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Cronaca Veneto

AMATRICE: ” SINDROME DA STRESS POST TRAUMATICO”

GLI INVISIBILI 

QUEL DOMANI CHE NON ARRIVA MAI

Rubrica di Emanuela Pandolfi.

Uno degli effetti più disastrosi di una calamità naturale è quello a carico della nostra psiche. Sindrome da stress post traumatico, depressione, ansia, accompagnati da forti emozioni negative quali rabbia, senso di colpa, frustrazione, senso di impotenza. Veder passare su una barella improvvisata i cadaveri dei figli dei tuoi amici e delle persone a te care, aspettare sotto le macerie che qualcuno ti tiri fuori, farsi largo tra sassi e polvere nella speranza di trovare vive le persone amate, attendere una telefonata in cui si viene, purtroppo, informati della morte dei propri cari. Ecco, tutto questo e molto altro ancora segnano indelebilmente le esistenze dei sopravvissuti, che, oltre a dover trovare il modo di ricostruirsi una vita e un nuovo modo per sbarcare il lunario, si trovano a dover fare i conti con un fortissimo shock e la sofferenza legata alla scomparsa di vite umane. Vedere F.B. che in una carriola porta i cadaveri di una tua cara amica e sua madre mentre esclama ” Non avrei mai pensato di portare via i miei amici morti con una carriola”. Sentire A.C. esclamare al cimitero davanti alla tomba di figlio, nuora e nipoti “Ci dovevo stare io qui, non voi!”. Aspettare ore, anche giorni in alcuni casi, che i congiunti, familiari, parenti, amici, vengano estratti dalle macerie. Un esperienza cosi drammatica non può non portare con sé uno stato di profonda sofferenza, un bagaglio pesante.
Nelle tende allestite dalla protezione civile durante i mesi successivi al 24 agosto 2016 erano presenti psicologi inviati dalla Regione Lazio, ma cambiavano molto spesso, essendo inviati in missione e, smontate le tende, anche il loro lavoro è terminato. È così spettato a ciascuno di noi terremotati farsi carico , in caso di necessità, di cercare e pagare uno psicoterapeuta e medici cui ricorrere , assillati da disturbi insopportabili, come insonnia, incubi, inappetenza, pensieri suicidi, senso di colpa.

Dr.ssa Katerina Kratka

“In qualità di naturopata e psicologa negli anni mi sono capitati molte persone che avevano subito dei terremoti – da Irpinia, Romagna, Veneto, Aquila fino ad Amatrice ” – dice la Dr.ssa Katerina Kratka, psicologa di Roma, – ” Lo stress psico- fisico della terra che trema porta allo squilibrio di ogni aspetto della vita di ciascuno. La distonia neuro-vegetativa porta al sonno non ristoratore e profondo, all’inapptenza e altri problemi digestivi, il mal di testa, la difficoltà a concentrarsi, la difficoltà di riprendere la guida della propria auto ecc. Un altra questione è quella di riorganizzare la propria vita: coloro che prima del sisma vivevano una vita soddisfacente e avevano una buona grinta per affrontare qualunque difficoltà , dopo il sisma hanno cercato di rimboccarsi le maniche per ripristinare l’equilibrio precedente. Quella condizione prima del sisma era per loro un punto di riferimento, mentre coloro che prima del sisma vivevano nei disagi della precarietà sicuramente hanno vissuto la ricostruzione con molta più fatica. La storia che mi ha colpito maggiormente è la storia di una donna molto giovanile e molto grintosa di Amatrice, che aveva perso il marito e tantissimi amici, oltre che la casa. Dopo il quarto sisma ha deciso di prendere il suo unico affetto rimasto (il cane ) e cercare il rifugio dai genitori in un piccolo centro in provincia di Roma.
Anche nel suo caso, i suoi disagi fisici e un lavoro non retribuito adeguatamente non avevano creato una solidità su cui appoggiarsi dopo la tragedia. Senza lavoro, senza casa e senza salute questa donna coraggiosa ha ricominciato da zero.
E da zero con un aiuto pressoché ridicolo da parte dello stato, ogni giorno alle prese con una burocrazia assurda, poco a poco è riuscita a ritrovare se stessa.
Ha ricominciato ad alimentarsi regolarmente, l’esercizio fisico è stato di fondamentale aiuto . Il sonno, l’udito fortemente peggiorato ed il sorriso sereno sono ancora da ritrovare ma sono sicura che grazie alla sua determinazione ce la farà”.

Dr. ssa Maria Santa Lorenzini

La Dr. ssa Maria Santa Lorenzini, psicologa di Roma e Pres. Arcat Regione Lazio, ha creato un progetto di sostegno psicologico post sisma in Amatrice. “L’esperienza nasce oltre che dalla professione ( sono una psicoterapeuta di Roma) dal vissuto personale famigliare che ci ha visto coinvolti nel sisma dal 24 agosto 2016 ( a Castelluccio) al 30 ottobre 2016 a Norcia. Abbiamo svolto tantissimi colloqui di sostegno psicologico in via informale. Questo ci ha portato a proporre un progetto con sede in Amatrice, ma rivolto a tutto il cratere, che sarebbe stato finanziato da quel momento dalla nazionale terremotati, un progetto che prevedeva 10 incontri, un.supporto psicologico quindi.” La dottoressa infatti mi contatto’ per essere messa in contatto coi servizi sociali di Amatrice prima e un associazione dopo, con la disponibilità di un container come luogo per gli incontri. ” Non siamo poi riusciti a realizzarlo, in quanto le persone di Amatrice in quel periodo non riuscivano a partecipare, chiusi in una profonda depressione. Stiamo parlando del periodo relativo a settembre ,ottobre ,novembre 2018 arrivando fino a dopo gennaio 2019″ – due anni dopo il sisma, un periodo in cui ciascuno di noi ha dovuto provvedere autonomamente ai propri problemi psicologici.
“Questo significa che la loro depressione e il loro sconforto è in realtà andato oltre l’aspetto psicologico, quindi stanno diventando vere e proprie patologie.
Immobilismo istituzionale, passerelle senza nulla di fatto, il senso di presa in giro e di impotenza che coglie le persone della Comunità aumentano frustrazione e depressione con esito nefasto per tante vite.
Vedere ruspe ,cantieri, impossibilità di tornare a lavorare. L ‘ attivismo da parte delle istituzioni aiuterebbe tantissimo da un punto di vista psicologico le famiglie a non mollare . Mentre i giovani possono comunque pensare di andare via ( anche se non è una buona cosa lasciare la propria terra e le persone del posto non vogliono farlo ), gli anziani si lasciano addirittura morire .Le categorie più fragili purtroppo non hanno nessuna capacità in questo stato di riemergere. Hanno bisogno di speranza, ma tangibile ,concreta, tipica delle persone abitanti di montagne abituati a essere lavoratori concreti. A quasi tre anni dal sisma tutto è fermo e alienante.
Il terremoto ci ha tolto tante vite ,le case, i beni materiali, ma la burocrazia e la politica stanno togliendo la vita!”

Un percorso riabilitativo, che non è un progetto a scadenza, ma un cammino lungo, richiede tempo e soldi, ed anche la nostra riabilitazione post sisma è sulle spalle di noi terremotati. È giusto cosi? Nel frattempo che chi di dovere mediti, continuiamo da soli questo percorso.

centro caritas, amatrice

 

“RINGRAZIO Emanuela per la sua disponibilità nel farci conoscere una realtà spesso nascosta, ma noi che facciamo parte di questo meraviglioso progetto abbiamo deciso di dare voce a chi è invisibile in una società devastata dall’indifferenza di chi sta bene

Cristina Berti”

La buona comunicazione:
è un progetto autonomo per il cammino verso un Mondo Migliore e unisce un gruppo di bloggers che si ispirano alle linee guida dell’Associazione no profit COEMM Maura Luperto Presidente e Maurizio Sarlo Fondatore

Info:

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3 thoughts on “AMATRICE: ” SINDROME DA STRESS POST TRAUMATICO”

  1. Grazie Cristina per dar voce a chi è invisibile : la morte non è solo fisica; si può morire di indifferenza . Leggendo l’ articolo ho rivissuto quel terribile giirno. Tutti al telefono per entrare in contatto con i parenti di Amatrice. La Latina mi giunse notizia che Gabriella era salva. Bombardai di telefonate Emanuela. Il telefono ha squillato tutto il giorno ma non rispondeva nessuno e l’importanza di non potermi muovere mi faceva impazzire. In tarda serata Emanuela ha risposto ma dalla voce capii subito che era sconvolta e mi limitai a dirgli che gli volevo bene. Questo terribile evento ma ha riportato anche al tempo della scuola serale come Operatore dei Servizi Sociali : 06/ 04/2009 il sisma ad Aquila. La nostra Prof. di psicologia ,Concetta Di Lunardo, ci informo’ che sarebbe partita velocemente, come volontaria, a supporto delle Persone terremotate; lasciando a noi da studiare la Sindrome da Stress Post Traumatico. Per quanto si possa studiare non è facile comprendere fino in fondo il dramma che devasta le Persone in situazioni cosi estreme. Di una cosa però eravamo consapevoli; il servizio di sostegno, svolto da persone competenti ha una importanza VITALE in questi drammi terribili e ancor più importante è che devono essere gratuiti e costanti nel tempo che può durare anche anni. Prendersi cura delle persone non è confezionare scatolette.

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