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Cronaca

ASPETTANDO IL QUID…

Questa mattina leggevo l’ultimo post di Maurizio Sarlo, e pensando alla miriade di impedimenti che stanno ritardando la comparsa del Quid, improvvisamente mi si è attivato il secondo neurone… sì perché, come dice il comico romagnolo Giacobazzi, noi uomini – a differenza delle donne, abbiamo solo due neuroni: uno sta nascosto e l’altro è costantemente alla sua ricerca… (la prendo sul leggero andante perché sto per fare un accostamento un po’ arrischiato).

Insomma stavo pensando a queste cose qui e mi è venuta in mente quella parabola del pranzo di nozze e gli invitati presi dal marciapiede…

Intendiamoci, la parabola parla del Regno di Dio (Mt 22, 1-14 per chi volesse rinfrescarsi la memoria)… e io non intendo fare nessun tipo di accostamento fuori luogo: mi interessa soltanto approfondire un piccolo dettaglio.

Riassumendo la storia per sommi capi: c’è un Re che ha preparato il pranzo di nozze del figlio e, siccome gli invitati non si sono presentati – per mille futili motivi, manda i suoi servi a raccogliere dalla strada tutti quelli che trovano. Naturalmente, avendo i servi raccattato tutti quelli che hanno incontrato, il Re si ritrova il palazzo pieno, sì, ma di “varia umanità” alla quale, si badi bene, chiede una sola cosa: indossare la veste nuziale (che gli aveva fatto dare lui, ovviamente).

Ciò nonostante, uno di loro non si prende neanche la briga di fare lo sforzo di indossarla e, altrettanto ovviamente, viene cacciato.

Ora il dettaglio che voglio prendere in considerazione è proprio il significato della veste che, nel caso specifico, ha la mera funzione di rendere presentabile, almeno esteriormente, questa fauna raccogliticcia, bastava lo sforzo di indossarla… vogliamo chiamarlo “allineamento”?

Anche per accedere al Quid, come sappiamo, occorre essere “allineati” ma, nel nostro caso, non credo che basti la “veste” esteriore (la donazione, il salotto, il selfie…), occorre ben altro!

Il famoso salto di un centimetro nel burrone non consiste in mere pratiche esteriori, di facciata… insomma, non si tratta di “esserci” solo fisicamente (siamo qui… aspettiamo… qualcosa prima o poi succederà…), ma con la consapevole volontà di “vivere” pienamente questo cambiamento di paradigma che, prima di essere collettivo, DEVE ESSERE PERSONALE.

Il “Progetto” SIAMO noi, ciascuno di noi, e girerà a pieno regime solo quando tutti ne saremo convinti… non quando arriva il Quid!

Anche perché il valore del Quid non è nei soldi che porta, ma è nell’effetto dirompente che può avere sull’economia locale… se sappiamo usarlo bene, però! Ecco perché servono Etica e Altruismo.

Torniamo alla parabola, che conclude con le parole: “molti sono i chiamati ma pochi gli eletti”.

Ecco un’altra analogia con il nostro caso e, più precisamente, con il mancato allineamento di una parte ancora considerevole… SIAMO TUTTI ELETTI, ma dobbiamo esserne convinti nel nostro intimo e non perché qualcuno, esternamente, debba giudicare se siamo allineati o no.

Se non siamo disposti a “indossare la veste” esteriore della donazione mensile, come possiamo pretendere di “dimostrare” (a noi stessi, prima di tutto), la propria adesione ai principi del Progetto?

Mi sono chiesto spesso quale può essere il motivo di tanta indecisione… e finalmente, grazie soprattutto al mio diploma della Radio Elettra, conseguito nel 1969, sono in grado di svelare l’arcano: tutto dipende da una difficoltà di comunicazione tra cuore e cervello… ma questa è un’altra storia e ne parlerò un’altra volta!

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