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Ambiente: Scoccimarro, Cortina Verde occasione per politiche comuni

“La Cortina Verde è una memoria del paesaggio e culturale su cui c’è ancora molto da lavorare e qui a Gorizia, come pure a Trieste, sappiamo bene cosa ha significato essere al confine tra due mondi. Oggi quella cortina si estende fino a comprendere i Balcani, la Grecia e la Turchia e costituisce un’esperienza propedeutica a uno sviluppo coordinato delle politiche ambientali comunitarie”.

Questo il concetto espresso dall’assessore alla Difesa dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, intervenuto oggi a Gorizia all’apertura del convegno “La Cortina Verde in Italia: strategie per lo sviluppo di un patrimonio ecologico e storico” promosso dall’associazione Rete italiana Egb, che è membro della European Green Belt Association. L’ente sostiene la tutela dell’eredità ambientale lasciata lungo la cortina di ferro dopo la caduta del muro di Berlino.

La Cortina Verde include 12.500 chilometri, che vanno dal Mare di Barents, sul confine russo-norvegese, sino al Mar Nero, lungo la costa baltica e attraverso l’Europa centrale ed i Balcani, dove la natura ha occupato uno spazio che la Storia aveva congelato. “Ricordo perfettamente – ha detto l’assessore – la sensazione che provai quando nei giorni della caduta del muro di Berlino attraversai il confine ad Eisenach: passando dalla Germania ovest alla Germania est sembrava di passare da un film a colori a uno in bianco e nero, dove il concetto di ambientalismo non esisteva, c’era una grande arretratezza nell’affrontare l’impatto ecologico”.

Proprio ad Eisenach, nel 2018, è stata adottata dai partecipanti alla decima Conferenza Paneuropea sulla Cortina Verde (“European Green Belt”) la risoluzione che definisce gli obiettivi comuni per contrastare la perdita di biodiversità e promuovere le reti ecologiche. “Tra i principi enunciati vi è anche quello di garantire il ruolo della Cortina Verde come paesaggio della memoria, anche culturale, e simbolo vivente del superamento della Guerra Fredda per le generazioni future, ma – ha ammonito Scoccimarro – sappiamo bene quanto ci sia ancora molto da lavorare”.

L’assessore ha infatti ricordato “i problemi transfrontalieri che riguardano il rilascio delle acque dell’Isonzo tra Italia e Slovenia o il raddoppio della linea ferroviaria Capodistria-Divaccia con il grave impatto ambientale che questo progetto comporta, sul lato sloveno, ma a ridosso della nostra Val Rosandra”.

“Temi che vanno affrontati con una politica comune” ha ribadito Scoccimarro, ricordando “l’iniziativa che il Friuli Venezia Giulia ha promosso per il 2020 convocando a Trieste gli Stati generali dell’Ambiente dell’Alpe Adria e a cui parteciperanno tutte le regioni contermini, dal Veneto all’Austria, dalla Slovenia alla Croazia, per condividere politiche energetiche e ambientali comuni da qui al 2050”.

“La Carta che sottoscriveremo non sarà una mera enunciazione di principi – ha evidenziato l’assessore in conclusione – ma intendo prevedere una road map che consenta di avviare una sorta di tagliando annuale delle politiche attivate, al fine di verificare la concreta attuazione delle misure condivise”.

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