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Cronaca Politica

LO STATO CHE VORREI – La Moneta

Prima di entrare nel merito del programma elettorale, vorrei spendere altre due parole sulla moneta, questa sconosciuta. Anzi, che ne dite di guardarvi con attenzione questa serie di video sull’argomento? (sono gratis, per gentile concessione del Q Institute: basta trovare il tempo e la voglia di guardarli!).

Per chi volesse, poi, azzardare un investimento di ben 13 euro, consiglierei l’acquisto del libro “Liberi dal Sistema“, di Enrico Caldari, disponibile anche in formato e-book.

Il discorso sulla moneta è estremamente complesso ma, in estrema sintesi, quello che ho capito io è che la moneta è stata inventata come MEZZO di scambio di beni e servizi, e la sua azione positiva si esprime con la sua CIRCOLAZIONE, non il suo ACCUMULO. Con la sua circolazione aumenta IL BENESSERE COLLETTIVO, con il suo accumulo aumenta la RICCHEZZA DI POCHI INDIVIDUI.

Inoltre, quando è stata inventata, la moneta aveva un VALORE INTRINSECO, cioè valeva in rapporto alla quantità di oro o di argento di cui era fatta.

A proposito di oro e argento, sapete da cosa deriva la famosa esclamazione “Eureka” proferita da Archimede (… un altro italiano che ha lasciato il segno nella Storia del mondo)? Qui trovate la storia.

Quando poi hanno iniziato a stampare banconote, queste avevano un corrispondente VALORE IN ORO… ma è dal 1947 che la moneta non è più riferita al prezioso metallo! E dal 1971 non è più legata neanche al dollaro USA… teoricamente ognuno può fare come vuole.

Faccio un esempio pratico, che potete trovate nei video di cui sopra e, soprattutto, ben descritta nel libro: quello dell’isola di Guernsey.

Guernsey è un’isola situata nella Manica, il canale tra la Francia e l’inghilterra, da sempre popolata prevalentemente da pescatori. Nella prima metà del diciannovesimo secolo, terminate le guerre napoleoniche, si resero conto che di lì non passava più nessuno, di conseguenza non arrivava più moneta da fuori… tranne le sterline in PRESTITO provenienti dalla Banca d’Inghilterra… ma le tasse alla Gran Bretagna dovevano sempre pagarle (…vi ricorda qualcosa?).

Inoltre il Porto, le strade, il mercato, in assenza di manutenzione stavano cadendo a pezzi e, data la mancanza di denaro, aumentava la disoccupazione e la povertà in generale… (Improvvisamente mi assale un déjà vu…)

Essendo un’isola, era per definizione un po’… isolata e lasciata al suo destino.

Fatto sta che questi umili pescatori, cioè lavoratori veri, non grandi politici o eruditi economisti (scusa Nino, non ce l’ho con te, naturalmente…), si inventano un Governo autonomo, stampano una moneta di carta locale, chiamano a raccolta tutti i disoccupati e gli fanno fare i lavori di manutenzione e tutto il resto… e con cosa li pagano? Li pagano con questa moneta locale, inventata là per là, che nel frattempo viene dichiarata legale per pagare le tasse e per tutti gli scambi commerciali all’interno dell’isola. A quel punto, a che scopo i pescatori di Guernsey avrebbero dovuto continuare a dare la fiducia alle sterline emesse da una banca inglese, quando avevano delle banconote emesse dal proprio Stato, che tra l’altro LI TUTELAVA GARANTENDOGLI LAVORO?

Insomma, nel giro di pochi anni, l’economia dell’isola rifiorisce, al punto che Londra vuole metterci il becco… volete sapere come finisce la storia? Andate a comprarvi il libro!

A parte le battute, il grande pregio di questa moneta (e di tutte le monete emesse da uno STATO SOVRANO), è che non si tratta più una MONETA A DEBITO (come l’Euro, per esempio, o come le Sterline che la banca d’Inghilterra prestava al Governatorato dell’isola), ma dà CREDITO alla CAPACITA’ PRODUTTIVA di ogni singolo individuo della comunità.

Perché la moneta si basa sulla FIDUCIA che i cittadini le riconoscono e la sua FORZA è data dal VALORE UMANO che li contraddistingue.

Ecco perché nello Stato che vorrei c’è bisogno di un Governo saggio che dia CREDITO al VALORE UMANO dei suoi cittadini, in grado di creare quella prosperità economica che ci porti ad essere di nuovo fieri di essere italiani e di esempio al mondo intero. Riscopriamo quella caratteristica creatività italiana che tutto il mondo ci invidia!

Permettetemi una conclusione umoristica (ma mica tanto…), con le parole di Billy Wilder in Frankenstein Junior, quando finisce di leggere il diario del bisnonno:

” SI… PUO’… FARE!”

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