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Cronaca Politica

LO STATO CHE VORREI – La Ripresa

Sono anni che continuano a dirci che “STA ARRIVANDO LA RIPRESA”, che “IN FONDO AL TUNNEL SI VEDE LA LUCE”, la ripresa c’è ma è ancora debole… ma, alla fin fine, cosa diavolo è questa benedetta ripresa? E come si fa a farla eventualmente ripartire?

Primo: ripassiamo alcuni articoli della nostra Costituzione:

Art. 41. L’INIZIATIVA ECONOMICA PRIVATA È LIBERA. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge DETERMINA I PROGRAMMI E I CONTROLLI OPPORTUNI perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

(Traduzione: cari imprenditori, siete liberi di fare quello che volete ma niente sfruttamento e attenti che vi guardo…)

Art. 45. … La legge PROVVEDE ALLA TUTELA E ALLO SVILUPPO DELL’ARTIGIANATO.

Art. 47. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; DISCIPLINA, COORDINA E CONTROLLA L’ESERCIZIO DEL CREDITO.

Ecco, questo “esercizio del credito”, i nostri statisti se lo sono dimenticato da un pezzo…

Secondo: LA CAUSA

Ma qual è il bandolo della matassa? Da dove è partita la catastrofica situazione che stiamo vivendo?

La causa di tutto questo la troviamo in una parola, apparentemente tranquillizzante: IL LIBERISMO!

In sostanza il liberismo è la totale assenza di vincoli dei mercati, cioè libera concorrenza e tutti contro tutti! Anche se, teoricamente, potrebbe sembrare una regola che sprona ad essere i migliori per emergere, in pratica, che possibilità ha un artigiano di competere con una multinazionale?

I padri costituenti questo lo sapevano bene, ecco il perché dell’art. 41: I MERCATI DEVONO ESSERE CONTROLLATI DALLO STATO (che va inteso come un arbitro imparziale, non come un oppressore…), PROPRIO PER EVITARE ECCESSIVE CONCENTRAZIONI DI POTERE ECONOMICO CHE, FATALMENTE, SI TRADURREBBERO IN POTERE POLITICO… e non è esattamente quello che è successo?

Ma invece di spiegarci queste cose, politici, televisioni e giornali continuano a ingigantire i bruscolini e nascondono le travi.

  • siamo invasi dagli immigrati!
  • Troppi privilegi alla casta!
  • I furbetti del cartellino!
  • …… (aggiungi quello che vuoi al posto dei puntini)
  • MA… FINALMENTE C’È SANREMO!!!

Terzo: LA SOLUZIONE

Quando è nata la moneta come mezzo di scambio, c’era bisogno di un valore di riferimento, ecco perché era d’oro o d’argento. Inoltre la disponibilità di produzione era molto limitata (cioè la richiesta di beni da parte del mercato era molto superiore alla loro effettiva disponibilità).

Oggi invece ci troviamo in una situazione diametralmente opposta: c’è grande disponibilità di prodotti e tecnologie… ma non ci sono i ‘piccioli.

Il bello è che in Italia, contrariamente a quanto vogliono farci credere, c’è abbondanza di “saper fare”, cioè abbiamo tecnologie all’avanguardia ed eccellenze in ogni campo. Ecco perché ha senso ripristinare la GESTIONE DEL CREDITO di cui parla l’art. 47 della Costituzione.

Bisogna fare dei progetti di infrastrutture, di salvaguardia degli interessi dei cittadini e soprattutto dell’ambiante… e con cosa li paghiamo? Ma è semplice: con la moneta complementare, con i Biglietti di Stato. In pratica lo Stato dice: tu mi costruisci una scuola, una strada, ecc… ed io ti pago a Credito, cioè faccio conto dei vantaggi che avrò da quello che costruisci e ti pago in anticipo! Ecco cos’è la gestione del credito.

Ma se anche la Cina ha deciso di dare meno importanza alle esportazioni e si sta concentrando sull’aumento della domanda interna, cosa aspettiamo in Italia?

Insomma, io il 4 marzo voglio votare per un partito che abbia a cuore lo sviluppo del Paese, fuori da ogni stereotipo e da vane promesse elettorali e, in particolare:

  • Una legge che ripristini la netta separazione tra le banche che fanno speculazioni finanziarie da quelle che fanno credito all’economia reale, perché la prima cosa è il credito.
  • Recupero della Sovranità Monetaria (nei termini concessi dai vigenti trattati internazionali, senza vane quanto inutili promesse di uscita dall’Euro e/o dall’Europa);
  • Una diversa gestione del debito pubblico.
  • Un riposizionamento della pubblica amministrazione, perché il cittadino deve vedere un amico nello Stato e nella P.A.
  • Acquisizione delle grandi tecnologie che oggi sono a disposizione per migliorare le condizioni di vita di tutti.

P.S.: per chi volesse spendere un’oretta a sentire cosa dice Nino Galloni riguardo la “deindustrializzazione” del nostro Paese ad opera dei cosiddetti poteri forti, qui c’è il link:  https://www.youtube.com/watch?v=5lPGzvfnI9M&list=PLimc7jftHxGV4hVgjnyKzqQirgaFsxsdT&index=2

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