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Cronaca

Fratelli di chi?

Propositi di fine anno…

E siamo arrivati nuovamente alla fine di un anno… Qualche giorno di festa per provare, almeno a parole, ad essere più attenti al prossimo e poi di nuovo nel proprio individualismo, a testa bassa a pensare al lavoro (per chi ce l’ha, naturalmente), e alle prossime ferie.

Sarà che, volendo tener fede alla promessa che mi ero fatto in questo periodo dell’anno scorso, per OTTENERE qualcosa di diverso dal solito. Ho cominciato a FARE qualcosa di diverso dal solito: ho dato un taglio ai rami secchi, ho letto e studiato un po’ di più ma, soprattutto, ho iniziato ad essere più partecipe in alcuni gruppi che frequentavo.  Così,  osservando un po’ più attentamente, mi sono accorto che tante persone che conoscevo solo superficialmente, si sono rivelate veramente speciali…

Questo mi ricorda una storiella che volevo tenere per un’altra occasione… ma sì, anche se allungo un po’ la racconto lo stesso.

Il parere dell’eremita.

“In un convento di monaci, per l’abitudine a fare sempre le stesse cose, si stava creando un clima di indifferenza nel quale la routine giornaliera diventava ogni giorno più pesante: i confratelli erano insofferenti l’un l’altro e sempre meno disposti alla “compassione” tra loro.

Allora il decano del gruppo si recò a chiedere aiuto ad un vecchio eremita che risiedeva su un’altura poco distante. Sentita la problematica il vecchio sorrise e, guardando negli occhi il decano, gli disse: <Voi siete molto fortunati, perché nel vostro convento c’è un illuminato… io non so chi sia esattamente, ma se fate attenzione lo riconoscerete sicuramente>.

Tornato al convento, egli raccontò agli altri monaci della sua visita… e da quel momento cambiò totalmente il modo di rapportarsi fra loro perché, cercando di individuare chi fosse l’illuminato, ognuno guardava solo gli aspetti positivi degli altri e passava sopra ad eventuali “difetti”.

Ma soprattutto ciascuno di loro si accorse di essere lui stesso oggetto di rispettoso apprezzamento da parte degli altri. Non sono le cose (o gli altri) che cambiano, ma il nostro modo di guardarle!”

I Tempi sono maturi

Tornando agli avvenimenti di quest’anno e ai tanti cambiamenti che ho visto intorno a me durante l’anno, mi sembra di poter dire che la consapevolezza collettiva sia in continuo aumento.  Anche grazie ai “social” che, come tutte le cose, hanno anche degli aspetti positivi.  Si sente parlare sempre più spesso di concetti come Massa Critica, Centesima Scimmia, Un percento che domina il 99 e Un percento (un altro, ovviamente), in grado di produrre (pacificamente) un cambiamento nel restante 99.

Stavo così ragionando, tra me e me, quando il mio sesto senso (di cui ho imparato a fidarmi sempre più spesso), mi ha spinto a rivedere un film quasi centenario, che avevo visto all’Università per Storia e Critica del Film:

Metropolis di Fritz Lang, girato nel 1927…

Non per fare il saputello, ma credo proprio che l’abbiano visto in pochi… e per due motivi.

Il primo è che il regista lancia un messaggio talmente dirompente, per la sua epoca così oppressiva e guerrafondaia, che avrebbe potuto risvegliare anzitempo le coscienze… e i Padroni del Vapore non se lo potevano permettere…

Il secondo motivo è la diretta conseguenza del primo: il film è stato censurato, in Russia per esempio, e comunque boicottato, tagliato e cucito in tutte le maniere nel resto del mondo.

Tant’è vero che al botteghino si è rivelato un clamoroso flop: costato 5 milioni di marchi, il primo anno ne raccolse appena 75.000!

Dopo quasi un secolo di dimenticatoio, nel 2008 vengono fortunosamente ritrovati i rulli dei negativi originali e il film ha potuto essere restaurato nella sua forma originaria.

Chi fosse interessato a visionare la versione integrale del film, la può trovare qui: https://www.youtube.com/watch?v=fCDQzGTBA3E

Per chi invece volesse documentarsi sulla produzione di questa pietra miliare del Cinema, dal quale hanno poi preso spunto film come Blade runner e Guerre stellari (anche il discorso finale del Grande Dittatore di Chaplin – che sta girando sui social in questo periodo – riprende il tema del risveglio delle coscienze), c’è questo cortometraggio: https://www.youtube.com/watch?v=33XjmaclZE8

La trama è molto semplice e basata su tre concetti fondamentali:
  1. Il Potere opprime e manipola le Masse;
  2. Le masse sono tendenzialmente “addormentate” e inconsapevoli vittime di chi sa gestirle e sono prontissime a seguire qualunque “leader” sappia “Parlare alla pancia” (ci ricorda qualcuno?)…
  3. Qual è la soluzione ideale?

Bene, a questo punto vediamo come Fritz Lang, in piena depressione e col nazionalismo che stava germinando in tutta Europa, ha tradotto questi semplici (ma assolutamente rivoluzionari) concetti basilari.

1. Il Potere dell’un percento.

Metropolis è una mega-città del futuro, ambientata nel 2026 (ci siamo quasi…), che rappresenta il frutto finale del “Liberismo” (che non è ancora stato inventato…), è avveniristica e tecnologica ma dominata da una sola persona: l’industriale Joh Fredersen, padrone assoluto delle fabbriche e della città intera. Tra i tanti grattacieli di cui è fatta la città, spicca la gigantesca sede simbolo del potere: una sorta di moderna (!) Torre di Babele.

L’industriale ha un figlio, di nome Freder, che passa il tempo a divertirsi nei cosiddetti Giardini Eterni di superficie, insieme agli altri figli della bella società, mentre nella città sotterranea, dove sono dislocate le fabbriche, vivono e lavorano le masse proletarie.

Un giorno, in questi giardini, compare una donna, incantevole anche se vestita dimessamente, contornata di bambini altrettanto dimessi, ai quali dice indicando Freder e i suoi amici: <Questi sono i vostri fratelli>. Poi si rivolge a lui, indicando i bambini, e gli dice: <Questi sono i TUOI fratelli>.

La donna e i bambini vengono prontamente allontanati dalla servitù ma la visione celestiale ha ormai colpito Freder, il quale si precipita alla sua ricerca, attraverso i meandri della città sotterranea.

Frederer entra così nella fabbrica per la prima volta e si accorge delle condizioni disumane in cui gli operai, alienati da turni massacranti di 10 ore (ci sono proprio due enormi orologi, uno con un quadrante di 24 ore ed uno con 10), lavorano come automi. Durante il suo passaggio scoppiano incidentalmente dei macchinari e rimane leggermente coinvolto anche lui. Nello stordimento che ne consegue, ha una visione in cui la fabbrica gli sembra un enorme mostro che ingoia tra le fiamme una moltitudine di schiavi, subito seguiti da battaglioni di operai…

Proseguendo le ricerche scopre che la donna è un punto di riferimento per gli operai, una sorta di predicatrice, che li raduna nelle catacombe della cattedrale per confortarli con parole di speranza. Nell’incontro a cui presenzia anche Freder, lei racconta

la leggenda della Torre di Babele:

<Il progetto originario>, dice la donna, prevedeva la costruzione di una torre altissima, per onorare il Creatore, sulla cui sommità porre la scritta “Grande è il mondo e il suo Creatore! E grande è l’Uomo!

Le menti che l’avevano progettata non erano però in grado di costruirla, così assoldarono una moltitudine di manovali… ma le “mani” che costruivano la torre nulla sapevano dei sogni delle “menti” che l’avevano concepita. Ben presto ciò che era nato come un inno di lode per alcuni, divenne la maledizione per tanti altri: parlavano la stessa lingua ma non riuscivano più a capirsi tra loro e tutto finì nel sangue di una rivolta.>

<Tra la Mente e le Mani occorre un mediatore… e il mediatore DEVE essere il Cuore!> e, guardando Freder che ha intravisto tra i presenti>, aggiunge: <Ma presto arriverà un mediatore che ci aiuterà a risolvere pacificamente la nostra situazione>.

Due osservazioni su questa figura profetica:

intanto è una donna, a sottolineare che dovremmo prestare più attenzione e rispetto per chi genera la vita e sa amare a prescindere (anche ogni scarrafone).

E come si chiama la donna? Maria! in italiano nel testo originale (sì, siccome è un film muto, ci sono le scritte…). Mi piace credere che la mente illuminata di Fritz Lang abbia pensato all’Italia come possibile “mediatore culturale” per i popoli europei.  Anche se noi, in quell’epoca, eravamo impantanati nel ventennio più cupo della nostra Storia!

2. Le masse sono facilmente manipolabili

Intanto Joh, il padre di Freder, venuto a sapere della “predicazione” di Maria, va a chiedere aiuto al suo braccio destro, un inventore pazzoide di nome Gustav Rotwang. (Una mia personalissima traduzione di Rotwang si avvicina molto alla definizione pronunciata da Hugh Grant nel finale di Notting Hill: “cazzone avariato”!

Rsta ultimando la costruzione di un robot umanoide, destinato a sostituire definitivamente gli operai… e a Joh viene un’idea: dare al robot le sembianze di Maria per sostituirla, smontare la sua opera pacificatrice presso gli operai e incitarli alla rivolta, in modo da giustificare l’intervento delle forze dell’ordine e annientarli definitivamente (… ricorda qualcosa?)

 

Detto fatto: Rotwang rapisce Maria, ne trasferisce le sembianze al robot e lo manda al suo posto al raduno degli operai dove, invece delle consuete parole di speranza, facendo leva sulla loro insofferenza, “soffia sul fuoco” e li spinge a ribellarsi.

… ma Freder non si capacita di un tale cambiamento e arringa la folla: <Maria ha sempre parlato di pace e comprensione, quella non è Maria!>.

Ma si sa: alla folla piace ascoltare chi parla alla pancia… e una volta germogliato, il seme della rivolta cresce rapidamente.

D’altronde anche il Vangelo insegna che le grida di “osanna, osanna” della domenica delle palme, in meno di sette giorni diventano “crucifige, crucifige!”

La folla, ormai incontrollabile, travolge Freder e si dirige verso la centrale operativa per distruggere tutte le macchine. Al varco centrale il capo operaio li mette in guardia: <Ma siete impazziti? Vi rendete conto che, distruggendo le macchine, anche le vostre case verranno invase dalle acque?>. Niente, sono inferociti e non capiscono più nulla, travolgono anche lui e iniziano a demolire tutto quanto.

 

Intanto Maria, che è riuscita a liberarsi, va al quartiere dormitorio dove alloggiano le famiglie degli operai.  Mentre questi sono ancora impegnati nel balletto infernale di distruzione, porta in salvo i loro figli prima che l’acqua sommerga tutto.

 

*** Calma, il film originale dura due ore e ventotto minuti, c’è ancora tempo! ***

A questo punto, sbollita la rabbia e la furia distruttiva, la mente si snebbia e si accorgono anche loro che l’acqua sta montando… a qualcuno viene in mente che a casa ci sono i figli… il capo operaio, che intanto si è ripreso, grida: <Ma chi vi ha detto di combinare questo disastro?>.

<Maria, è stata Maria!>… e, ça va sans dire, inizia la ricerca del capro espiatorio (perché la folla è questo che vuole: dare la colpa a qualcuno!) e l’immancabile linciaggio.

Fortunatamente sulla loro strada trovano Mariot (Maria/robot): la prendono, la legano in un rogo improvvisato e le danno fuoco… ma le fiamme, sciogliendo la superficie, mostrano la sua vera natura di robot e finalmente capiscono di essere stati ingannati.

Nell’immancabile pre-finale d’azione, Rotwang rapisce nuovamente Maria e la porta sul tetto della cattedrale per ucciderla ma viene raggiunto da Freder che lo affronta e lo spedisce giù dal tetto.

3. Qual è la soluzione ideale?

La soluzione che propone il regista, quindi, non è la rivoluzione fatta sulle barricate, per sostituire un Potere ad un altro Potere, ma la rivoluzione interiore, che parte dal cuore di ciascuno, dando il giusto Valore ad ogni singolo componente della “massa”.

Scesi dal tetto, Freder e Maria sono sulla soglia della cattedrale, dove incontrano il padre di Freder, che nel frattempo li ha raggiunti e la folla, ormai consapevole (si spera…) di essere stata ingannata ed è pronta al passo successivo.  Freder prende la mano di suo padre e, quale mediatore designato, la unisce simbolicamente alla mano del capo operaio…

Dissolvenza finale sulla scritta:

“IL MEDIATORE TRA LA MENTE E LE MANI DEVE ESSERE IL CUORE!”

Se la grande massa di quel tempo avesse potuto cogliere pienamente questo messaggio e metterlo in pratica negli ultimi novant’anni, sono convinto che oggi vivremmo sicuramente tutti molto meglio e da un bel pezzo.

Ma per dirla col maestro Manzi: non è mai troppo tardi e, sia pure cent’anni dopo o quasi, ci sono i presupposti per cambiare finalmente il paradigma imperante del liberismo sfrenato.

Di questi tempi, in cui si sente parlare sempre più spesso di fisica quantistica (talvolta anche a sproposito…), proprio in Italia è nato il

Progetto Mondo Migliore.

Elaborato dal Comitato Organizzativo Mondo Migliore (COEMM), attualmente coinvolge circa centomila persone di buona volontà ma è previsto di arrivare fino ad un milione di persone.

Queste persone si adoperano per realizzare numerose importanti iniziative atte a migliorare la vita di tutti, dall’agricoltura all’ambiente e alla salute, dalla scuola al lavoro.  L’unico grande obiettivo è quello di ridare la giusta centralità alla Persona Umana, indipendentemente da qualsiasi fattore divisivo.

Il Reddito di Dignità

Inoltre il Progetto prevede anche la distribuzione, a tutti gli appartenenti, di un “reddito di dignità”, come riconoscimento del Valore della Persona Umana, da utilizzare con etica e altruismo per il proprio benessere e per il rilancio dell’economia locale.

Anche questo progetto (e in particolare il suo fondatore, Maurizio Sarlo), è stato ingiustamente denigrato, vilipeso, calunniato e fatto oggetto di campagne televisive diffamatorie.

Ma… come disse anche il Mahatma Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono… poi vinci!”

Il Partito Valore Umano

Intanto c’è già un nuovo partito politico, perché di quelli esistenti nessuno si è mostrato interessato al Progetto: si chiama Partito Valore Umano (PVU).

Nato giusto un anno fa, proprio per portare questo Progetto in Parlamento, nel silenzio più assoluto dei Media nazionali in pochi giorni ha raccolto le firme necessarie per potersi presentare alle Elezioni Politiche del 4 marzo di quest’anno. 

Non ha avuto un riscontro elettorale memorabile ma il solo fatto di esserci è stato grandioso e, comunque, ha raccolto più voti di alcuni partitini sulla scena da tempo…

Qualcosa mi dice che presto ne sentiremo parlare…

Ad Maiora P.V.U.!

 

Rodolfo Spirandelli

“La buona comunicazione è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore. Riunisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM. Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore.

Info:

coemm.org

https://www.facebook.com/COEMMeCLEMMOfficialPage/

 

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