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Salute: Puglia e Oms, al via collaborazione a Taranto

Roma, 20 giu. (AdnKronos Salute) – Intesa con l’Organizzazione mondiale della sanità per analizzare i dati ambientali e sanitari a Taranto. Dopo l’allarme suscitato nelle scorse settimane dall’aumento negli anni scorsi dell’incidenza di alcune patologie nella città dell’Ilva, la Regione Puglia comunica di aver formalizzato una collaborazione ad hoc con l’Oms. “I rapporti di collaborazione tra Regione Puglia e Oms risalgono al 2016 e si sono sempre più rafforzati, portando all’adesione della Regione alla Rete europea delle Regioni dell’Oms e al protocollo Breath the Life, presentato nel corso della I Conferenza mondiale Oms sul tema ‘Inquinamento atmosferico e salute'”, dichiara Michele Emiliano, presidente di Regione Puglia. L’intesa mirata alle valutazioni sanitarie a Taranto “si colloca nel contesto del protrarsi di una situazione di incertezza per la salute dei tarantini, di complessità dei dati disponibili – prosegue il governatore – e è non scevra da risvolti giudiziari, attestati non solo dalle sentenze della Corte Costituzionale, ma anche dal recente pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo circa la compatibilità ambientale e sanitaria delle attività siderurgiche di Taranto, che rappresentano una fonte di crescente insicurezza per la popolazione, oltre che di un potenziale danno d’immagine ed economico per lo sviluppo della città e della Puglia”. L’accordo “mira ad arricchire tutte le competenze che metteremo in campo di quelle risorse e professionalità già presenti nell’ambito dell’amministrazione regionale e del Servizio sanitario della Puglia, affinché si possa operare sinergicamente, con l’insostituibile contributo delle istituzioni sanitarie nazionali, in primis il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e l’Ispra, oltre che di quelle ambientali”, spiega Francesca Racioppi, direttore del Centro europeo salute e ambiente Oms. “Non si tratta di un’iniziativa che conduce alla delegittimazione delle strutture regionali, ma piuttosto di una forma di collaborazione tesa al raggiungimento dell’obiettivo di definire l’impatto sanitario derivante dalle fonti antropiche presenti sul territorio di Taranto, nei diversi scenari identificati, ivi incluso l’attuale assetto, cosa che fino ad oggi non risulta essere stata compiuta, esigenza non più procrastinabile”, commenta l’ingegnere Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento regionale per l’ambiente nonché firmataria di ben due richieste di riesame del provvedimento di Autorizzazione integrata ambientale dell’ex Ilva di Taranto negli ultimi 2 anni. Obiettivo dell’intesa “la realizzazione di una valutazione d’impatto sanitario per la città di Taranto, relativamente agli scenari del piano di decarbonizzazione proposto dalla Regione, a partire dai livelli produttivi autorizzati all’acciaieria Arcelor Mittal, nonché valutazioni d’impatto cumulativo”. “Non vengono deluse le aspettative e le richieste di massimo impegno per giungere a una sempre più chiara conoscenza della situazione sanitaria e ambientale, avanzate dai cittadini e delle associazioni tarantine”, afferma con soddisfazione il presidente della Società italiana di medicina ambientale (Sima), Alessandro Miani.

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Redazione BlogCQ24
Articolo della Redazione BlogCQ24

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