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Ambiente Veneto

ROMA EMERGENZA RIFIUTI- QUALE SOLUZIONE

CFP Dedicati Ambiente escono allo scoperto con un articolo della loro Referente Nazionale Annalisa Guerrini.

Il recente episodio di Roma relativo all’incendio nella discarica comunale, ha evidenziato quanto sia critica la situazione in alcuni importanti comuni italiani, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti.

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Premesso che è di fondamentale importanza, puntare sulla cultura del riciclo:: vetro, plastica, carta, ma anche rifiuti organici trasformati in compost (magari velocizzandone il processo attraverso l’utilizzo dei microrganismi attivati…)
Ma cosa facciamo con l’indifferenziato? Altre colline di immondizia il cui percolato contamina terreni e falde acquifere?
In Europa, alcuni paesi hanno trasformato il problema in una risorsa: a Copenhagen il nuovissimo termo valorizzatore si trova in centro città:.
Attraverso una complessa tecnologia ingegneristica Waste-to-Energy, è in grado di fornire un’ interessante proposta sia in termini di prestazioni energetiche che ambientali.
Il termo valorizzatore ha due caldaie a grata, ciascuna di capacità pari a 35 ton/h e carico termico nominale di 112 MW, due linee di depurazione fumi a umido con condensazione del vapore acqueo e una turbina da 67 MW.
Questo complesso sistema garantisce il massimo recupero di energia elettrica e termica, sopportando variazioni consistenti nella composizione del rifiuto: il vapore viene prodotto ad alta temperatura e pressione con un ridotto eccesso d’aria (da cui una concentrazione di O2 nei fumi secchi pari al 6%).
Il sistema di condensazione del vapore dei fumi in due step permette di recuperare il calore di condensazione, incrementando di circa 20 punti percentuali il recupero di energia, da cui un rendimento complessivo di 107%: il primo passaggio raffredda i gas mediante uno scambiatore di calore posto sulla linea di ritorno del teleriscaldamento, recuperando 10 MW di calore per ciascuna linea, mentre nel secondo una pompa di calore ad assorbimento ne abbassa la temperatura fino a 20-30°C, aggiungendo altri 15 MW per caldaia al teleriscaldamento.
Nonostante l’attività dei termovalorizzatori sia definita “di recupero”, il sistema di incenerimento progettato nell’impianto di Copenhill permette il riciclo di materia mediante il recupero di risorse altrimenti impossibile, prevedendo di estrarre un quantitativo di metalli dalle ceneri pesanti superiore al 90% del totale di ferrosi e non ferrosi con la possibilità di utilizzare le ceneri come componenti per il manto stradale o per altri usi nel campo delle costruzioni, sostituendo risorse di natura simile, quali sabbia e ghiaia.
Infine prevedono di utilizzare l’acqua recuperata dalla condensazione del vapore contenuto nei gas, sostituendo reintegri d’acqua, dovuti alle perdite lungo la rete di teleriscaldamento.
Certo, la progettazione e la messa in opera di un termo valorizzatore come quello di Copenhagen richiede qualche anno; ciò nonostante forse è l’unica soluzione possibile per la gestione dei rifiuti non riciclabili nei grandi centri urbani.

Annalisa Guerrini

 

Ringrazio Anna Guerrini per l’articolo, la sua  RInt.le ambiente Ivana Carniel, e tutto il loro Staff.

Cristina Berti

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