animali di Marvin Hajos: Foto Facebook: Gulf Coast Livestock Auction

Molte delle specie commerciate e allevate dai facoltosi collezionisti della Florida sono iscritte in una delle appendici della convenzione CITES che regola il commercio di specie a rischio di estinzione. Purtroppo però i collezionisti privati non fanno capo ad alcun registro, per cui non è possibile controllare le nascite, gli effettivi numeri delle specie rare tenute in cattività e gli scambi. Soprattutto, diventa molto difficile controllare le importazioni illegali. La stampa australiana già si interroga sull’origine di questi due casuari, dato che il traffico illegale di specie rare dall’Australia all’America è ampiamente documentato.

La permissività delle leggi americane nei confronti della detenzione da parte di privati di specie rare e pericolose fa sì che il numero di incidenti sia molto alto. Uno dei più famosi è quello in cui Charla Nash venne attaccata dallo scimpanzè Travis, “animaletto” di famiglia dell’amica Sandra Herolds, che le distrusse completamente il viso, le strappò le mani e la rese cieca. Per non parlare dei felici proprietari di orsi, pitoni, cervi, leoni, tigri e così via, spesso massacrati davanti alla loro impotente famiglia.

Una follia non solo americana, in quanto purtroppo diffusa anche in Russia, paesi arabi, Australia e Sud Africa, e che mette molto seriamente a rischio le fragili popolazioni di animali “da collezione”, sempre più prossimi all’estinzione. Fortunatamente in Italia e in tutta Europa, invece, le leggi sulla detenzione domestica di esotici pericolosi sono molto restrittive, per il bene di tutti.

La casa d’aste ha reso noto che il casuario che ha ucciso Marvin Hajos è stato acquistato, ma l’identità del compratore e il prezzo non sono stati resi pubblici.

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2019/05/03/news/venduto_all_asta_il_casuario_che_ha_ucciso_il_suo_proprietario-4389184/?rss

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Redazione BlogCQ24
Articolo della Redazione BlogCQ24

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