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Giraffe da salvare

Le giraffe, fra tutti i grandi mammiferi africani che il veterinario Pete Morkel ha dovuto catturare nel corso della sua carriera (leoni, elefanti di foresta, rinoceronti bianchi), sono i più impegnativi.

“Agli altri animali cerchiamo di somministrare una dose di anestetico sufficiente a immobilizzarli, ma alle giraffe dobbiamo dare una bomba chimica che le metta Ko”, spiega il cinquantanovenne con la pelle segnata dal sole mentre pediniamo una giraffa femmina di due anni nella boscaglia del Niger, circa 100 chilometri a est della capitale Niamey. L’uomo indossa un cappello mimetico e un paio di vecchi boxer a quadretti viola, che ormai da diversi giorni usa come pantaloncini corti.

Morkel ha caricato il suo fucile ipodermico con una dose di etorfina, un oppioide 6.000 volte più potente della morfina. Una volta colpito l’animale, lui e il suo team avranno solo cinque minuti per raggiungerlo, bloccarlo e iniettargli nel collo un antidoto che ne impedisca la morte.

Se sarà catturata e sopravvivrà al trasferimento a 800 chilometri di distanza, la giraffa diventerà una degli otto Adamo ed Eva destinati a fondare una nuova popolazione di uno dei mammiferi selvatici più rari del mondo.

Le giraffe che inseguiamo da una settimana discendono dai circa 50 individui che alla fine degli anni Ottanta emigrarono in Niger dopo aver abbandonato il loro habitat nel vicino Mali a causa della siccità e della guerra.

Procedendo in direzione sud-sudest lungo il fiume Niger, attraversarono il Sahel, superarono Niamey e andarono a stabilirsi su un altopiano nella regione di Kouré.

Amadou Hama, un pastore fulani di 76 anni, ricorda la prima volta che ne vide una decenni fa. Era sera e lui stava badando alle sue bestie. “Ho pensato che fosse il diavolo, con quel collo lungo e le corna.

Avevo sentito parlare di altri animali pericolosi, come i leoni, ma nessuno mi aveva mai detto niente delle giraffe. Ho avuto paura”.
(Continua »)

In questa foto: una giraffa orfana si lascia abbracciare da un operatore del Sarara Camp, nel Kenya. Il cucciolo abbandonato è stato trovato da alcuni pastori samburu che hanno avvisato il Sarara, un centro specializzato nella custodia dei mammiferi orfani che poi vengono riportati nel loro habitat naturale. La giovane giraffa è tornata in natura e ora vive insieme a un gruppo. 

http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2019/10/28/foto/giraffe-4586557/1/?rss

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Redazione BlogCQ24
Articolo della Redazione BlogCQ24

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