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Cronaca

La Povertà e le due T

Nella notte dei tempi, il Re di una provincia della Cina imperiale si trovò un giorno nella necessità di rimpiazzare il suo fido Primo Ministro, appena ritiratosi per sopraggiunti limiti di età. La sua idea era quella di scegliere un uomo saggio e distaccato dall’avidità e dall’ambizione personale, in grado di prendere le migliori decisioni per amministrare il regno a favore della popolazione (era infatti un monarca illuminato…). Chiedendo supporto ai suoi consiglieri, venne a sapere che in un angolo remoto della provincia viveva un uomo così distaccato dalle tentazioni del mondo che viveva in estrema povertà, indossando l’unico saio che possedeva e mangiando quello che la natura e le persone di buon cuore gli offrivano.

Così decise di mandarlo a cercare per offrirgli l’ambita carica.

I suoi emissari partirono alla sua ricerca e lo trovarono nei pressi di uno stagno, intento ad osservare il lento viavai di alcune tartarughe.

“Sei un uomo fortunato”, gli dissero, “perché il Re ci ha mandato a cercarti per portarti a Corte e nominarti Primo Ministro”.

L’omino alzò lo sguardo sereno verso di loro e rispose: “Ma secondo voi, queste tartarughe sarebbero felici di vivere rinchiuse nei palazzi reali, sia pure ricoperte d’oro e riverite dal Re e dai cortigiani? Allo stesso modo, anch’io non potrei vivere in una gabbia dorata, perché sarebbe la mia morte”.

A parte il fatto che essere onesti e distaccati è sicuramente una caratteristica basilare del buon vivere, per governare saggiamente occorre anche avere talento e competenze specifiche… la vera ricchezza di quell’uomo era la sua libertà! E la vita a corte, sia pure con tutte le ricchezze che comporta, l’avrebbe sicuramente portato all’infelicità.

Nella civiltà moderna, dominata dal liberismo, siamo abituati a pensare alla povertà in termini di mancanza di denaro, per cui uno è povero e infelice perché non ha soldi.

Ma esiste una povertà di tasca e una povertà di testa: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”, scrisse il sommo Dante…

Per dire che ciò che ci può far sentire veramente felici e ricchi non è il denaro ma la libertà e l’accettazione (che non è rassegnazione…) della realtà che stiamo vivendo nel momento presente.

La vera libertà si acquisisce soltanto attraverso la conoscenza ed un profondo lavoro su sé stessi… ed è quello che sta cercando di fare il COEMM da tre anni a questa parte con il suo Progetto: portare nel cuore di ciascuno la vera conoscenza di ciò che sta accadendo nel mondo, compreso ciò che il “Pensiero Unico” imperate non vuole farci vedere e capire.

Insomma, partecipare ai salotti e condividere idee ed esperienze ci sta facendo aprire gli occhi, e questo ci farà diventare liberi… e ricchi dentro!

E con il Microcredito (il famoso QUID…), ultima fase del progetto – attualmente in dirittura finale, riusciremo anche a disporre di un “Diritto di Dignità” che ci può consentire di vivere meglio e sviluppare il proprio Talento a beneficio dell’intera collettività.

(Da un pensiero di Maura Luperto, neo Presidente COEMM, all’evento epocale dell’11/11/11).

P.S.: vorrei solo aggiungere brevemente qual è la caratteristica che distingue il QUID da ogni altra forma di sovvenzione, finanziamento a pioggia, ammortizzatore sociale, reddito di dignità, reddito di inclusione e chi più ne ha più ne metta.

Il Quid è appunto un CREDITO, che viene erogato come RICONOSCIMENTO DEL VALORE DI OGNI ESSERE UMANO per il semplice fatto di esistere, affinché egli possa vivere serenamente e sviluppare il proprio talento a beneficio dell’intera comunità, fosse anche semplicemente fare compagnia ad un anziano o insegnare alle ragazze a cucinare!

Inoltre il QUID è un CREDITO PRIVATO che non grava quindi sui contribuenti, e la sua funzione specifica (oltre a quella di far vivere meglio un bel numero di famiglie), è semplicemente quella di dimostrare al Governo (e soprattutto ai cittadini che andranno a votare…), che questo genere di INVESTIMENTO SUL VALORE UMANO non solo è possibile, ma è anche un’ottima soluzione per uscire dalla situazione di stagnazione economica che affligge il Paese da ormai troppo tempo!

 


La buona comunicazione: è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM (Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore)

Info: www.coemm.org   –   https://www.facebook.com/COEMMeCLEMMOfficialPage/

 

                        

 

 

 

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